Netanyahu a Hezbollah: “Guardate la lezione data ad Hamas”

Il premier israeliano: “Nessun terrorista è immune”.
Sui suoi piani: “Se potremo lo faremo per via diplomatica. Altrimenti useremo altre vie”.

All’indomani dei duri bombardamenti dal territorio libanese verso la Galilea, il premier Benyamin Netanyahu ha lanciato, aprendo il consiglio dei ministri, un avvertimento agli Hezbollah: “Dovrebbero imparare quanto Hamas ha già appreso negli ultimi mesi. Nessun terrorista è immune“.

Israele, ha aggiunto, intende consentire agli abitanti del nord, sfollati per i bombardamenti, di tornare alle loro case in condizioni di sicurezza.

Stando a quanto riporta Ansa, Netanyahu ha concluso come di seguito:

Questo è il nostro obiettivo comune e operiamo con responsabilità per conseguirlo. Se potremo, lo faremo per via diplomatica. Altrimenti useremo altre vie“.

Ucraina: non abbiamo piano B. Necessari aiuti Usa ed Ue

Lo ammette Kuleba, ministro degli Esteri ucraino.
Donazioni all’Ucraina sono a “tutela del popolo americano e difesa della Nato”.

L’Ucraina crede nel suo ‘piano A‘ per quanto riguarda il sostegno militare occidentale e non ha un ‘piano B‘ nel caso in cui questo venisse a mancare: lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un’intervista alla Cnn.

Alla domanda su quale sia il ‘piano B‘ di Kiev per compensare la mancanza di armi che non può ottenere dai Paesi occidentali, Kuleba ha risposto: “Non abbiamo un ‘piano B’. Confidiamo nel ‘piano A'”.

Stando a quanto riporta Ansa, il ministro ha poi aggiunto quanto di seguito:

L’Ucraina lotterà sempre con le risorse a sua disposizione. E come ha giustamente detto il Segretario generale (della Nato, ndr), ciò che viene dato all’Ucraina non è carità. È un investimento nella difesa della Nato, così come nella tutela della prosperità del popolo americano“.

Il ministro ha poi spiegato che in caso di “vittoria teorica” di Mosca, “altri leader nel mondo saranno tentati di seguire le orme della Russia“, e ciò comporterà un “prezzo molto più alto” per gli Stati Uniti.

Coloro che, nei loro calcoli di politica estera, credono che Putin non oserà attaccare un Paese della Nato se vede che può avere successo in Ucraina, commettono un grave errore e dovrebbero cambiare lavoro“, ha concluso.

Civili uccisi: Israele esprime rammarico

Israele prima bombarda indiscriminatamente, poi si scusa.
Bombardato il campo profughi di al-Maghazi la vigilia di Natale.

Israele ha espresso oggi rammarico per l’uccisione di civili innocenti avvenuta nel bombardamento del 24 dicembre nel campo profughi palestinese al-Maghazi, nel settore centrale di Gaza.

Lo ha riferito la radio pubblica Kan, citando l’esercito.

Come riporta l‘Ansa, un portavoce militare ha affermato quanto di seguito:

Quel giorno aerei da combattimento hanno attaccato due obiettivi vicini fra loro in cui operavano attivisti di Hamas“.

Malgrado le precauzioni adottate, ha aggiunto il portavoce, da una indagine è emerso poi che sono stati colpiti anche edifici vicini agli obiettivi, concludendo come di seguito:

Cosa che a quanto pare ha provocato la morte inaspettata di civili non coinvolti“.

Israele è già al centro delle critiche per come sta conducendo i suoi attacchi: la critica più grande è arrivata addirittura dagli Usa, cosa che fa ancora più clamore dato che il Paese a stelle e strisce è uno storico alleato di Israele, in cui si sosteneva che lo Stato di Netanyahu fosse impegnato in bombardamenti indiscriminati (usando in circa il 50% dei casi bombe non di precisione) con il conseguente forte rischio di incrementare vertiginosamente le vittimi civili (approfondimento al link).

Sono diversi i Paesi a non digerire la strategia offensiva di Israele ed il rischio di un’escalation sempre più estesa sale ogni giorno di più.

L’Iran triplica la produzione di uranio arricchito

Livello vicino a quello necessario per armi nuclerari.
Teheran smentisce. Gli Usa si dicono preoccupati.

L’Iran ha triplicato la sua produzione di uranio arricchito al 60%, vicino al livello necessario per un’arma nucleare, portandola a nove chilogrammi al mese nelle ultime settimane, invertendo la tendenza al ribasso degli ultimi mesi.

Lo ha annunciato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), citata poi da AGI:

Questo rappresenta un aumento rispetto ai circa tre chilogrammi prodotti al mese da giugno, e un ritorno a un tasso mensile di nove chilogrammi durante la prima metà del 2023“.

Il 15 novembre, l’Aiea aveva annunciato che l’Iran disponeva di 128,3 chili di combustibile nucleare al 60%, al di sotto del 90% necessario per la costruzione di un’arma nucleare, ma ben al di sopra del 3,67% massimo imposto dall’accordo del 2015, che gli Stati Uniti hanno abbandonato unilateralmente tre anni dopo.

Gli Stati Uniti sono “fortemente preoccupati” per un rapporto dell’AIEA sull’aumento della produzione di uranio altamente arricchito da parte dell’Iran.

Lo ha detto un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, dichiarando quanto di seguito:

L’escalation nucleare dell’Iran è ancora più preoccupante in un momento in cui i rappresentanti appoggiati dall’Iran continuano le loro attività pericolose e destabilizzanti nella regione, compreso il recente attacco mortale di droni e altri tentativi di attacchi in Iraq e Siria e gli attacchi Houthi contro navi mercantili in Iran, nel Mar Rosso“.

Non è vero che l’Iran abbia aumentato l’attività di arricchimento dell’uranio, invece, secondo il capo dell’energia atomica iraniana, Mohammad Eslami, che ha smentito quanto sostenuto dall’AIEA in un rapporto diffuso ieri, sostenendo che il rapporto di AIEA non contiene “nulla di nuovo” ed aggiungendo “Non abbiamo fatto nulla di nuovo e stiamo svolgendo le stesse attività secondo le regole“.

Secondo AIEA, invece, l’Iran avrebbe “aumentato la sua produzione di uranio altamente arricchito, invertendo una precedente riduzione della produzione a partire dalla metà del 2023“.