Von der Leyen: la Cina non aiuti la Russia

Ue: Cina contribuisca a fine invasione russa in Ucraina; non aiuti Mosca ad eludere sanzioni.

La Cina non aiuti la Russia.

Questo è quanto richiesto da Ursula con der Leyen a Xi Jinping.

Più precisamente, stando a quanto riporta “Reuters”, la presidente della Commissione europea ha chiesto alla Cina di contribuire a mettere fine all’invasione russa in Ucraina e, come minimo, di non fare nulla che possa aiutare Mosca ad aggirare le sanzioni economiche.

Così la von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa avvenuta in seguito ad un vertice in modalità virtuale con il presidente cinese:

Abbiamo fatto ben presente che la Cina non dovrebbe interferire con le nostre sanzioni“.

Crisi ucraina: capitali in fuga dall’Europa verso gli Usa

In Europa occidentale prelevati 23,4 miliardi.
40,5 miliardi versati nel mercato Statunitense nello stesso periodo.

Fuga dei capitali dall’Europa verso gli Stati uniti.

È quanto sta accadendo dopo che la crisi tra Russia ed Ucraina ha impattato sulle scommesse speculative sull’Europa.

Come riporta “Notizie.it”, gli investitori internazionali hanno prelevato infatti 23,4 miliardi di dollari dai fondi comuni di investimento e dagli ETF (fondi negoziati in borsa) dell’Europa occidentale: nelle tre settimane tra l’invasione della Russia e il 16 marzo, secondo i dati del fund-flow tracker EPFR, si tratta di più del doppio dei deflussi osservati durante le prime tre settimane del “selloff” della pandemia all’inizio del 2020.

A guadagnarci sono soprattutto i titoli di Wall Street: gli investitori, nello stesso periodo, hanno versato 40,5 miliardi di dollari nel fondo azionario statunitense.

Ue: minacce all’Ucraina sono minacce all’Europa

Dopo Gopinath anche Michel interviene.
Conferenza stampa con il primo ministro slovacco.

Gita Gopinath è appena intervenuta sul tema del conflitto tra Russia ed Ucraina, parlando in merito ad un possibile prolungamento dell’inflazione e del caro energia nel caso in cui si inaspriscano i rapporti tra i due Paesi (approfondimento al link).

Ora, a dar seguito alle sue parole, arriva il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che esprimendo solidarietà verso l’Ucraina durante una conferenza stampa tenuta con il primo ministro slovacco Eduard Heger; stando a quanto riporta “Reuters”, infatti, Michel ha detto quanto di seguito:

Una minaccia contro l’Ucraina è una minaccia contro l’Europa.”

Migranti: +57% in un anno

Frontex: 200 mila arrivi illegali in Ue nel 2021.
L’83% arriva dalla rotta del Mediterraneo.

200.000 arrivi di migranti illegali in un anno.

È quanto riporta Frontex, l’Agenzia europea per le frontiere, aggiungendo che è il numero più alto di arrivi dal 2017 e che la quota è aumentata del 57% rispetto al 2020 e del 36% rispetto al 2019, quando la pandemia ancora non c’era lasciando, teoricamente, più spazio di manovra agli sbarchi.

Non è bastata dunque la pandemia a fermare il flusso migratorio, che è anzi aumentato mettendo ancor più in luce tutta la controversa gestione dell’emergenza da parte del governo.

Come riporta anche “Tgcom24”, sempre citando i dati di Frontex, la rotta prediletta per arrivare in Europa rimane il Mediterraneo, utilizzata dall’83% dei migranti complessivamente arrivati.

Il numero delle donne continua a rappresentare meno di un decimo degli arrivi, mentre rimangono invariate le percentuali dei minori e dei minori non accompagnati.

Ancora, Frontex rileva un aumento degli arrivi illegali dal Medio Oriente, attraverso la Bielorussia, dal Mediterraneo centrale, dai Balcani occidentali e da Cipro; nel 2021 i siriani sono stati i più numerosi tra i migranti irregolari, seguiti da tunisini, marocchini, algerini e afghani.

Questi i numeri dei migranti illegali che si è riusciti a registrare, ovviamente; il numero totale potrebbe dunque essere maggiore.

Trasmette perplessità la gestione del governo che, da un lato, quasi non permette ai cittadini di uscire di casa senza il super green pass e, dall’altro, fa entrare illegalmente migliaia di migranti senza nulla sapere in merito alle loro condizioni generali, tantomeno di salute, durante lo stato di emergenza sanitaria.