Call center, Univendita-Confcommercio: bene lavoro Parlamento contro abusi

Buon lavoro del Parlamento su regolamentazione telemarketing e teleselling.
Ecco il punto di vista di Sinatra, Presidente di Univendita.

“La tutela del cliente, a partire dal corretto utilizzo dei suoi dati, è uno dei principi fondanti della vendita diretta e un valore irrinunciabile delle aziende nostre associate. Ecco perché salutiamo e seguiamo con favore il lavoro bipartisan che il Parlamento sta portando avanti nel tentativo di regolare meglio le attività di telemarketing e teleselling, garantendo una maggiore protezione dei consumatori da pratiche commerciali illecite o comunque troppo aggressive”.

Lo commenta Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la prima associazione italiana nel comparto della vendita diretta, a proposito della discussione nelle commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera, in prima lettura, delle sei proposte di legge di maggioranza e opposizione sui call center.

“Da una parte, bene la lotta alle delocalizzazioni selvagge e le garanzie rafforzate a beneficio dei lavoratori – aggiunge Sinatra – mentre dall’altra apprezziamo in particolare alcune misure in discussione, come l’obbligo di adesione da parte delle società di call center al codice di condotta per il telemarketing del Garante privacy. Non a caso Univendita già prevede il vincolo di compliance delle sue associate a un codice etico proprio che tutela la clientela. Importante poi è anche l’impegno per cui i dati del cittadino non debbano più diventare merce di scambio in opachi suk tra operatori diversi e il ribaltamento del meccanismo del registro delle opposizioni che oggi mostra tutte le sue lacune, prevedendo invece un esplicito consenso ad essere contattati e non l’esclusione dei propri recapiti rispetto alle invasive liste di numerazioni telefoniche o indirizzi mail”.   

“Chi fa vendita diretta in modo etico e trasparente – conclude il presidente Univendita – non potrà che giovarsi di una regolamentazione che tagli le ali a coloro che si muovono ai limiti della legalità o addirittura fuori dalle regole”.

Automotive: anche la Intercable di Brunico taglia posti di lavoro

Licenziati 50 dipendenti su 600.
Necessità di adeguare la capacità produttiva al calo della domanda.

Ancora notizie negative dalla filiera dei fornitori di componenti per auto.

In Italia, come riporta Quattroruote, tocca ad un’azienda dell’Alto Adige annunciare una massiccia tornata di licenziamenti per colpa del calo delle commesse: si tratta della Intercable Automotive Solutions di Brunico, che ha deciso di tagliare 50 dei 600 lavoratori per adeguare la capacità produttiva alla riduzione della domanda.

Ue, agricoltura: Romania leader indiscusso

Al secondo posto la Polonia.
Ecco i dati Eurostat su aziende, impiegati, terreni coltivati e relativi proprietari.

Gli ultimi dati presentati da Eurostat mostrano che la Romania è il leader indiscusso per numero di aziende agricole nell’Ue.

Al secondo posto, come riporta Polonia Oggi, troviamo la Polonia.

Secondo il censimento, in tutta l’UE esistono quasi 9,1 milioni di aziende agricole e quasi un terzo di queste si trova in Romania; mentre la Polonia è al secondo posto con una quota del 14%.

In posizioni più basse si trovano paesi come Italia, Spagna e Grecia.

Il settore agricolo in Romania coinvolge oltre il 20% della popolazione, mentre in Polonia questa percentuale è di circa il 9%.

La Romania si distingue anche per l’elevata percentuale di piccole aziende agricole, che rappresentano il 90% del totale e occupano solo il 23% della superficie coltivabile.

Malta è leader in questa categoria con una quota del 97% di piccole aziende agricole.

In Polonia le piccole aziende agricole occupano il 12% dei terreni agricoli e costituiscono più della metà di tutte le aziende agricole, il che colloca la Polonia all’undicesimo posto nell’UE.

Inoltre, la Polonia ha la più alta percentuale di terreni agricoli posseduti da agricoltori: 75,4%.

A differenza della Polonia, in Bulgaria la maggior parte dei terreni agricoli appartengono allo Stato e solo il 9% direttamente agli agricoltori.

Eurostat sottolinea inoltre che la maggioranza degli agricoltori nell’UE sono uomini (68%), ma la percentuale di donne in questo settore è aumentata dal 26,4% nel 2005 al 31,6% nel 2020.

Ue, la Polonia cerca alleati per bloccare l’accordo Mercosur

Al via il semestre polacco di presidenza Ue: proteggiamo la nostra agricoltura.
I prodotti provenienti dai Paesi Merosur non rispettano standard europei su animali e pesticidi.

È iniziato il semestre della Presidenza polacca del Consiglio dell’Ue e Władysław Kosiniak-Kamysz ha subito annunciato che il PSL sta lavorando per bloccare l’approvazione dell’accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur.

Durante un incontro a Tarnów, infatti, ha sottolineato che questo accordo mette a rischio l’agricoltura europea, consentendo l’importazione di prodotti che non rispettano gli standard dell’UE in materia di benessere animale e utilizzo di pesticidi.

Kosiniak-Kamysz, come riporta Polonia Oggi, ha informato che il PSL e i suoi alleati stanno cercando di ottenere una minoranza di blocco all’interno dell’UE per impedire la ratifica dell’accordo.

Ha aggiunto che la Polonia può contare sul sostegno di Francia, Irlanda e probabilmente anche dell’Italia.

Ha poi evidenziato che la difesa degli interessi degli agricoltori è fondamentale.

Il viceministro dell’agricoltura Stefan Krajewski ha sottolineato che il blocco dell’accordo Mercosur (con Brasile, Argentina, Paraguay ed Uruguay) è una delle priorità della Polonia durante la sua presidenza dell’UE.

Kosiniak-Kamysz, ancora, ha evidenziato anche la necessità di ricostruire la fiducia dei cittadini nell’Ue, soprattutto nelle aree rurali, dove si osserva una crescente delusione nei confronti dell’Unione.