Imprese, Univendita-Confcommercio: ora recepire in modo fedele direttiva Ue su credito al consumo

Sinatra: la norma Ue include imprese non finanziarie che erogano dilazioni di pagamento senza interessi, costi e ulteriori gravami, assicurando al tempo stesso proporzionalità di oneri per operatori.

Siamo lieti che l’emendamento del senatore Matera sia stato giudicato ammissibile e quindi sarà votato nel corso dell’iter della legge di delegazione europea, in discussione alla commissione Politiche Ue del Senato. È importante, infatti, che la direttiva Ue sul credito al consumo venga recepita in modo fedele”.

Lo dice Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio.

La proposta di modifica conferma la definizione di ‘creditore’ così come previsto dalla norma europea che ci accingiamo a recepire – prosegue Sinatra – dunque include le imprese non finanziarie che erogano dilazioni di pagamento senza interessi, costi e ulteriori gravami, assicurando al tempo stesso una proporzionalità di oneri per gli operatori, grazie alla quale si consentono procedure semplificate a beneficio di quei soggetti, come le nostre associate, che si assumono interamente il rischio di credito senza effettuare valutazioni o indagini patrimoniali sul cliente”.

Ora ci auguriamo che, grazie a contributi come questo, il recepimento sia aderente alla direttiva Ue – conclude il presidente di Univendita – in modo da dare certezze a un comparto come la vendita diretta che basa parte del proprio successo sulla facoltà di proporre ai consumatori soluzioni di pagamento flessibili e personalizzate”.

Lavoro, Univendita-Confcommercio: escludere in modo esplicito settore da direttiva Ue su piattaforme digitali

Sinatra: potrebbe creare gravi ripercussioni a un comparto economico che si avvale di oltre 140mila incaricati.

Non escludere in modo esplicito le aziende di vendita diretta dalla direttiva Ue a tutela dei lavoratori su piattaforme digitali potrebbe creare gravi ripercussioni a un comparto economico che si avvale di oltre 140mila incaricati alla vendita e agenti di commercio, solo per le associate Univendita, e genera a livello nazionale un fatturato di circa 3 miliardi di euro l’anno”.

Queste le parole di Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio, in relazione all’imminente recepimento in Italia della Direttiva 2024/2831, previsto con un emendamento al disegno di legge di delegazione europea 2024, attualmente in discussione alla commissione Politiche Ue del Senato.

I nostri collaboratori, sia incaricati che agenti di commercio, sono figure che svolgono per natura un lavoro, direi, orgogliosamente autonomo e sono già ben regolati dalla legge in Italia – aggiunge Sinatra –. La definizione di ‘piattaforma digitale’ contenuta nella direttiva, poi, è del tutto generica e rischia di far rientrare nel suo campo di applicazione praticamente tutte le aziende che utilizzano strumenti digitali per l’organizzazione del lavoro, anche quelle, come le nostre, che mantengono un forte rapporto personale tra impresa e collaboratore, senza la spersonalizzazione che caratterizza i nuovi modelli organizzativi e di lavoro regolati dalla norma europea”.

Il presidente Univendita conclude: “Considerata la formulazione estremamente generica dei contenuti della direttiva c’è il rischio che i nostri collaboratori siano ricompresi all’interno della direttiva, sebbene le nostre aziende non sottopongano in alcun modo al controllo di impersonali algoritmi la gestione della loro attività. Ecco perché chiediamo l’esclusione in modo esplicito delle aziende del comparto dall’ambito di competenza della norma Ue: rischiamo una forte e ingiusta penalizzazione di un settore che dà lavoro e ricchezza a molte famiglie e migliora i consumi di decine di milioni di italiani”.

Ue, Patto Migranti: la Polonia continua ad opporsi

Tusk: la Polonia ha già sostenuto enormi costi per l’accoglienza degli ucraini; l’Ue dovrebbe aiutare invece di imporre ulteriori obblighi.

Durante una conferenza stampa, Donald Tusk ha affrontato la questione del Patto sulla Migrazione, sottolineando che la Polonia non intende attuarlo.

Il premier ha evidenziato che il paese sta già sostenendo enormi costi per l’accoglienza dei rifugiati ucraini ed ha affermato che l’Europa dovrebbe aiutare la Polonia invece di imporle ulteriori obblighi.

Tusk, come riporta Polonia Oggi, ha dichiarato che gli altri paesi possono andare avanti con il patto se lo desiderano, ma la Polonia non intende farlo ed ha poi aggiunto che i maggiori problemi migratori in Europa derivano dal flusso di persone attraverso il Mar Mediterraneo verso Francia, Belgio e Germania.

Poco dopo la conferenza, ha pubblicato un post sui social media annunciando un’imminente ribellione contro le normative dell’UE.

L’eurodeputato della Confederazione, Marcin Sypniewski, ha presentato un’interrogazione all’UE chiedendo se la Polonia sarebbe stata esentata dagli obblighi del patto sulla migrazione, alla quale il commissario per la migrazione Magnus Brunner ha risposto che la Polonia è vincolata da tutti gli atti giuridici del patto.

Le normative dell’UE non prevedono esenzioni per i paesi che hanno accolto un gran numero di rifugiati ucraini.

Ordo Iuris, citando la risposta di Brunner, ha sottolineato che la Polonia non può evitare l’attuazione del patto.

Il governo di Tusk si trova quindi di fronte alla sfida di conciliare la propria posizione con gli obblighi dell’UE e potrebbe decidere di seguire la stessa strada del precedente governo a guida PiS rifiutandosi di accogliere le quote migratorie a costo di pagare delle sanzioni.

Il dibattito sulla migrazione evidenzia profonde divisioni nell’Unione Europea in materia di politica d’asilo.

DeepSeek affonda i titoli tech in Usa e Ue

L’app cinese supera chatGTP: intelligenza artificiale migliore di quella americana e a minor prezzo.
Crollano in Borsa IA e microchip.

La sorpresa DeepSeek affonda i titoli tecnologici, dai microprocessi al comparto dell’IA, in Europa e negli Usa.

L’app cinese, che ha raggiunto i vertici nei download gratuiti dell’App Store di Apple sia nel Dragone sia negli Stati Uniti, superando ChatGPT negli Usa, ha scatenato il panico dopo aver rilasciato modelli di intelligenza artificiale in grado di superare i migliori d’America nonostante siano costruiti a un costo inferiore e con chip meno potenti.

Di riflesso, come riporta Ansa, il colosso olandese Asml cede il 9,62%, mentre negli Usa Nvidia perde nel pre-mercato il 7,94%, Microsoft il 4,54%, Alphabet il 3,10% e Broadcom l’8,26%.