Nintendo acquista la canadese Next Level Games

Shopping in Canada per il colosso giapponese, che non rende noti i termini dell’operazione.
Si punta a migliorare qualità e velocità dei videogiochi.

Previa l’autorizzazione delle autorità normative canadesi, la Nintendo acquisirà la Next Level Games.

Il colosso giapponese punta a migliorare la qualità e la velocità dei videogiochi e, proprio per questo, ha voluto acquistare la società canadese sviluppatrice di software.

I termini finanziari dell’accordo non sono ancora stati resi noti, ma si sa che la Nintendo conta di acquisire la totalità delle azioni della Next Level Games in data 1 marzo 2021.

Cina, “credito sociale”: ecco come uscire dal Covid-19

Ogni cittadino parte da un punteggio base che aumenta o diminuisce a seconda dei suoi comportamenti.
Indurre tutti alla buona condotta porta però al tramonto della privacy: sareste disposti?

Un progetto pilota allo scopo di ottenere un comportamento civilmente corretto in modo espanso e garantito.

È quanto la Cina sta attuando in 43 città: un sistema di monitoraggio totale dei cittadini che, partendo da un punteggio base uguale per tutti, ottengono o perdono punti a seconda dei comportamenti da loro stessi adottati.

Se il punteggio di una persona diventa troppo basso, le verranno impedite determinate azioni come, ad esempio, acquistare una casa o anche un solo biglietto aereo. Coloro i quali riceveranno punteggi infimi, vedranno addirittura pubblicate le loro foto negli spazi pubblici (cinema, cartelli pubblicitari, eccetera) al fine di essere evitati e derisi dagli altri cittadini.

Dal “credito sociale”, dunque, dipende il proprio posto nella società.

Per riuscire a garantire il corretto funzionamento del medesimo sistema, la Cina ha messo in piedi una struttura di classificazione sociale in grado di associare il viso alle generalità dei cittadini (nome, cognome, residenza, eccetera), praticamente schedandoli virtualmente.

Questo comporta il sostanziale addio alla privacy, dato che le telecamere devono essere in grado di calcolare il “credito sociale” in qualsiasi momento, in qualunque luogo e per chiunque. La Cina, il Paese più popoloso del mondo, dichiara che così facendo è capace di monitorare in ogni istante ciascuno dei suoi cittadini.

Il governo punta sul potenziamento di questo tipo di strutture, sostenendo che sono state determinanti per sconfiggere il Covid-19, cosa ancora non riuscita nel resto del mondo.

Il video è andato in onda su Rai2HD ed è reperibile a questo link, condiviso anche sul profilo facebook della politica e conduttrice televisiva Elisabetta Gardini.

Se questa fosse la chiave per uscire dalla pandemia e da eventuali futuri problemi analoghi piuttosto che il prezzo da pagare per essere sicuri che tutti rispettino le regole e si comportino in modo corretto, sareste disposti a vivere in una società gestita in questo modo o la reputereste una forma di controllo estremo?

Parler sifda Twitter e punta sulla libertà di espressione

Censure sempre al centro delle critiche: il social si candida come alternativa.
Funzionamento identico, promette spazio a tutte le idee. Interessante l’investimento.

Le censure dei tweets ed i blocchi degli account sono sempre al centro delle critiche inerenti alla libertà di espressione e delle qualità dell’informazione.

Il tema è caldo ormai da tempo ma, inevitabilmente, c’è stata un’impennata di contestazioni durante il periodo delle elezioni americane.

Da un lato i tweets di Donald Trump censurati da Twitter venivano visti come mancanza della libertà di espressione, dall’altro come filtro alle fake news.

Breve il passo che portava poi alle critiche (a volte anche pesanti nei termini usati) dei sostenitori di una o dell’altra parte, che sfociava in una pioggia di account sospesi o addirittura bloccati.

Da qui si passava alle minacce degli iscritti di non tornare più ad utilizzare la piattaforma perché appunto limitante della libertà di espressione, per aver ricevuto una sospensione o un blocco ingiustificati e via dicendo; tutti, o quasi, però poi tornavano ad usare il social network, anche a costo di creare un account nuovo e perdendo quindi tutti i followers acquisiti nel tempo, perché di fatto non vi erano alternative alla tipologia di partecipare ad una discussione pubblica in rete sui temi, principalmente, di politica, economia, finanza ed attualità.

Ecco allora che, nell’agosto del 2018, ad Henderson (in Nevada) per mano di John Matze e Jared Thomson nasce Parler, che in francese significa letteralmente “parlare” e si auto-definisce la “piazzetta del mondo”; i due alunni del programma di informatica dell’Università di Denver hanno creato una piattaforma dal design e dalle funzionalità sostanzialmente identiche a Twitter: si può dare eco ad un post (che equivale al “ritwitta” di Twitter), votarlo (che corrisponde al “mi piace” a forma di cuore di Twitter) oppure commentare (sempre con un limite al numero di caratteri possibili).

I profili ritenuti sostenitori di Trump, conservatori, teorici della cospirazione ed estremisti di destra hanno iniziato a spostarsi su questo social network, lamentando che Twitter (o Facebook) non permettessero la libertà di espressione oscurando i loro post ed impedendo di fatto la circolazione delle loro idee, fossero queste espresse direttamente nei post piuttosto che con la chiusura dei link riportanti tesi a loro favore (bloccando le fonti pubblicate su youtube, siti, articoli, eccetera).

La lamentela principale dei profili che abbandonano questi canali è infatti quella che i punti di vista differenti dal meanstream non possano essere espressi, pena la chiusura dell’account. Quanto appena detto, viene vissuto come una monopolizzazione dell’informazione.

La piattaforma attualmente non ha una grande diffusione ma sta crescendo molto velocemente: a fine giugno registrava circa un milione e mezzo di utenti giornalieri e solo due settimane più tardi ne contava oltre due milioni ed ottocento mila.

Al momento non risultano avere un account Parler molti personaggi famosi, ma la loro eventuale iscrizione al social potrebbe garantirne un ulteriore forte slancio.

Per il momento Parler si propone di essere competitivo puntando sulla libertà di parola senza correre il rischio di essere bloccati, al fine di alimentare una discussione aperta che crei valore aggiunto e condivisione di conoscenza, dichiarando comunque di garantire il non accesso ai troll ed ai contenuti sensibili.

Per chi, invece, vive con distacco i social network, potrebbe essere interessante tenere monitorato l’andamento di Parler per eventuali futuri investimenti in Borsa.

Aggredire il Coronavirus: l’esempio di Telnet Data

Attaccare la crisi anziché subirla.
L’idea imprenditoriale dell’azienda friulana aiuta le imprese ad essere pronte nelle più diverse circostanze, facilitandone il lavoro.

Il distanziamento sociale è stato ed è uno dei simboli più rappresentativi del Coronavirus, specie durante il periodo del lockdown.

Tutto quello che prima era ritenuto normale, d’un tratto è diventato vietato e pericoloso. Andare al bar, mangiare al ristorante, fare shopping; tutte cose più o meno quotidiane che ci sono state proibite. Oltre ovviamente al disagio sociale, ne è conseguito un pesantissimo crollo dell’economia, specie in Italia dove il blocco delle attività si è proteso più a lungo rispetto agli altri Paesi (approfondimento al link).

Forse la cosa non è applicabile per tutti i tipi di business ma, siccome vi è la probabilità che problemi simili al Covid19 accadano nuovamente e visto che si stanno preparando tutta una serie di protocolli volti alla gestione di eventi affini, alcune aziende si stanno preparando a loro volta per essere pronte ad affrontare al meglio le circostanze più varie che possano capitare.

Una di queste è la Telnet Data, azienda di Udine fondata nel 2007 e che fornisce software gestionali.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Sara Di Gaspero, laureata in “Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa Mediterranea – curriculum Giapponese” presso l’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia ed attualmente addetta Commerciale della stessa Telent Data.

Dott.ssa Di Gaspero, cos’è Telnet Data?

“Telnet Data è un software gestionale pensato per le aziende che vendono su internet, la sua peculiarità è quella di permettere la gestione di più piattaforme di vendita online contemporaneamente: da un unico luogo è possibile gestire il proprio magazzino, gli ordini in arrivo da più canali, la pubblicazione delle inserzioni, l’evasione degli ordini con relativa spedizione. Tutto questo nasce dall’idea imprenditoriale che è il fondamento della vision stessa dell’azienda: semplificare al massimo la vita aziendale.”

Perché, secondo lei, questo prodotto è di aiuto alle imprese?

“Già circa il 50% degli Italiani attualmente acquista o vende online e la percentuale è in crescita, visto l’impatto avuto dalla comodità durante il periodo di distanziamento sociale di ricevere la merce direttamente a casa, evitando così di uscire. Il fatto sicuramente più sorprendente, ma che rappresenta anche una grande opportunità, è che di questa crescita non ne hanno beneficiato solo i colossi della vendita mondiale come eBay ed Amazon, ma anche le piccole e medie imprese (come addirittura i negozi di alimentari). Queste realtà hanno potuto continuare a vendere le loro merci attraverso le differenti piattaforme di vendita online, potendo quindi affrontare un periodo molto difficile a livello economico in primis, ma anche sociale.”

Ha degli esempi?

Certo! Se parliamo di marketplace, Ebay è la grande impresa che ha di più beneficiato del boom dell’e-commerce; un altro esempio può anche essere l’aumento dell’uso del plugin WooCommerce per il CMS WordPress, grazie alla sua natura gratuita e di facile utilizzo.

Ma anche l’Azienda Vitivinicola Siddùra di Luogosanto (Sassari), con riferimento a realtà più locali e “concrete”: viste le pochissime possibilità di vendita fisica durante il lockdown, l’azienda ha deciso di partire con il proprio negozio online; dopo un primo momento di stallo, le vendite sono aumentate del 200%, il che non solo ha permesso all’azienda di rimanere a galla, ma anche di poter pianificare con sicurezza la propria presenza online.”

Qual è il punto di forza di Telnet Data?

“Come dicevamo, vista l’enorme richiesta di prodotti online, Telnet Data è una delle nostre soluzioni (insieme a “Data Working” per il controllo degli accessi e delle presenze ed a “Data Cash” per il punto cassa e la fatturazione) pensate per aiutare le aziende e semplificare il loro lavoro. Il compito di un software gestionale è infatti quello di aiutare il più possibile il venditore nel suo mestiere, permettendogli di gestire il magazzino, tutta la parte della vendita online, le spedizioni e la fatturazione; noi lo facciamo fornendo la possibilità di gestire da un unico luogo anche più piattaforme di vendita online, snellendo di molto tutto il processo di ricezione ed evasione dell’ordine.”

(Ulteriori informazioni sull’Azienda Telnet Data, sono reperibili qui e nei rispettivi profili Facebook, LinkedIn e Youtube)

Płatności elektroniczne, Montanari: “istnieje ukryty cel”

Tak bardzo chciane przez rząd i liberalne siły polityczne, wyeliminowanie gotówki, zostało wyhamowane między innymi przez UE.
Udoskonalenia przedstawiane jako szczepionka na uchylanie się od płacenia podatków, często niosą ze sobą podstępne ryzyko dla społeczeństwa.


(Tłumaczenie Aneta Chruscik)
(Angielska wersja na link – Tłumaczenie Jolanta Micinska-Hercog)
(Włoska wersja na link)

Rząd naciska na wyeliminowanie gotówki, w tym kierunku zmierzają również wydane dekrety, wyznaczając maksymalne progi.

Płatności gotówkowych najpierw na 3.000 euro, potem na 2.000 i ostatecznie na 1.000 euro w przeciągu kilku lat.

Głównym powodem, a przynajmniej tym obwieszczonym, jest dążenie do wyeliminowania oszustw podatkowych. Jednakże UE w jednym z listów z 16 grudnia ubiegłego roku prosi rząd włoski o ostrożność, zaznacza, że wyeliminowanie gotówki już przyniosło negatywne skutki w Hiszpanii i w Grecji. Ponadto spośród siedmiu przedstawionych w liście punktów podkreśla, że aby wyeliminować gotówkę należy zagwarantować kapitał do wdrożenia nowej płatności alternatywnej, wyjaśniając: chcąc wyeliminować gotówkę, należy zwrócić uwagę, aby na obywateli nie spadły koszty wdrożenia nowej formy płatności (czy to prowizje czy zakup urządzeń elektronicznych).

Na koniec UE porusza również kolejną kwestię: Gotówka ma dobry wpływ na poprawne zarządzanie pieniędzmi pomagając we właściwym ich rozumieniu , w konsekwencji sprzyjając kontroli wydatków.

Na ten temat wypowiedział się również Alessandro Montanari, eurosceptyczny dziennikarz oraz autor telewizyjny (jego programy “Lultimaparola” (Rai2),  “La Gabbia” (La7), obecnie na  Rete 4 w “Stasera Italia”), autor książki, która już od tytułu wywołała burzę komentarzy „Euroinomani”, wydaną przez Uno Editori.

General Magazine zapragnął wrócić do tematu i właśnie z Montanari stawić czoła tym dyskusjom, które to zasygnalizował jako pierwszy .

Montanari, czy zgadza się Pan z teorią , że wyeliminowanie gotówki rozwiąże problem oszustw podatkowych?

“Powiedziałbym, że zostanie ograniczony. Fakt, że bez gotówki nie będzie oszustw nie został nigdzie potwierdzony.

Oszustw podatkowych z wielkim kapitałem, które generują niedobory w kasach państwowych.”

Pan, jako jeden z pierwszych, jeśli nie jako pierwszy, wskazał punkty krytyczne w wyeliminowaniu gotówki: może nam Pan o tym opowiedzieć?

 „Pomińmy za i przeciw , które wszyscy już znamy, porzućmy również możliwość blackoutu (który co prawda powinniśmy mieć na uwadze, wiedząc, że wprowadziłby nas w chaos), odłóżmy również na bok kwestię kosztów, w sprawie których interweniowała już UE o czym już wspomniałeś. Zacznijmy od takich rozważeń: gotówka i karty są środkami płatniczymi, ale jedno jest wartościowe samo w sobie, natomiast drugie jest tylko środkiem płatniczym, które tak właściwie – spójrz na karty kredytowe – nie są w stanie oszacować z rachunku oszczędnościowego wartości niezbędnej do zakupu wybranego przez nas towaru.”

Do czego Pan zmierza ?

Zastanówcie się nad tym, co oznacza zdematerializować pieniądze? Jaki wpływ miało by to na nasze przyzwyczajenia i na nasz styl życia, a jeszcze bardziej na styl życia przyszłych pokoleń, tych którzy jako dzieci i jako młodzi ludzie, nie mieli do czynienia, tak jak my  z gotówką .Rzadko o tym myślimy, ale gotówka prowadzi prawie automatycznie do oszczędności i do odpowiedzialnych konsumpcji. Na przykład, gdy płacisz gotówką, kupujesz towar tylko wtedy gdy masz wystarczająco dużo pieniędzy aby go kupić i jeśli je masz w tym momencie. Wszyscy z mojego pokolenia, już od dziecka byli uczeni oszczędności poprzez bardzo prosty eksperyment dotykowo wizualny, czyli bardzo materialny i zrozumiały dla każdego. Dziadkowie, którzy dawali nam pieniążki, dawali nam też skarbonkę. Jeśli ktoś dawał ci prezent, tam wkładałeś pieniądze . Tam je gromadziłeś , tak jak uczyli nas tego dorośli, aby później móc kupić, samemu, zabawkę, o której marzyłeś. W taki sposób oszczędzałeś, tydzień po tygodniu, małe wyrzeczenia po małych wyrzeczeniach, aby móc pójść, triumfujący i podekscytowany, do sklepu i kupić tak bardzo upragniony rower, nabywając w ten sposób swoje pierwsze i pouczające doświadczenie odpowiedzialnej konsumpcji. Dodam, że to wyczerpujące oczekiwanie miało jeszcze jedną wartość: uczyło nas pragnąć i wybierać pragnienia ,odrzucając te zbędne, niepotrzebne i poza naszym zasięgiem”.

I to wszystko zaginie poprzez płatności elektroniczne ?

Jeśli mówimy o pedagogice, o dzieciach, które staną się młodzieżą a potem dorosłymi, ja myślę, że tak: zaginie nieodwracalnie.

Kolejnym pokoleniom, znosząc gotówkę, nie będziemy mogli dać do ręki  monet czy banknotów do włożenia do skarbonki.  Niemożliwe będzie  również wytłumaczenie, że moneta równa się lód na patyku, banknot to deser lodowy, natomiast kilka takich banknotów może magicznie zamienić się w rower. Będziemy musieli poczekać aż dorosną, aby jako młodym ludziom dać do ręki kartę, która niestety będzie debetowa jak również kredytowa (zobaczycie sami czy tak nie będzie…). Ta karta dla niego nie będzie miała wartości, zgromadzonej w czasie, lecz będzie kluczem do bezpośredniej i nieograniczonej konsumpcji. Dzieci już nie będą musiały pragnąć, mieć wyrzeczenia i oszczędzać. Być może będą tylko kwestionować własne pragnienia, selekcjonować i odrzucać, będą mogły kupić wszystko to co zechcą w momencie gdy czegoś zapragną, wciskając jeden przycisk siedząc na kanapie. Aby dokonać zakupu nie będzie nawet konieczne przelać całą wartość. Karta kredytowa działa bowiem na zasadzie, że kupujesz w momencie kiedy czegoś zapragniesz, natomiast pieniądze dajesz później. Poprawię się, pieniądze „znajdziesz” potem. Mówię „znajdziesz”, ponieważ ten system, wydaje się, że został stworzony z myślą aby nas zadłużyć. Osoby zadłużone mogą powiedzieć mniej razy „nie”, niż ci którzy mają oszczędności. Można przewidzieć na przykład, że aby zrekompensować swój wysiłek i pomysłowość są zmuszeni przyjąć niegodne wynagrodzenia, jeśli nie wręcz upokarzające. Mówiąc innymi słowy, im bardziej się zadłużysz tym bardziej będziesz podatny na szantaż i bardziej potulny. Jest to nieuniknione. Czy to jest powód, że systemowi tak bardzo podoba się wyeliminowanie gotówki?”