Vincono Francia e Slovacchia: Usmanov e Fridman tolti dalla lista delle sanzioni

La Francia ammette: Usmanov collegato a rilascio prigionieri dell’Azerbaigian. Inquietudine a Bruxelles.
Fridman ora chiede un risarcimento di 16 miliardi di dollari.

‘Unione europea ha concordato di rimuovere l’oligarca uzbeko-russo Alisher Usmanov dalla sua lista di sanzioni dopo negoziati tesi, in cui la Francia (che in passato si era limitata a citare “ragioni di sicurezza nazionale“) ha collegato la sua cancellazione a un rilascio di prigionieri da parte dell’Azerbaigian, suscitando inquietudine a Bruxelles. Che si tratti di militari francesi mandati in guerra contro la Russia? Sarebbe gravissimo.

Un secondo oligarca russo, Mikhail Fridman, è stato a sua volta rimosso dopo che la Slovacchia ha posto il veto al rinnovo della sua iscrizione, hanno riferito a Euronews diversi diplomatici (approfondimento qui e qui).

Il Lussemburgo sosteneva che, se Usmanov fosse stato cancellato, anche Fridman avrebbe dovuto esserlo. Fridman ha presentato una richiesta di risarcimento da 16 miliardi di dollari contro il Lussemburgo per i suoi beni congelati.

Il resto delle sanzioni individuali è stato prorogato per 36 mesi.

L’Azerbaigian sfida Spagna, Iran e Turchia nella produzione di melograno

Si tratta dell’esportazione non petrolifera più in crescita del Paese.
Esportazione verso 26 Stati sfruttando una localizzazione perfetta per mercato Ue e Paesi del Golfo.

L’Azerbaigian ha esportato melograni e prodotti derivati per 48,2 milioni di euro nel 2025, rendendo questo frutto una delle esportazioni non petrolifere in più rapida crescita del Paese.

Circa 23 mila ettari di frutteti oggi forniscono frutta fresca, succhi, concentrati, vino e olio di semi a 26 Paesi, dagli Stati del Golfo ai mercati di tutta l’Asia. Questo colloca l’Azerbaigian in concorrenza con esportatori già affermati come Iran, Turchia e Spagna, che vendono melograni su larga scala.

“Per l’Azerbaigian, il melograno è parte integrante del patrimonio culturale della nostra nazione, con una storia che sfiora i duemila anni e che simboleggia abbondanza, prosperità e benessere“, ha dichiarato a Euronews Farhad Garashov, presidente dell’Associazione dei produttori ed esportatori di melograni dell’Azerbaigian.

I produttori azeri indicano come principali vantaggi la combinazione di varietà autoctone, standard fitosanitari compatibili con l’UE e la vicinanza ai mercati europei e del Golfo.

Oltre 200 varietà sono coltivate, concentrate nella pianura del Kur-Araz e nel distretto di Goychay.

Colombia, presidente eletto: rompere con Cuba e Nicaragua e chiudere 14 ambasciate

Abelardo de la Espriella: nel mio governo non ci saranno legami con tirannie; per la prima volta la cerimonia non si terrà a Bogotà.
5 delle 14 ambasciate che saranno chiuse sono in Europa.

Il presidente eletto della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha promesso che romperà le relazioni diplomatiche con Cuba e Nicaragua quando assumerà l’incarico il prossimo 7 agosto, in quella che sarà una delle prime decisioni di politica estera annunciate dal suo futuro governo.

Il provvedimento fa parte di una ampia revisione della rete diplomatica che comprende anche comporta anche la soppressione delle doppie sedi: l’ambasciata in Francia si fonderà con quella presso l’Unesco e quella in Italia assorbirà la rappresentanza della Fao.

Verranno anche chiuse, non per ragioni politiche, le sedi in Algeria, Azerbaigian, Barbados, Repubblica Ceca, Etiopia, Ghana, Haiti, Malesia, Nicaragua, Romania, Senegal, Sudafrica ed Ungheria.

Il dirigente conservatore, come riporta Euronews, sostiene però che il provvedimento fa parte di una riorganizzazione più ampia del servizio estero, volta a ridurre le spese e concentrare le risorse su priorità come la sicurezza.

“Nel mio governo non ci sarà alcun legame con tirannie“, ha dichiarato De la Espriella, che si è proclamato vincitore delle presidenziali in Colombia lo scorso giugno, in un messaggio diffuso sui social network in cui ha cercato di giustificare la rottura con i governi dell’Avana e di Managua.

De la Espriella ha confermato che la sua cerimonia di insediamento si terrà il 7 agosto a Cali, capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca, e non a Bogotá, come vuole la tradizione.

Il cambio di sede arriva in un contesto segnato dal dibattito sulla sicurezza in Colombia, uno dei cardini della campagna di De la Espriella, che ha promesso di inasprire la lotta contro i gruppi armati e di abbandonare la politica della “pace totale” promossa dal governo Petro.

Turchia: cittadino si ritrova 20 miliardi di euro nel conto in banca

Nato in Azerbaigian, vive in Turchia da 10 anni; si è accorto solo perchè la sua carta era stata bloccata (per verifiche) e non riusciva a pagare la spesa al supermercato.

Dopo che sul conto bancario di Ahmad Jahangard Takalo, 32 anni, residente a Van, è comparsa una somma di circa 1 trilione di lire turche di origine non spiegata, in euro la cifra si aggira sui 20 miliardi, la banca ha avviato un’inchiesta.

Questo somma di denaro di provenienza sconosciuta potrebbe collocarlo tra i più ricchi al mondo. Un trilionario solo teorico, a causa del blocco imposto dalla banca, da circa un mese non può accedere ai suoi conti.

Secondo quanto riportato da NTV, Takalo, nato in Azerbaigian e residente in Turchia da circa 10 anni, si è rivolto a una filiale della banca dopo non essere riuscito a usare la carta durante la spesa in un supermercato. Dalle verifiche è emerso che sul suo conto risultava un saldo disponibile di 999 miliardi 999 milioni 999 mila 999 lire turche e 99 kuruş.

Takalo ha dichiarato di non avere alcuna informazione su come questa somma sia finita sul suo conto. A causa del saldo anomalo, i suoi conti sono stati sottoposti ad accertamenti e la banca ha disposto il blocco delle operazioni.

Intervistato dalla televisione turca, NTV, Takalo ha spiegato di aver chiesto informazioni alla banca, ma che, a causa dell’indagine in corso, non gli è stata fornita alcuna spiegazione dettagliata.

Takalo ha raccontato di essersi rivolto anche ad applicazioni di intelligenza artificiale per chiedere come potrebbe essere utilizzata una cifra del genere. Le risposte ricevute, come riporta Euronews, indicavano che con un budget di queste dimensioni si potrebbero realizzare grandi progetti infrastrutturali o acquistare ingenti quantità di oro.

L’Azerbaijan compra l’Italiana Petroli (IP)

La compagnia di Stato azera Socar acquista il 99,82% della società per 3 miliardi (IP vanta un fatturato di 7 miliardi).
Lo Stato italiano si avvarrà della Golden Power per impedire la cessione?

C’è la parola fine alla trattativa fra Socar e Api Holdings per Ip: la società azera ha infatti annunciato la firma di un accordo per l’acquisizione del 99,82% delle quote di Italiana Petroli (Ip) dal gruppo controllato dalla famiglia Brachetti Peretti che, quindi, lascia dopo oltre 90 anni.

L’operazione, si legge in una nota, è condizionata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari (in materia di antitrust, sovvenzioni estere e golden power) e si stima che il closing possa intervenire entro il primo trimestre del 2026.

“Socar“, si legge, “intende agire in continuità per preservare e valorizzare la forte posizione di mercato di Ip e la sua reputazione, assicurando una fornitura stabile di servizi di alta qualità ai propri clienti, partner e stakeholder e preserverà i livelli occupazionali e, in linea con la strategia del gruppo, la tutela dell’ambiente rimarrà una priorità per le proprie attività in Italia“.

“Questa acquisizione“, scrive il gruppo azero come riporta Il Sole 24 Ore, “rappresenta un traguardo importante per la crescita di Socar all’interno del mercato energetico europeo e riflette l’impegno nel rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali tra Azerbaijan e Italia, nonché un forte contributo alla sicurezza energetica e allo sviluppo sostenibile dell’Europa“.

“L’acquisizione di Italiana Petroli è un passo importante nella nostra strategia di diversificazione a livello internazionale. Riflette il nostro impegno a lungo termine nello sviluppo di un business competitivo, innovativo e responsabile che contribuisce alla sicurezza energetica dell’Europa e rafforza ulteriormente la partnership tra Azerbaijan e Italia“, afferma Rovshan Najaf, presidente di Socar.

“Ip è e resta un operatore di riferimento nel settore dei carburanti a livello nazionale e un attore fondamentale per la mobilità e la sicurezza energetica del Paese”, ha commentato il presidente Ugo Brachetti Peretti. “Dopo oltre novant’anni al timone di quella che è diventata una delle principali aziende italiane, siamo orgogliosi di lasciare ai futuri azionisti una solida eredità fatta di competenze, professionalità straordinarie, know-how e una grande capacità di innovazione“.

Intesa Sanpaolo ha assistito Socar nell’operazione attraverso la divisione Imi Corporate & Investment Banking in qualità di advisor finanziario della compagnia petrolifera di Stato dell’Azerbaijan.

IP vanta un fatturato di circa 7 miliardi di euro e la cessione è avvenuta per un valore di circa 3 miliardi di euro. Non sarebbe forse il caso che lo Stato esercitasse la Golden Power, prima di perdere anche questa preziosa italianità in favore di mani estere?