Zelensky: il mondo fermi la guerra

Il premier ucraino chiede un intervento internazionale.
Negoziati di pace però bloccati da Usa, Ue e Nato.

Zelensky lancia l’ennesimo appello chiedendo aiuto al mondo intero.

Un invito internazionale ad intervenire affinché la guerra tra Ucraina e Russia finisca; più precisamente, stando a quanto riporta “Tgcom24”, nel suo canale Telegram ha scritto quanto di seguito:

L’aggressore continua a terrorizzare il nostro Paese. Nella notte, il nemico ha lanciato un attacco missilistico: 36 razzi, molti dei quali sono stati abbattuti. Grazie a tutti gli operai nei servizi energetici che stanno attualmente lavorando sui siti colpiti e ripristinando le nostre infrastrutture. Il mondo può e deve fermare questo terrore”.

Continuano, dunque, gli appelli del premier ucraino ad intervenire contro la Russia, benché ancora l’Ucraina non abbia dichiarato guerra al Paese di Putin per motivi economici (approfondimento al link).

L’Ucraina si è inoltre tirata indietro più volte dal firmare negoziati di pace sotto la spinta (o diktat?) di Usa, Ue e Nato.

Più volte, infatti, quando si pareva essere vicini a siglare una pace, le cose poi si arenavano bruscamente: una volta Zelensky disse che non avrebbe ceduto nulla (approfondimento al link), un’altra l’Ue per bocca di Ursula Von der Leyen disse che “l’Ucraina deve vincere” (approfondimento al link) e sono stati recentemente confermati finanziamenti da 1,5 miliardi di euro al mese, altre ancora gli Usa fecero registrare record su record di aiuti pur non far terminare lo scontro con Putin, piuttosto che le delegazioni di Paesi Nato al fine di sottolineare l’inequivocabile sostegno all’Ucraina ed alla resistenza (approfondimento al link).

Una festa di incoerenza, insomma, che altro non fa se non confermare la disamina fatta tempo addietro e reperibile qui.

Bombardieri russi vicino l’Alaska

Air Force Usa in allerta: inviati due caccia F-16.
Norad: “Non è una minaccia né un’attività provocatoria”.

Tensioni Usa-Russia non lontano dal territorio americano.

L’Air Force ha inviato due caccia F-16 per intercettare una coppia di bombardieri russi che volavano vicino all’Alaska.

L’episodio è avvenuto lunedì, come reso noto dal North American Aerospace Defense Command e come riporta l’Nbc.

Sebbene i due bombardieri russi Tu-95 Bear-H non siano entrati nello spazio aereo americano o canadese, il Norad ha sottolineato di aver “rilevato, tracciato, identificato e intercettato” i velivoli mentre “entravano e operavano all’interno della zona di identificazione della difesa aerea dell’Alaska”.

Le zone di identificazione della difesa aerea sono aree dello spazio aereo che richiedono l’identificazione e la localizzazione di tutti gli aeromobili e il controllo dei loro piani di volo “nell’interesse della sicurezza nazionale”, riferisce la Federal Aviation Administration.

Anche se la comparsa dei bombardieri russi e la loro intercettazione da parte dei caccia statunitensi arriva in un momento difficile nelle relazioni tra i due paesi, il Norad, che è un organismo di difesa aerea congiunto Stati Uniti-Canada, sottolinea che il sorvolo russo “non è stata vista come una minaccia né l’attività è provocatoria”.

Stellantis contro l’elettrico: impatto ingestibile

Tavares: accesso mercato europeo alla Cina solo in cambio della reciprocità.
Italia tagliata fuori da Timmermans.

Da una parte, il Salone dell’auto di Parigi, visitato anche da Emmanuel Macron, che espone una serie di novità elettriche ed elettrificate; dall’altra, notizia di queste ore, la “furbata” della Commissione Ue che ha anticipato al 27 ottobre la chiusura delle negoziazioni interistituzionali sulla nuova stretta alle emissioni di CO2 per i veicoli.

Inizialmente il termine era stato infatti fissato al 6 dicembre.

A Bruxelles, in proposito, c’è già chi interpreta lo spostamento della data approfittando anche del varo del nuovo governo italiano, per tagliarlo così fuori dalle consultazioni.

Regista dell’operazione è il vicepresidente della Commissione Ue, l’olandese Frans Timmermans, forte sostenitore del piano che prevede la produzione di soli autoveicoli elettrici dal 2035.

In questo modo, Timmermans intende presentarsi alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima di metà novembre, in Egitto, con un risultato concreto da sbandierare.

L’altro allarme lanciato da Tavares, come riporta “Il Giornale”, è sulla Cina:

Non c’è motivo che si renda l’accesso al mercato europeo facile per i costruttori cinesi (tra i protagonisti, tra l’altro, sugli stand di Parigi, e pronti a entrare pesantemente con i loro prodotti concorrenziali nel Vecchio continente ndr) senza avere in cambio il contrario. Serve reciprocità. Se il mercato continua a ridursi per le politiche contro l’uso dell’auto, quale sarà il futuro del settore europeo? Sulla mobilità elettrica i leader politici non dovrebbero prendere decisioni scientifiche, ma bisogna garantire alla classe media di poter comprare un’auto. Vanno ridotti i costi dell’elettrico, chiedendo per questo sostegno che va dato anche per resistere alla concorrenza cinese. E ci vogliono incentivi per le vetture ibride”.

Tavares si è infine detto fiducioso che la crisi dei chip possa risolversi nel 2023.

Sulla Cina, il presidente Macron, nel suo intervento al Salone, ha sottolineato l’importanza di incoraggiare l’acquisto di vetture elettriche di fabbricazione europea di fronte alla concorrenza di Pechino e degli Usa.

Cina: bloccate vendite di gas liquefatto in vista dell’inverno

Priorità alle forniture interne: garantire case calde in inverno.
Ancora più problemi per l’Europa.

La Cina ha indicato agli operatori del gas di proprietà statale di non rivendere più gas naturale liquefatto ad acquirenti stranieri, europei ed asiatici, al fine di garantirsi le forniture per la stagione invernale.

Lo scrive “Bloomberg”, ripreso da “RaiNews”, citando fonti a conoscenza dei fatti che hanno chiesto di restare anonime dato che l’informazione non è stata ufficialmente resa pubblica.

La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il massimo pianificatore economico cinese, ha infatti chiesto a PetroChinaSinopec e Cnooc di mantenere i carichi invernali per l’uso domestico.

Sebbene il gas cinese abbia generato un certo sollievo agli acquirenti europei, il rapido riempimento degli stoccaggi e l’impennata dei costi di spedizione hanno anche ridotto l’attrattività di mercato di queste forniture.

Né la commissione né gli operatori statali hanno risposto alle domande di Bloomberg.

Sprone di questa decisione di Pechino, che ha preso l’impegno a mantenere le case riscaldate questo inverno, sarebbero state le previsioni di una lieve carenza nelle proprie forniture.

I prezzi del gas in Europa sono scesi di quasi il 60% rispetto al picco toccato ad agosto, sebbene siano ancora molto alti.

Le spedizioni di gas naturale liquefatto nel Vecchio Continente stanno influenzando i prezzi regionali per la spedizione immediata (“prezzi spot“), spingendo alcuni fornitori a prendere in considerazione di reindirizzare le spedizioni verso il mercato asiatico, più vantaggioso.

La Cina detiene ingenti contratti per l’acquisto di gas naturale liquefatto da Stati Uniti e altri esportatori: finora parte di quella fornitura a causa della scarsa domanda interna veniva dirottata verso l’Europa, per la quale questa decisione cinese potrebbe comportare minori invii e di conseguenza peggiorare la crisi energetica, soprattutto nel caso l’inverno fosse particolarmente rigido.

Le 5 auto più vendute al mondo

Ecco la classifica delle top 5.
Si misurano le vendite a livello globale fino ad oggi.

Partendo dal basso, al quinto posto si classifica la Honda Civic; prima auto di grande successo di Honda, ha totalizzato oltre 27,5 milioni di unità vendute fino a oggi.

Al quarto posto troviamo la Volkswagen Passat, con oltre 31 milioni di esemplari venduti.

Al terzo posto troviamo un’altra Volkswagen: la Golf.

Le vendite di questo modello sono state di oltre 31 milioni di esemplari.

Sul secondo gradino del podio, invece, si colloca la Ford Serie F, una gamma di pick-up che dal 1947 ad oggi ha accumulato 40,1 milioni di esemplari venduti, quasi tutti negli Stati Uniti ed in Canada.

Sul gradino più alto del podio, infine, troviamo una marca che ha fatto la storia dell’automobile rendendo la sua filosofia celebre e studiate a livello produttivo in tutte le università: la Toyota.

L’auto più venduta di tutti i tempi è, infatti, la Toyota Corolla; vettura compatta e popolare progettata per un mercato globale che dal 1966 a oggi ha conquistato 50,4 milioni di automobilisti in tutto il mondo, ma soprattutto in Giappone, Stati Uniti e Cina.