Italia, Spagna, Olanda e Francia invieranno mezzi navali a protezione di Cipro

Fronte unito dei 4 Paesi nella guerra condotta da Usa ed Israele contro l’Iran.
Base inglese presa di mira da droni iraniani.

Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi invieranno nei prossimi giorni mezzi navali per proteggere Cipro.

Lo ha detto il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto al Parlamento, come riporta Reuters.

Lunedì una base dell’aeronautica militare britannica sull’isola è stata presa di mira da un drone di fabbricazione iraniana nell’ambito della guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro Teheran.

Medio Oriente, Meloni: l’Italia non è in guerra

La Premier: L’Italia invierà aiuti ai Paesi del Golfo in termini di difesa aerea. Ad oggi tutti stanno rispettando gli accordi bilaterali.

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha dichiarato a RTL 102.5 che “L’Italia intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, in termini di difesa aerea. Sulle basi militari tutti si stanno attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali e vale anche per noi: abbiamo delle basi concesse all’utilizzo americano in Italia. Non saranno usate per bombardare. Oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso, non siamo in guerra.

Polonia: Ministero Difesa ritira formazione sul gender per i soldati

Gli stessi soldati avevano espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Il Ministero della Difesa Nazionale ha informato che, per decisione del ministro, dal programma delle formazioni integrative per il 2026 è stato eliminato il tema riguardante i “diritti umani e la prospettiva di genere nelle operazioni militari.

La formazione, come riporta Polonia Oggi, era stata precedentemente proposta dalla Presidente del Consiglio per il Servizio Militare delle Donne e approvata dal Dipartimento del Personale del Ministero.

La questione è diventata pubblica dopo alcune notizie diffuse dai media e dichiarazioni anonime di soldati che hanno espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Nel comunicato ufficiale, il Ministero ha sottolineato che, nonostante la precedente approvazione a livello dipartimentale, il ministro della Difesa ha deciso di ritirare questo punto dal programma.

Il Ministero ha inoltre ricordato che formazioni di questo tipo possono essere organizzate sulla base di una decisione del 2020 relativa alla metodologia dell’educazione civica e alla prevenzione e disciplina militare. Tuttavia, il tema in questione non sarà incluso nel programma di formazione per il 2026.

Prietenia: un viaggio nel passato

Un treno sovietico che collega due capitali europee, con carrozze costruite negli anni 70/80 in Germania dell’est. Un viaggio nel tempo, però che è possibile realizzare anche oggi, nel 2026.

Ancora oggi, le capitali di due paesi che un tempo si trovavano al di là di quella che veniva chiamata la “cortina di ferro”, sono collegate da un treno di epoca sovietica, il “Prietenia”, che in lingua rumena significa “amicizia“. Avendo quasi l’impressione di trovarsi a bordo di una macchina del tempo, è possibile viaggiare in carrozze in finto legno costruite in Germania dell’Est negli anni 70/80 del secolo scorso e riscaldate rigorosamente a carbone. Non si tratta della versione est europea del film “Ritorno al futuro”, ma di un collegamento ferroviario reale dei giorni nostri, anche se dal sapore ormai antico.

Il treno, infatti, collega quotidianamente le stazioni di Bucarest Nord e Chisinau, quindi le capitali di Romania e Moldavia, con un viaggio che dura all’incirca 14 ore. Le numerose ore che impiega il treno a percorrere gli oltre 350 km che separano le due capitali, si possono passare nelle cuccette, le quali, oltre ad avere un’atmosfera nostalgica e spartana, sono anche sorprendentemente comode. All’interno del treno è presente una carrozza con bar/ristorante, dove è possibile mangiare dei piatti caldi, oppure semplicemente bere bevande alcoliche e non.

Il prezzo del biglietto di seconda classe si aggira intorno ai 25/30 euro, con cuccette con posti letto per quattro persone, mentre le cuccette di prima classe prevedono due posti letto, ma il prezzo del biglietto sale al doppio di quello di seconda classe, quindi 60 euro circa.

Una volta arrivati nella cittadina moldava di Ungheni, al confine tra Romania e Moldavia, compresa nel prezzo del biglietto c’è un’ulteriore attrazione: il cambio delle ruote, o meglio, dei carrelli del treno. Avendo fatto parte dell’Unione Sovietica, la Moldavia utilizza lo scartamento ferroviario sovietico (1.520 mm), mentre la Romania lo scartamento standard europeo (1.435 mm). Le operazioni di cambio dei carrelli avvengono ogni notte, quindi ad ogni passaggio del treno nelle due direzioni e durano un paio d’ore. Le carrozze vengono sollevate con dei grossi martinetti idraulici ed i carrelli vengono sostituiti. Il viaggio poi prosegue a velocità moderata, fino alla capitale moldava. Un’esperienza di viaggio che va oltre il tempo, che ci riporta in un’epoca di forti divisioni, come quella della guerra fredda, ma che in questi ultimi anni non sembra poi così lontana nel tempo, a causa delle forti tensioni geopolitiche in corso.

Ue: prestito da 90 miliardi all’Ucraina ma senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca

30 miliardi per finanziare il bilancio ucraino, 60 per acquistare armi.
Il prestito verrà restituito solo se la Russia accetterà di pagare le riparazioni di guerra: Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca non partecipano.

I Paesi dell’Ue hanno raggiunto un accordo per emettere un prestito di 90 miliardi di euro al fine di soddisfare le esigenze finanziarie e militari dell’Ucraina per il 2026 ed il 2027.

Di questi, 30 miliardi di euro saranno destinati al finanziamento del bilancio ucraino, mentre i restanti 60 miliardi saranno utilizzati per l’acquisto di armi.

Il programma sarà finanziato tramite debito congiunto ma senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca: le tre nazioni, infatti, si sono rifiutate di partecipare all’ennesima donazione di soldi dei contribuenti Ue all’Ucraina.

L’accordo proposto, come riporta Giubbe Rosse, si basa essenzialmente su punto molto debole, per non dire di pura fantasia: Kiev rimborserebbe i fondi solo se la Russia accettasse di pagare le riparazioni di guerra.