Covid: Austria sospende legge su vaccinazione obbligatoria

“Seguiamo il consiglio degli esperti”.
Italia sempre più sola.

L’Austria ha deciso di sospendere la legge sulla vaccinazione obbligatoria.

Ad annunciarlo è la ministra Edtstadler, aggiungendo che la decisione è in linea con i consigli direttivi del comitato scientifico e con un piano d’azione che ha visto praticare via via l’allentamento delle restrizioni.

Come hanno già fatto molti altri Paesi a partire dalla Danimarca che già da tempo ha cancellato tutte le restrizioni (approfondimento al link), anche l’Austria si prepara ad un ritorno alla normalità.

Solo l’Italia, ormai, sembra invece essere l’unica a voler tenere il green pass per i luoghi di lavoro fino al 15 giugno ed a procedere alla revoca delle restrizioni in maniera molto attenuata rispetto allo scenario internazionale.

Giorgetti: stato d’emergenza non va prorogato

Il ministro non vede il sussistere della necessità.
Non ci sono condizioni sanitarie né costituzionali.

Giancarlo Giorgetti interviene in merito ad un’eventuale proroga dello stato d’emergenza, la cui scadenza è prevista per il 31 marzo, e lo fa escludendone la possibilità senza giri di parole.

Come riporta “Il Giornale”, anche alla luce del fatto che la Lega ha tentato invano l’assalto in commissione Affari Sociali alla Camera con lo scopo di abolire il Green Pass entro e non oltre il termine previsto del 31 marzo, smarcandosi dalla maggioranza che sostiene il governo Draghi per votare la mozione presentata da Fratelli d’Italia ed Alternativa, il ministro allo Sviluppo economico ha dichiarato quanto di seguito:

Lo stato di emergenza è eccezionale, un’ulteriore proroga richiederebbe una situazione eccezionalissima che francamente non vedo. Non ci sono né le condizioni sanitarie né costituzionali per una ipotesi di questo genere.

Green pass: tabaccai pronti allo sciopero

Si rischia che i clienti si rivolgano al mercato clandestino.
Se le richieste non verranno ascoltato, giù le saracinesche.

È impensabile che l’obbligo di controllo del green pass ricada sui tabaccai.

Questa è linea di Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai (FIT), che aggiunge la minaccia di uno sciopero nel caso in cui il sottosegretario Costa non comprenda le richieste.

Stando a quanto riporta “Rai News”, secondo il presidente Risso il rischio sarebbe quello di vedere i clienti rivolgersi al mercato clandestino; più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Lo ribadiremo con determinazione al sottosegretario Costa che, ci auguriamo, comprenderà le nostre ragioni; se così non fosse lo sciopero sarà inevitabile. Le tabaccherie abbasseranno le saracinesche: capiamo l’importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi ma piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legali, i clienti potrebbero rivolgersi al mercato clandestino.

Reddito di cittadinanza a rischio senza Green pass

Dall’1 febbraio possibile obbligatorietà.
Anche in questo caso si tratta obbligo indiretto.

Anche il Reddito di cittadinanza potrebbe essere vincolato al possesso del Green pass.

I disoccupati che percepiscono il sussidio, infatti, dall’1 febbraio potrebbero perderne diritto; tra la legge di Bilancio ed il decreto del 7 gennaio emerge la necessità del Green pass per accedere ai centri per l’impiego, in banca ed in posta: tutti posti a cui chi percepisce il sussidio dovrà accedere.

Per accedere ai luoghi sopracitati è sufficiente un tampone con esito negativo, ma l’ultima legge di Bilancio ha stabilito l’obbligo di frequentazione dei centri per l’impiego con l’immediata sospensione del sussidio in caso contrario, cosa che potrebbe creare qualche grattacapo a più di qualcuno.

Come riporta “Signo”, dai dati sulle vaccinazioni si deduce che i percettori del reddito di cittadinanza sprovvisti al momento del super green pass, perché non vaccinati o guariti dal Covid, siano inferiori al 10%; si tratta dunque di una platea di circa 100mila beneficiari su una platea di circa 1,3 milioni di nuclei familiari che ricevono il Reddito di cittadinanza.

Migranti: +57% in un anno

Frontex: 200 mila arrivi illegali in Ue nel 2021.
L’83% arriva dalla rotta del Mediterraneo.

200.000 arrivi di migranti illegali in un anno.

È quanto riporta Frontex, l’Agenzia europea per le frontiere, aggiungendo che è il numero più alto di arrivi dal 2017 e che la quota è aumentata del 57% rispetto al 2020 e del 36% rispetto al 2019, quando la pandemia ancora non c’era lasciando, teoricamente, più spazio di manovra agli sbarchi.

Non è bastata dunque la pandemia a fermare il flusso migratorio, che è anzi aumentato mettendo ancor più in luce tutta la controversa gestione dell’emergenza da parte del governo.

Come riporta anche “Tgcom24”, sempre citando i dati di Frontex, la rotta prediletta per arrivare in Europa rimane il Mediterraneo, utilizzata dall’83% dei migranti complessivamente arrivati.

Il numero delle donne continua a rappresentare meno di un decimo degli arrivi, mentre rimangono invariate le percentuali dei minori e dei minori non accompagnati.

Ancora, Frontex rileva un aumento degli arrivi illegali dal Medio Oriente, attraverso la Bielorussia, dal Mediterraneo centrale, dai Balcani occidentali e da Cipro; nel 2021 i siriani sono stati i più numerosi tra i migranti irregolari, seguiti da tunisini, marocchini, algerini e afghani.

Questi i numeri dei migranti illegali che si è riusciti a registrare, ovviamente; il numero totale potrebbe dunque essere maggiore.

Trasmette perplessità la gestione del governo che, da un lato, quasi non permette ai cittadini di uscire di casa senza il super green pass e, dall’altro, fa entrare illegalmente migliaia di migranti senza nulla sapere in merito alle loro condizioni generali, tantomeno di salute, durante lo stato di emergenza sanitaria.