Francia: no al green pass

Bocciato il disegno di legge sul progressivo allentamento delle misure anti covid.
L’art. 1 prevedeva proprio il pass sanitario.

L’Assemblea nazionale ha bocciato il disegno di legge sul progressivo allentamento delle misure di restrizione anti covid; lo stesso, proprio all’art. 1, prevedeva l’introduzione del green pass, ovvero il pass sanitario che riporta le informazioni permettenti la libera circolazione (certificato di guarigione da covi o vaccino, entrambi con validità di 6 mesi, oppure un test negativo effettuato non più di 48 ore prima).

Come riportato “L’antidiplomatico”, citando come fonte la “Agence France Presse”, si può leggere quanto di seguito:

L’Assemblea nazionale ha votato con sorpresa di tutti contro l’articolo chiave del disegno di legge per l’uscita graduale dallo stato di emergenza sanitaria che include il controverso PassSanitaire, il MoDem (Partito politico liberale di centro) abbandona LREM (La République En Marche), noto anche semplicemente come En Marche, partito politico francese fondato nel 2016 da Emmanuel Macron, per protestare contro la vaghezza del testo.

L’art. 1 è stato respinto con 108 voti contrari rispetto ai 103 favorevoli.

Sul tema è intervenuto Philippe Latombe (MoDem):

Non c’è stato dialogo e ascolto sui punti fondamentali del testo, all’interno della maggioranza.

Il presidente del Consiglio, da parte sua, ha tenuto ad aggiungere quanto di seguito:

Troveremo un accordo con la maggioranza, risolveremo questo problema.

Ora il governo francese presenterà un secondo decreto mirato a stabilire come avverranno le riaperture dopo il lockdown; di sicuro, però, il fatto che la maggioranza si sia rotta su un tema attualmente ritenuto di assoluta importanza come il green pass è un forte segnale di malcontento nei confronti di chi ha gestito l’emergenza, spesso accusato di inopportune ed illegittime restrizioni delle libertà.

Putin, Merkel e Macron in videoconferenza

Incontro reso noto da Eliseo e Cremlino.
Vaccini, Navalny, Ucraina, Bielorussia, Libia ed Iran i temi trattati.

Videoconferenza tra Putin, Merkel e Macron.

I tre premier si sono incontrati online per discutere del vaccino Sputnik V, della situazione di Navalny, dei temi inerenti all’Ucraina, alla Bielorussia, alla Libia ed all’Iran.

A rendere noto l’incontro sono stati sia l’Eliseo che il Cremlino.

Per quanto riguarda il vaccino Sputnik V, dalla Francia è stata confermata la necessità di avere il via libera da parte dell’Ema; Putin, da parte sua, ipotizza “consegne e produzione congiunta nei Paesi della Ue”.

Passando al caso Navalny, Merkel e Macron hanno chiesto congiuntamente che venga rispettata la Convenzione europea dei diritti dell’uomo; Putin, da parte sua, ha affermato di aver fornito “chiarimenti oggettivi”.

Lo stesso premier russo ha poi espresso preoccupazione per l’escalation dello scontro armato che sta avendo luogo in Ucraina, per il quale gli altri due leader sostengono di aver chiesto “un impegno della Russia per stabilizzare il cessate il fuoco”.

Sempre Francia e Germania, unitamente, per quanto riguarda al Libia avrebbero chiesto alla Russia di mettere tutto il peso possibile “per promuovere il processo di transizione“; infine, in merito alla situazione in Iran, i tre Paesi coordineranno gli sforzi perché “l’Iran torni a rispettare i suoi obblighi” in materia nucleare”.

Incontri, comunque, che fanno capire quali siano gli unici due Stati a prendere decisioni in nell’Ue.

Vaccino Covid19: ecco come sta andando nei vari Stati

Tra chi non aspetta altro che poterlo fare e chi denuncia malesseri post somministrazione, ecco come si stanno muovendo i vari Paesi.

Le posizioni, come su ogni cosa, sono le più diverse.

Da chi ritiene il vaccino l’unica via per uscire dall’epidemia (approfondimento al link) a chi lo ritiene un business (approfondimento al link), passando per chi lo desidera e spera che tutte le dosi necessarie arrivino presto (approfondimento ai link1, link2 e link3) e chi invece lamenta effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino stesso (approfondimento al link).

Cerchiamo di vedere cosa accade a livello generale nei vari Stati.

La Germania ha vaccinato oltre 188mila persone e, in attesa di ricevere altre scorte di vaccino, deve scegliere a sorte tra chi vaccinare e chi no nelle fasce considerate più a rischio.

L’Italia, con più di 80mila inoculati, è la seconda in Europa per numero di vaccinati.

Boris Johnson, per quanto riguarda la Gran Bretagna che è stato il primo Paese a dare il via alle vaccinazioni, dichiara:

“Abbiamo vaccinato un milione di persone: più del resto d’Europa messo insieme.”

E poi, come riporta “TgCom24”, continua sottolineando che da lunedì circa 530mila dosi del vaccino Oxford-AstraZeneca saranno disponibili nei centri di vaccinazione e “qualche milione in più” del vaccino Pfizer deve ancora essere somministrato ai pazienti.

La Spagna, dal lato suo, pare intenzionata ad istituire un registro in cui inserire i nomi di chi non si sottoporrà al vaccino.

Chi va a rilento, da questo punto di vista, è invece la Francia; il presidente Macron, da poco uscito dall’isolamento (approfondimento al link), chiede un cambio di passo nella campagna di vaccinazione:

Presto e con forza. Io sono in guerra mattino, giorno, sera e mi attendo da tutti lo stesso impegno”.

La Francia ha ricevuto 560mila dosi del vaccino Pfizer/BioNTech, ma i dati ufficiali (riferiti ancora alle 20:30 del 31 dicembre) danno conto di 352 dosi somministrate.

Poi c’è il Belgio, dove medici e sanitari hanno chiesto che l’Oms fosse indagato per avere una falsa pandemia (approfondimento al link).

Andando oltreoceano, vediamo che negli Usa, con i dati aggiornati alle ore 09:00 di sabato 2 gennaio, si è superata la quota di 4 milioni di vaccinati. Più precisamente, il Cdc Covid Data Tracker ha riferito che erano state distribuite 13.071.925 dosi e ne erano state somministrate 4.225.756, comprendendo sia i vaccini Pfitzer che Moderna.

Il primo Paese al mondo per numero di inoculazioni è la Cina, che dichiara di averne somministrati 4,5 milioni.

In questo caso, però, George Gao Fu, il direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, avrebbe preferito adottare un mix di vecchie e nuove tecnologie sviluppando 5 diverse categorie di vaccino: vaccini inattivi, vaccini a subunità proteiche ricombinanti, vaccini influenzali vivi attenuati, vaccini a vettore adenovirus e vaccini basati su acidi nucleici.

Questo perché, sempre a detta di George Gao Fu, in occidente sono stati somministrati vaccini che hanno una tecnologia mRNA che è stata sviluppata per i malati di cancro e non si può escludere che il somministrarla a persone sane possa comportare dei rischi.

Macron positivo al Covid19

Il presidente francese ha fatto il tampone dopo aver iniziato a lamentare i primi sintomi.
In isolamento anche Castex.

Aveva iniziato ad avvertire i primi sintomi tipici del coronavirus, il presidente francese, quando ha deciso di sottoporsi al tampone 8anche se non era la prima ed era sempre risultato negativo).

È risultato positivo e a darne la notizia è l’Eliseo, aggiungendo che non è chiaro come Emmanuel Macron sia stato contagiato.

Tutte le persone che sono entrate in contatto con lui sono già state avvisate ed il presidente lavorerà in isolamento per sette giorni; tutti i suoi impegni sono stati annullati, compreso il viaggio in Libano.

Isolamento anche per il premier Jean Castex, anche se per il momento non manifesti alcun sintomo di contagio; questo ha però comportato la sua assenza nel presentare al Senato il piano strategico sulla vaccinazione.

Auto-quarantena, invece, per la Première Dame, che aveva avuto contatti con una persona poi risultata positiva al Covid19, ma è risultata negativa al test.

Macron: rivedere Schengen per contrastare il terrorismo

Il premier francese è in visita al confine con la Spagna.
Rivedere a fondo la libera circolazione per potenziare i controlli.

Il premier francese, Emmanuel Macron, è in visita al confine franco-spagnolo in un viaggio dedicato al “rafforzamento dei controlli alle frontiere”. La Spagna è una delle principali porte di accesso per gli immigrati clandestini in Francia, che arrivano dalla costa dal Nord Africa.

Ad accompagnarlo ci sono il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, ed il segretario di Stato per gli Affari europei, Clement Beaune.

Il premier visiterà il valico per i veicoli che entrano in territorio francese ed il Centro per la cooperazione di polizia e dogane.

Dopo i recenti accadimenti inerenti all’allarme bomba nelle zone della Tour Eiffel e dell’Arco di Trionfo (approfondimento al link) a cui hanno fatto seguito l’attentato di Nizza (approfondimento al link) e quello di Vienna (approfondimento al link), c’è tensione nell’aria. A dimostrarlo, anche le recenti manifestazioni di protesta insorte in Bangladesh, Afghanistan e Pakistan contro lo stesso Macron (approfondimento al link).

Il presidente francese ha annunciato il raddoppio delle forze di sicurezza al controllo delle frontiere della Franciaa causa dell’intensificazione della minaccia”, che passeranno dunque dagli attuali 2.400 agenti a 4.800.

Non solo. Macron ha anche detto di essere favorevole a riformare in profondità il trattato di Schengen, prevedente la libera circolazione di persone e merci all’interno dell’Ue, al fine di contrastare il terrorismo.