Bombardieri russi vicino l’Alaska

Air Force Usa in allerta: inviati due caccia F-16.
Norad: “Non è una minaccia né un’attività provocatoria”.

Tensioni Usa-Russia non lontano dal territorio americano.

L’Air Force ha inviato due caccia F-16 per intercettare una coppia di bombardieri russi che volavano vicino all’Alaska.

L’episodio è avvenuto lunedì, come reso noto dal North American Aerospace Defense Command e come riporta l’Nbc.

Sebbene i due bombardieri russi Tu-95 Bear-H non siano entrati nello spazio aereo americano o canadese, il Norad ha sottolineato di aver “rilevato, tracciato, identificato e intercettato” i velivoli mentre “entravano e operavano all’interno della zona di identificazione della difesa aerea dell’Alaska”.

Le zone di identificazione della difesa aerea sono aree dello spazio aereo che richiedono l’identificazione e la localizzazione di tutti gli aeromobili e il controllo dei loro piani di volo “nell’interesse della sicurezza nazionale”, riferisce la Federal Aviation Administration.

Anche se la comparsa dei bombardieri russi e la loro intercettazione da parte dei caccia statunitensi arriva in un momento difficile nelle relazioni tra i due paesi, il Norad, che è un organismo di difesa aerea congiunto Stati Uniti-Canada, sottolinea che il sorvolo russo “non è stata vista come una minaccia né l’attività è provocatoria”.

Duma: possiamo riprenderci l’Alaska

L’annuncio arriva dallo speaker Volodin.
Medvedev: assurdi tentativi di tribunali contro Russia: Usa ha fatto morti come nazismo.

L’Alaska è della Russia e possiamo riprendercela.

Così è intervenuto lo speaker della Duma (il Parlamento di Mosca), Vyacheslav Volodin, precisando quanto di seguito:

Si ricordino che l’Alaska è nostra, possiamo riprendercela. L’Alaska è della Russia. Gli Stati Uniti dovrebbero sempre ricordarlo. Prima che si impadroniscano delle nostre risorse all’estero, devono ricordare che anche noi abbiamo qualcosa da riprenderci.

Stando a quanto riportato l’emittente Hromadske, le dichiarazioni sull’Alaska si agganciano a quelle sull’Ucraina, che anch’essa apparterrebbe alla Russia.

La Russia ha colonizzato l’Alaska e vi stabilì vari insediamenti fino a quando gli Stati Uniti non l’acquisirono da Mosca nel 1867 per 7,2 milioni di dollari.

Volodin ha anche aggiunto che “la Russia non interferisce negli affari americani, ma i politici americani hanno incolpato la Russia per tutto ciò che sta accadendo nel paese“.

Non solo. Anche Dmitry Medvedev, attualmente vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo, ha fatto accenno all’escalation nucleare definendo “assurdo qualsiasi tentativo di creare tribunali o corti per la cosiddetta indagine sulle azioni della Russia“.

Per l’ex premier russo “l’idea di punire il Paese che ha il più grande potenziale nucleare è di per sé assurda. E minaccia potenzialmente l’esistenza dell’umanità”.

Ha poi proseguito facendo un lungo elenco di aggressioni militari da parte degli Stati Uniti a partire dalla Seconda guerra mondiale:

“Quale tribunale ha condannato il mare di sangue versato dagli Stati Uniti lì (inteso in Vietnam) e altrove? Nessuno. Il numero delle vittime della politica di Washington “è paragonabile alle vittime del regime nazista.