Ecco la classifica del QI

Italia prima in Europa.
Ecco quali sono le prime 17 nazioni al mondo.

Sviluppato all’inizio del ventesimo secolo come un modo per valutare l’intelligenza umana, i risultati del test del QI sono stati a lungo utilizzati nelle scuole, nella valutazione della disabilità intellettiva e nella valutazione dei candidati al lavoro.

Sebbene i test del QI siano stati contestati negli ultimi anni, la pratica resta ancora popolare.

IQ Research ha raccolto informazioni da diversi paesi e calcolato le loro medie di quoziente intellettivo, con la classifica che StarsInsider ha successivamente condiviso.

Al 17esimo posto si collocano a pari merito Turchia, Kirghizistan, Croazia, Cile, Albani e Bosnia ed Erzegovina con un punteggio di 90.

Al 16esimo posto in classifica, sempre a pari merito, troviamo Thailandia, Sierra Leone, Lituania, Cipro, Macedonia, Cambogia e Brunei con una media QI di 91 punti.

Un punto più in alto, a quota 92 che vale il 15esimo posto, troviamo Malesia, Irlanda e Grecia.

Salendo ancora, a quota 93 punti per la 14esima posizione in classifica, ecco Bulgaria ed Argentina.

13esimi il Vietnam, la Romania, il Kazakistan, la Georgia e l’Armenia con 94 punti.

Poi, a quota 95 punti, Portogallo ed Israele occupano la dodicesima posizione.

Uruguai, Slovenia, Slovacchia e Moldavia totalizzano 96 punti collocandosi 11esime.

Quota 97 e decimo posto in classifica per Ucraina, Russia, Malta e Bielorussia.

Nono posto con 98 punti per Spagna, Lettonia, Ungheria, Francia, Danimarca, Repubblica Ceca, Australia, Andorra e, forse un po’ a sorpresa, Stati Uniti.

99 punti che valgono l’ottavo posto in classifica per Svezia, Polonia, Germania, Finlandia, Estonia, Canada e Belgio.

Toccano la soglia dei 100 punti collocandosi settimi in classifica il Regno Unito, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e l’Austria.

Superano, invece, quota 100 raggiungendo il punteggio di 101 la Svizzera, la Mongolia e l’Islanda che si collocano al sesto posto.

Da sola al quinto posto con un punteggio di media QI pari a 102 punti l’Italia, che risulta anche essere la prima in Europa.

Appena fuori dal podio ecco Taiwan che, con 104 punti si colloca quarta in classifica.

A pari merito al terzo posto con 105 punti troviamo Cina e Giappone.

Al secono posto con 106 punti la Corea del Sud.

Sul gradino più alto del podio con la bellezza di 108 punti, infine, troviamo Singapore e Hong Kong a pari merito.

Berlino promette nuove armi a Kiev per 1,3 miliardi

Durante la visita a Kiev il ministro tedesco Pistorius promette anche 20.000 munizioni, droni ad alta tecnologia e decine di sistemi radar.

Durante la sua visita a Kiev, il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius ha promesso all’Ucraina nuovi armamenti dalla Germania, per un valore totale di oltre 1,3 miliardi di euro.

Lo riporta Bild, poi citato da Ansa, precisando che la Germania consegnerà una terza tranche di sistemi di difesa Iris-T Slm, portando il numero totale da otto a dodici tra la fine del 2024 e il 2025.

Nel pacchetto non sarebbero invece presenti i missili da crociera Taurus, chiesti più volte da Kiev.

Pistorius ha anche promesso all’Ucraina 20.000 nuovi proiettili di artiglieria da 155 millilitri, 60 droni di sorveglianza ad alta tecnologia e decine di sistemi radar.

Zelensky: Ue apra negoziati per adesione Ucraina

“Non farlo significherebbe darla vinta a Putin”.
Poi continua: “abbiamo rispettato le 7 raccomandazioni al 100%”.

Zelensky spinge per l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Più nel dettaglio, come riporta Ansa, le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine dell’incontro con Charles Michel e Maia Sandu sono state le seguenti:

“Vorrei che l’apertura dei negoziati di adesione all’Ucraina si basasse su fatti concreti, non ci aspettiamo regali e capiamo che si tratta di un processo di merito. Ma abbiamo rispettato le 7 raccomandazioni al 100% e questa decisione sarebbe importante per mobilitare il popolo ucraino e mostrerebbe che difendiamo i nostri valori coi fatti e non solo con le parole: se non saremo uniti daremo una extra vittoria a Vladimir Putin“.

Siria: base Usa sotto attacco da milizie filo-Iran

Altro attacco alle basi Usa in Siria a distanza di poco tempo.
Prima attaccata anche la base in Iraq.

Combattenti filo-iraniani presenti in Siria hanno annunciato poco fa di aver preso di mira la base militare statunitense di Tell Baydar, nella Siria nord-orientale.

Stando a quanto riporta Ansa, lo si apprende da un comunicato diffuso sugli account social della Resistenza islamica in Iraq, sigla che raccoglie una serie di gruppi armati operativi in Siria e in Iraq e sostenuti da Teheran.

Non è la prima negli ultimi tempi che accade qualcosa simile, dati i recenti attacchi via drone alle basi Usa sempre in Siria (approfondimento al link) e quelli precedenti in Iraq (approfondimento al link).

Usa: Congresso approva piano per evitare shutdown ma ferma finanziamenti a Ucraina e Israele

Erano previsti oltre 61 miliardi per l’Ucraina.
Cambio di decisione: pesano crollo dei consensi di Biden e avversione americani a guerra in Ucraina.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la proposta del neo presidente della Camera Mike Johnson, eletto meno di un mese fa dopo che Kevin McCarthy è stato estromesso all’inizio di ottobre, per evitare lo shutdown del governo: i finanziamenti al governo verranno mantenuti fino all’inizio del prossimo anno, anche se verranno rimandati i miliardi di dollari di finanziamenti per Ucraina e Israele.

Un totale di 209 democratici hanno votato con 127 repubblicani per sostenere il piano, che necessita di una maggioranza di due terzi per essere approvato utilizzando un processo accelerato, come riporta First Online.

93 repubblicani hanno votato contro il piano del loro nuovo leader, insieme a 2 democratici.

La decisione cade nel giorno dell’incontro tra Xi Jingping e Joe Biden, primo tentativo di disgelo dopo un anno difficile, e che forse può aver influenzato la decisione presa.

La misura tampone passerà ora all’aula del Senato, dove i leader di entrambe le parti hanno indicato che la sosterranno.

I leader del Senato avranno bisogno della collaborazione di tutti i senatori per superare gli ostacoli procedurali e rispettare la scadenza di venerdì sera, quando scadono i finanziamenti federali, per evitare uno shutdown che potrebbe portare tra l’altro al licenziamento di milioni di lavoratori federali.

Poi dovrà essere firmata dal presidente Joe Biden, mentre Johnson avrà tempo fino al prossimo anno per negoziare la spesa annuale.

La Casa Bianca, che inizialmente aveva reagito duramente al disegno di legge, ha ammorbidito la sua posizione. Probabilmente hanno pesato i recenti sondaggi che vedono Biden a picco nei gradimenti e gli americani stufi di finanziare guerre non loro (approfondimento al link).

Il disegno di legge non comprende i miliardi di dollari di aiuti aggiuntivi per Israele e Ucraina richiesti in un primo tempo dalla Casa Bianca, che aveva richiesto più di 61 miliardi di dollari di ulteriore assistenza per l’Ucraina come parte di un pacchetto complessivo di quasi 106 miliardi di dollari che comprende finanziamenti per Israele, operazioni sul confine tra Stati Uniti e Messico e il rafforzamento degli alleati nella regione indo-europea (compreso Taiwan).