La Bulgaria porrà il veto al 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia

Radev: questa guerra ha già attaccato economia, sport, cultura, energia; manca solo la religione. Ma Zelensky propone il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina.

La Bulgaria porrà il veto al 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia se il patriarca russo Kirill rimarrà nella lista.

Lo ha dichiarato il premier bulgaro, Rumen Radev ai giornalisti a Bruxelles a margine della riunione del Consiglio europeo.

Il premier bulgaro ha tuttavia sottolineato che la Bulgaria non ostacolerà le decisioni comuni dell’Ue sull’Ucraina. “Sosterremo il processo negoziale per l’adesione dell’Ucraina all’Ue“, ha concluso Rumen Radev come riporta Ansa.

Il tempo delle crociate è finito. Questa guerra ha già superato le trincee, si è estesa all’economia, all’energia, alla cultura e allo sport, ora resta da colpire la religione“, ha detto Radev. “Non mi interessa la persona del patriarca Kirill – ha aggiunto – mi interessa la Chiesa ortodossa russa, perché contribuì alla nostra liberazione da cinque secoli di giogo ottomano. Mi interessa l’intera società russa, che ha questa Chiesa, che è ortodossa come la nostra perché facciamo tutti parte di una stessa famiglia“.

In realtà, Zelensky ha già proposto il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina (approfondimento al link).

Ucraina: nuovo scandalo corruzione

A Kiev spariti altri 4,7 miliardi di dollari.
Lo rileva un’inchiesta del Servizio Tributario ucraino che ha scoperto 2.300 società fantasma.

Continuano i casi di corruzione in Ucraina.

Dopo i diversi già segnalati e che vedono coinvolti direttamente membri del cerchio magico di Zelensky (approfondimento al link), ora il Servizio Tributario ucraino ha rilevato che 2.300 società fantasma hanno trasferito all’estero 4,7 miliardi di dollari all’estero in 2 anni.

Il tutto, mentre l’Ue continua ad inviare ingenti aiuti (solo l’ultimo pacchetto è stato di 90 miliardi di euro) e a spingere per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea.

I dettagli della notizia, riportata da Liberti Media, sono reperibili qui.

Ue: sì agli hub in Paesi terzi per i rimpatri

L’accordo deve essere ora approvato dalla commissione Libe e dalla plenaria.

C’è l’accordo tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio sul regolamento rimpatri.

Dopo diversi rinvii, i colegislatori hanno trovato l’intesa sul provvedimento chiave della nuova politica europea sui migranti, il tassello mancante del nuovo Patto Migrazione e Asilo.

Le nuove norme impongono obblighi di cooperazione con le autorità ai cittadini di paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri.

Prevedono inoltre, come riporta Ansa, strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la creazione di hub per i rimpatri nei paesi terzi.

L’intesa deve essere ora approvata dalla commissione Libe e dalla plenaria.

Dmitriev: l’Ue ha bisogno della Russia per sopravvivere

L’Ue si prepara a congelare il price cap sul petrolio russo.
Il consigliere presidenziale russo: come previsto crisi energetica spinge Ue a essere più realistica.

Come previsto, la crisi energetica sta costringendo l’Ue a essere più realistica e a iniziare a correggere gli errori del passato. L’Europa ha bisogno della Russia per sopravvivere“.

Lo scrive su X il consigliere presidenziale russo Kirill Dmitriev commentando, come riportato da Ansa, le indiscrezioni di Bloomberg secondo cui l’Ue sta valutando un congelamento temporaneo del tetto massimo sul prezzo del petrolio russo prima dell’eventuale rialzo previsto in estate.

Cuba: Ue usa doppio standard

Il ministro degli Esteri cubano punta il dito contro gli Usa per la crisi economica e accusa le recenti dichiarazioni dell’Alta rappresentante Ue Kallas.

Il governo cubano ha accusato l’Unione europea di usare un “doppio standard” nel valutare la crisi economica ed energetica che colpisce l’isola, criticando le recenti dichiarazioni dell’Alta rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas sulla situazione interna del Paese caraibico.

Su X, il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez ha sostenuto che Bruxellesmanca di obiettività” nel non riconoscere che “il castigo collettivo, illegale, crudele e ingiusto” imposto dagli Stati Uniti rappresenti “la principale causa della difficile situazione affrontata oggi dai cubani“.

Il ministro ha citato in particolare il rafforzamento del blocco economico, “l’accerchiamento petrolifero” e le “minacce militari” di Washington.

Il capo della diplomazia cubana ha inoltre criticato il silenzio dell’Ue rispetto alle conseguenze extraterritoriali delle nuove sanzioni, che secondo L’Avana starebbero colpendo anche imprese e cittadini europei presenti a Cuba.

Allo stesso tempo, il governo cubano ha espresso apprezzamento per gli aiuti umanitari e la cooperazione economica garantiti dall’Ue e da alcuni Stati membri, sottolineando l’importanza dell’Accordo di dialogo politico e cooperazione firmato tra Bruxelles e L’Avana nel 2017.

Rodriguez, come riporta Ansa, ha infine auspicato che la politica estera europea mantenga “indipendenza” e difenda i valori multilaterali “in un contesto internazionale segnato da tentativi di imporre la forza e il dominio imperialista“.