Le classifiche dei passaporti

Ecco i dati aggiornati.
Italia tra prime nazioni, la Polonia batte gli Usa in ogni classifica.

È uscita l’ultima classifica di Passport Index.

In cima alla classifica troviamo gli Emirati Arabi Uniti, mentre al secondo posto, a pari merito, si piazzano: Germania, Spagna, Francia, Italia e Paesi Bassi.

Come riporta Polonia Oggi, il passaporto polacco acquisisce valore e si piazza al quarto posto, insieme ai passaporti di Danimarca, Belgio, Irlanda e Portogallo, battendo, ad esempio, quelli giapponesi e statunitensi, che si piazzano al sesto posto della classifica.

Passport Index, creato da Arton Capital, è “l’unica classifica globale, realizzata in tempo reale”, stando a quanto sostiene il sito ufficiale.

In un altro rapporto, preparato a novembre da Henley&Partners, la Polonia si piazza invece al settimo posto, insieme a Canada, Repubblica Ceca, Grecia e Stati Uniti.

Ancora, nella classifica di VisaGuide Passport Index, dove su un posto si può trovare solo un paese, la Polonia occupa il numero 20.

In tutte e tre le classifiche, comunque, il passaporto polacco supera quello statunitense.

Felicità cittadini UE: bene la Polonia, male la Germania

Il governo uscente (PiS) lascia i cittadini tra i più felici in Europa.
I tedeschi registrano un crollo record.

Eurostat ha pubblicato i risultati di un sondaggio del 2022 (si fa circa ogni 10 anni) sul livello di soddisfazione dei cittadini dell’Unione Europea.

La Polonia si è rivelata uno dei paesi più felici dell’Unione, come riporta anche Polonia Oggi.

L’indice di soddisfazione della vita per la Polonia è stato di 7,7 su 10, posizionandosi subito dietro l’Austria (7,9 punti).

Rispetto al 2021, la Polonia ha migliorato il proprio indice di 0,2 punti, uno dei maggiori aumenti nell’UE.

L’indicatore, invece, è diminuito in Germania di ben 0,6 punti, il che rappresenta il più grande calo nell’UE tra il 2021 e il 2022.

Lo studio ha anche mostrato che in Polonia le donne, le persone con istruzione superiore e quelle con un’istruzione media hanno dimostrato maggiore soddisfazione nella vita nel corso di nove anni, dal 2013.

Germania bloccata da scioperi e proteste

Dureranno per almeno tutta la settimana.
Governo in forte crisi.


Gli agricoltori tedeschi hanno bloccato l’8 gennaio città e strade in tutto il Paese, usando trattori e camion, per protestare contro i tagli ai sussidi, dando il via a una serie di scioperi che potrebbe mettere in difficoltà il governo di Olaf Scholz.


La mobilitazione, indetta dall’Unione degli agricoltori tedeschi (Dbv) fino al 15 gennaio, ha paralizzato la circolazione in molte città tedesche.


Stando a quanto riporta l’Internazionale, la polizia locale ha affermato che un manifestante è rimasto gravemente ferito nello stato della Bassa Sassonia, quando il conducente di un’automobile ha cercato di forzare un blocco stradale.


Blocchi stradali sono stati segnalati anche al confine tra la Germania e la Polonia, la Repubblica Ceca e la Francia.


Convogli di trattori hanno raggiunto Monaco di Baviera, Amburgo, Brema e Colonia.


Settecento veicoli agricoli hanno preso posizione nel cuore della capitale Berlino, vicino alla Porta di Brandeburgo. I cartelli dei manifestanti recitavano “Se muoiono gli agricoltori, muore il paese”, “Senza di noi i piatti restano vuoti”, “Il governo deve dimettersi”, con Jenny Zerbin, 34 anni, produttrice del settore lattiero-caseario, che ha dichiarato all’AfpNon guadagniamo abbastanza, anche se lavoriamo 365 giorni all’anno”.


La rabbia degli agricoltori è esplosa a dicembre, quando il governo ha annunciato un taglio dei sussidi al settore in seguito a un richiamo della corte costituzionale sul rispetto delle rigide regole di bilancio della Germania (approfondimento al link).

Oltre alla mobilitazione degli agricoltori, il 10 gennaio comincerà uno sciopero ferroviario di tre giorni su tutto il territorio nazionale per rivendicazioni legate ai salari e agli orari di lavoro.

La settimana scorsa il governo, che riunisce socialdemocratici, verdi e liberali ed è sempre più impopolare, ha ammorbidito i piani per il settore agricolo, annunciando che le agevolazioni fiscali sul gasolio saranno eliminate gradualmente entro il 2026, e non tutte in una volta.

Ma il compromesso è considerato insufficiente dagli agricoltori, sostenuti dall’opposizione conservatrice.

Joachim Rukwied, presidente della Dbv, ha dichiarato quanto di seguito:

La riduzione dei sussidi mette a rischio la sicurezza della catena alimentare”.

Il ministro delle finanze Christian Lindner ha invece definito le proteste “ingenerose”, sostenendo che il settore agricolo è “altamente sovvenzionato” dallo stato.

Germania: aumenta il numero dei disoccupati

Incremento di 5.000 unità per un totale di 2,703 milioni (5,9%).
Il 2023 è comunque uno dei risultati migliori dalla riunificazione.

Il numero di disoccupati in Germania è aumentato leggermente in dicembre, anche se molto meno di quanto previsto dagli analisti (gli analisti interpellati da Reuters avevano previsto un aumento di 20.000 unità), ed il tasso del 2023 è uno dei più bassi dalla riunificazione.

L’Agenzia federale del lavoro riferisce che il numero di persone senza lavoro è aumentato di 5.000 unità in termini destagionalizzati, raggiungendo i 2,703 milioni; il tasso di disoccupazione destagionalizzato è cresciuto leggermente a dicembre, raggiungendo il 5,9%.

Andrea Nahles, presidente dell’agenzia, osserva quanto di seguito:

Il mercato del lavoro regge ancora bene se si considerano gli oneri e le incertezze. Guardando al 2023, possiamo vedere che la debolezza dell’economia non ha lasciato indenne il mercato del lavoro“.

Il numero di disoccupati è cresciuto di 191.000 unità rispetto all’anno precedente.

La domanda di lavoro si è notevolmente indebolita nella seconda metà del 2022 e la tendenza è proseguita nel 2023. Tuttavia, rimane elevata in un confronto a lungo termine, come riporta Reuters.

Nel 2023 ci sono state in media 761.000 offerte di lavoro, 84.000 in meno rispetto all’anno precedente, ha detto l’agenzia.

Pensioni: aumentano le minime

Recupero dell’inflazione fissato al 5,4%.
Incremento del 2,7% per legge di Bilancio se sotto soglia minima.

Nel 2024 il trattamento minimo di pensione sale a 598,61 euro grazie al recupero dell’inflazione fissato al 5,4%.

Non solo; grazie alla norma della legge di Bilancio per il 2023 che prevede per il 2024 un incremento ulteriore del 2,7%: per le pensioni che non superano la soglia minima, infatti, l’importo sale a 614,77 euro.

Lo precisa l’Inps in una circolare sul rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per il 2024.

Nella circolare, come riporta Ansa, si ricorda quali sono le percentuali di recupero dell’inflazione fissata provvisoriamente al 5,4% (100% per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo, 85% per quelle tra quattro e cinque volte il minimo, eccetera) ma anche qual è l’importo minimo delle pensioni sociali per il 2024 (440,42 euro al mese, 5.725,46 in un anno) e degli assegni sociali (534,41 al mese, 6.947,33 in un anno).

L’importo annuo per il trattamento minimo delle pensioni per i lavoratori dipendenti e autonomi nel 2024 è di 7.781,93 euro (per 598,61 euro al mese per 13 mensilità).