Russia: 883 miliardi da export combustibili fossili, di cui 209 da Paesi Ue

Le importazioni di gas russo nel 2024 sono aumentate del 18%.
Ember: alleati occidentali hanno pagato per idrocarburi russi più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti.

Mosca ha incassato 883 miliardi di euro dall’export di combustibili fossili; di questi 883 miliardi di euro, 209 (ovvero circa il 24%) arrivano da Stati dell’Ue.

La Bbc riporta quanto di seguito:

I dati analizzati dal Centro ricerca energia e aria pulita mostrano che gli alleati occidentali dell’Ucraina hanno pagato per gli idrocarburi alla Russia più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti”.

Secondo un’analisi del think tank energetico Ember, come riporta Il Fatto Quotidiano, le importazioni di gas russo in Ue sono aumentate del 18% nel 2024: “L’aumento è stato trainato dall’aumento delle importazioni in Italia, Repubblica Ceca e Francia”.

Sud Corea: Lee Jae-myung eletto nuovo presidente

Apertura diplomatica verso Russia e Cina per evitare un’eccessiva dipendenza da Usa e Giappone.
Impegno diplomatico anche con la Corea del Nord.

Le elezioni presidenziali del 2025 in Corea del Sud hanno portato a un significativo cambiamento politico: il candidato liberale Lee Jae-myung del Partito Democratico ha ottenuto una vittoria decisiva sul rivale conservatore Kim Moon-soo. Lee ha ottenuto circa il 51,7% dei voti, ottenendo un chiaro mandato per il cambiamento dopo l’impeachment dell’ex presidente Yoon Suk Yeol e la sua controversa dichiarazione di legge marziale nel dicembre 2024.

Si prevede che il presidente Lee persegua politiche economiche più liberali volte ad affrontare la disuguaglianza di reddito e a sostenere le famiglie a medio e basso reddito. Il suo programma include iniziative per la rivitalizzazione economica, in particolare per le piccole imprese, e investimenti in programmi di assistenza sociale.

Pur mantenendo solide alleanze con Stati Uniti e Giappone, Lee sostiene un approccio di politica estera più equilibrato. Il suo obiettivo è quello di interagire diplomaticamente con Cina e Russia per evitare un’eccessiva dipendenza da una singola potenza globale. Lee cerca inoltre di rinegoziare i dazi statunitensi che hanno avuto un impatto negativo sulle industrie sudcoreane, privilegiando la diplomazia pragmatica rispetto allo scontro.

Lee è favorevole all’impegno diplomatico con la Corea del Nord, prendendo le distanze dalla linea dura del suo predecessore. Tuttavia, riconosce le sfide future, dati i legami più stretti di Pyongyang con la Russia e la complessità delle relazioni intercoreane.

A livello nazionale, Lee si è impegnato a sanare le divisioni nazionali esacerbate dai recenti disordini politici. Si concentra sulle riforme politiche e mira ad affrontare la disuguaglianza sociale, sebbene sia stato criticato per non aver dato priorità a temi come la parità di genere durante la sua campagna elettorale.

Merz: Kiev può usare armi occidentali in Russia

L’annuncio del cancelliere tedesco nel peggior momento possibile, ovvero durante i tanto agognati negoziati di pace: continuano le folli strategie occidentali.

Il cancelliere tedesco Merz conferma: l‘Ucraina può colpire obiettivi militari in Russia con armi fornite da Germania, Usa, Francia e Regno Unito.

Una mossa che cambia notevolmente lo scenario trasformandolo da difensivo ad offensivo, ovvero dall’aiutare l’Ucraina a difendersi a permetterle di attaccare su suolo russo con armi Nato.

Forse non era il momento ideale per seguire questa strategia, dato che sono in corso i tanto sperati negoziati per la pace e l’Ucraina ha effettuato degli attacchi su suolo russo che sicuramente non passeranno inosservati, per dirlo in maniera pacata.

Ora il clima si scalderà notevolmente, non aiutando i negoziati ed anzi aprendo alla concreta possibilità di una guerra su vasta scala che non fa bene a nessuno e che è più pericolosa per la Nato che per la Russia: va infatti ricordato che, come ammesso dal segretario della Nato Mark Rutte, la Russia produce in 3 mesi le munizioni che la nato produce in un anno.

Acciaio: l’emblema del declino dell’Ue tra posti di lavoro tagliati e produttività diminuita

Perso il 25% dei posti di lavori e capacità produttiva ridotta di 35 milioni di tonnellate.
Tutto per poi comprare l’acciaio prodotto all’estero col carbone.

Tra il 2008 e il 2023, l’Ue ha perso un quarto, ovvero il 25%, dei suoi posti di lavoro nella produzione di acciaio (-100.000).

Non solo. L’Ue ha ridotto la capacità di produzione di 35 milioni di tonnellate, di cui 9 milioni solo nel 2024.

Questo è l’emblema dell’operato dell’Ue, che fino ad oggi è riuscita a creare praticamente solo autentici disastri perseguendo politiche folli come quelle green, dell’austerity e della guerra in Ucraina.

Inoltre, il Financial Times fa notare come le politiche, oltre che dannose, siano anche senza senso e contradditorie:

“Se i clienti non si fanno problemi a comprare l’acciaio prodotto con il carbone, forse l’acciaio verde era un obiettivo ideologico sin dall’inizio”.

Kellogg: la preoccupazione della Russia per l’espansione a Est della Nato è legittima

La Nato nel 1989 aveva promesso a Mosca che non sarebbe avanzata verso Est neppure di un centimetro.
Da quella data, invece, ha accolto 14 nuovi Stati.

‌In un’intervista ad ABC News poi ripresa anche da Giubbe Rosse, Keith Kellogg, inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina e la Russia, ha riconosciuto che le preoccupazioni della Russia riguardo all’espansione della NATO verso est sonolegittime”.

Già in passato era stato promesso alla Russia che la Nato non si sarebbe espansa ad Est, non mantenendo poi le promesse fatt.

Infatti, dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 i leader dei maggiori paesi della Nato avevano promesso a Mosca che l’Alleanza atlantica non sarebbe avanzata verso Estneppure di un centimetro“. Una promessa smentita dai fatti, visto che da allora ben 14 paesi sono passati dall’ex impero sovietico all’alleanza militare atlantica.