Panama: via ai rimpatri forzati dei migranti

Voli interamente finanziati dagli Usa.
Sono arrivati attraversato il Darién, la giungla più pericolosa del mondo.

Prenderanno il via da domani i voli per rimpatriare i migranti entrati nel territorio di Panama dopo aver attraversato la pericolosa giungla del Darién, al confine con la Colombia.

Lo ha annunciato il presidente panamense, José Raúl Mulino, a margine di una visita ufficiale in Repubblica Dominicana:

Me ne rammarico nel profondo dell’anima, perché so che molti di loro fuggono dalla crisi in Venezuela; ci sono famiglie dilaniate, bambini di cinque o sei anni i cui genitori sono morti durante il viaggio e ora li abbiamo nei rifugi a Panama e non sappiamo chi sono né come si chiamano“.

Il capo dello Stato, poi, ha confermato che i voli sono finanziati da Washington senza alcun costo per Panama.

Come riporta Ansa, oltre 200 mila persone hanno già attraversato quest’anno il Darièn, ovvero circa 100.000 in meno rispetto allo scorso anno dopo che il neo presidente ha disposto la costruzione di recinzioni e la chiusura dei sentieri maggiormente utilizzati dai migranti per orientarsi nella giungla più pericolosa del mondo.

Nel 2023, più di mezzo milione di persone hanno attraversato il Darién, nonostante i grandi pericoli che comporta, tra fiumi impetuosi, animali selvatici e gruppi criminali.

Germania: stop agli aiuti a Kiev

L’annuncio dopo le indagini sul sabotaggio ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2.
L’Ucraina aveva appena accusato la Germania di non schierarsi con i fatti (euro e armi).

Lo stop agli aiuti militari all’Ucraina da parte della Germania arriva dopo che i procuratori tedeschi hanno concluso le indagini sull’attacco ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream, avvenuto il 26 settembre del 2022.

L’esito, come riporta InvestireOggi, ha accertato la responsabilità di militari ucraini, i quali avrebbero sabotato le infrastrutture, a seguito della decisione presa agli alti vertici ucraini durante una notte in cui avevano alzato il gomito.

Il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe stato informato dei fatti ed avrebbe provato a dare il contrordine su intervento della Cia senza però riuscirvi, come riporta Polonia Oggi.

L’attacco ai gasdotti inasprì le tensioni sul mercato del gas al tempo: le forniture russe all’Europa furono parzialmente sospese, mentre il nuovo gasdotto Nord Stream 2, la cui costruzione era stata completata nel 2021, fu reso inutilizzabile.

La stampa parlò allora di auto-sabotaggio russo, al fine di giustificare lo stop alle forniture.

Mosca negò le accuse (approfondimento al link) e addebitò le responsabilità agli Stati Uniti, che a loro volta negarono; dalla stessa Washington, tuttavia, mesi dopo la stampa sostenne che non ci fossero sufficienti prove a carico del Cremlino.

In pratica, lo stop agli aiuti militari in Ucraina può essere letto come una ritorsione tedesca contro Kiev ed arriva nel momento in cui Zelensky segna punti sul terreno bellico, avendo conquistato parte della regione del Kursk con una sorprendente invasione iniziata nelle settimane scorse.

Ad ogni modo, la diffidenza reciproca tra tedeschi ed ucraini non nasce oggi: nei mesi successivi all’occupazione russa, Kiev accusò pubblicamente Berlino di tentennare nello schierarsi con i fatti (euro e armi), in quanto legata ancora a gas e petrolio russi.

Nato offrirà a Ucraina nuova struttura per gestire aiuti a lungo termine

L’offerta in quanto l’Ucraina è un potenziale nuovo membro NATO.
Tutti i Paesi membri sarebbero favorevoli.

Al prossimo vertice Nato, in programma a Washington dal 9 all’11 luglio, a Kiev sarà offerto come ponte verso l’eventuale membership un nuovo quartier generale per gestire e coordinare gli aiuti militari a lungo termine.

Lo scrive il New York Times citando dirigenti Usa e Nato, con la notizia che viene poi ripresa anche da Ansa, aggiungendo che la struttura coordinerà anche la formazione del personale militare ucraino nei paesi alleati e gli accordi di sicurezza bilaterali a lungo termine che diversi paesi hanno firmato con Kiev.

I paesi dell’Alleanza, secondo il Nyt, sono tutti d’accordo con la creazione di questa missione, che sarà annunciata al vertice.

Netanyahu: “le armi Usa stanno arrivando in Israele”

Il premier israeliano aveva definito “inconcepible” che gli Usa avessero “trattenuto” le armi.
Gli Usa cancellano una riunione dopo l’attacco di Netanyahu.

Le armi sollecitate agli Usa in un recente video dal premier Benyamin Netanyahu stanno per essere spedite in Israele.

Lo ha fatto sapere lo stesso premier in un post su X, ripreso da Ansa, informato al proposito dall’ambasciatore Usa in Israele Jack Lew.

Ieri il premier in un polemico video sui social aveva definito in un aperto attacco a Washingtoninconcepibile” che gli Usa avessero “trattenutol’invio di armi e munizioni a Israele.

Dopo l’attacco del premier israeliano gli Stati Uniti avevano cancellato una riunione chiave con Israele che si sarebbe dovuta svolgere a Washinton ed avere come focus principale il programma nucleare dell’Iran.

Nato: piano da 100 miliardi in 5 anni per l’Ucraina

Bruxelles: valida iniziativa. La Nato, nel complesso, è più ricca di Putin.
Ci si dimentica però degli alleati della Russia. Conflitto vicinissimo.

È stata annunciato la decisione dei ministri degli Esteri della NATO di “istituire una missione della NATO“.

Stando a quanto riporta Polonia Oggi, l’idea non è quella di entrare in guerra, ma di utilizzare, ad esempio, le capacità di pianificazione e addestramento dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord in modo più coordinato.

L’agenzia di stampa Bloomberg ha inoltre riferito martedì che il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha proposto la creazione di un fondo di 100 miliardi di dollari per l’Ucraina in cinque anni.

La decisione sulla creazione di tale fondo dovrebbe essere presa al vertice dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord che si terrà a luglio a Washington in occasione del 75° anniversario della NATO.

L’idea del Segretario Generale della NATO è stata discussa a Bruxelles e considerata in generale una valida iniziativa.

L’Alleanza nel suo complesso è più ricca di Putin e potrebbe sostenere finanziariamente l’Ucraina per diversi anni.

Quello che la Nato dimentica, forse, è che la Russia ha però anche degli alleati da non sottovalutare come Cina ed India in primis: la Nato continua a stuzzicare la Russia e la miccia del conflitto è sempre più corta.