Nuova Zelanda licenzia ambasciatore nel Regno Unito per osservazioni su Trump

Le azioni di Trump paragonate a quelle di Churchill nella seconda guerra mondiale.
Goff, figura chiava del centro-sinistra, ricopriva il ruolo solo dal 2023.

La Nuova Zelanda ha licenziato il suo ambasciatore nel Regno Unito dopo le sue controverse osservazioni sulla comprensione della storia da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Phil Goff, stando a quanto riporta Reuters, in una tavola rotonda a Londra ha paragonato gli sforzi di Trump per migliorare le relazioni con la Russia alle azioni di Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale.

Il suo commento, in cui si chiedeva se Trump avesse davvero compreso il significato della storia, non è piaciuto al ministro degli Esteri neozelandese, Winston Peters, che ha definito le osservazioni profondamente deludenti e contrarie alle opinioni del Paese.

Goff, in precedenza una figura chiave del Partito Laburista di centro-sinistra, aveva assunto l’incarico solo nel 2023; di conseguenza, il governo neozelandese ha avviato il processo di transizione verso un nuovo ambasciatore nel Regno Unito.

Per ora, resta da vedere se questo avrà un impatto significativo sulle relazioni diplomatiche in corso tra Nuova Zelanda e Regno Unito.

Gli Usa congelano i fondi all’Ucraina

Kiev sotto choc attacca anche Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna per il loro passato.
Merezhko: “Ancora peggio di Monaco 1938”.

Kiev è sotto choc dopo la decisione di Donald Trump di congelare gli aiuti militari all’Ucraina.

Oleksandr Merezhko, presidente della commissione per gli affari esteri dell’Ucraina, afferma che la decisione dell’amministrazione Trump assomiglia all’accordo di Monaco del 1938 quando Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia raggiunsero un accordo che consentì alla Germania nazista l’annessione del Sudeti, l’allora Cecoslovacchia occidentale.

Secondo i media stranieri citati da Ansa, avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Fermare gli aiuti significa aiutare Putin. Questo è peggio di Monaco, perché almeno lì non hanno cercato di dipingere la Cecoslovacchia come l’aggressore“.

Trump: Zelensky è un dittatore senza elezioni

Il presidente americano toglie la maschera a quello ucraino: spariti i soldi degli aiuti, elezioni non indette, colpevole di aver scatenato la guerra.
“Bravo solo a suonare Biden come un violino”.

Zelensky è un “dittatore senza elezioni” che “farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli rimarrà un Paese“.

Queste le parole di Donald Trump riportato con un lungo post su Truth, come riportato da Il Sole 24 Ore, sul leader ucraino.

Trump, ancora, ha detto che “Zelensky ammette che metà dei soldi che gli abbiamo inviato sono “mancanti“. Si rifiuta di indire elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini e l’unica cosa in cui è stato bravo è stata suonare Biden come un violino”.

Il presidente ucraino è stato anche definito come un “comico di modesto successo” che “ha convinto gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari, per entrare in una guerra che non poteva essere vinta, che non avrebbe mai dovuto iniziare, ma una guerra che lui, senza gli Stati Uniti, non sarà mai in grado di risolvere“.

Guerra in Ucraina: ecco quanto è costata a Ue e Usa

Dall’Europa 130 miliardi in 3 anni.
Il controsenso: l’Ue è però la prima a dire che per Salute, Ricerca e altro non ci sono soldi per i cittadini degli Stati membri.

In tre anni di conflitto, Unione europea, Svizzera, Regno Unito e Norvegia hanno fatto partire aiuti per 130 miliardi di euro all’Ucraina.

Dagli Stati Uniti, invece, sono arrivati 114 miliardi.

I dati sono riportati da Il Sole 24 Ore che, a sua volta, cita l’Istituto di Kiel per l’economia mondiale, che precisa anche come dagli Usa i finanziamenti fossero stati ridimensionati verso la metà del 2023: il Congresso aveva infatti al tempo bloccato le leggi sugli aiuti anche per il crescente malcontento nazionale (approfondimento al link).

I trasferimenti sono poi tornati a crescere negli ultimi mesi di governo Biden ma ora sarà Trump a decidere la linea.

Quello che fa discutere, con particolare riferimento all’Europa, è il sentirsi dire che per la Salute, la Ricerca o altre cose non vi siano soldi e vi siano vincoli di bilancio da rispettare, quando poi si vanno a donare 130 miliardi di euro in 3 anni ad un Paese che non è nemmeno uno Stato membro dell’Ue o della Nato.

Nuovo centro Nato-Ucraina in Polonia

Continuano le provocazioni della Nato nei confronti di Putin.
Si vogliono sfruttare le lezioni apprese dalla difesa ucraina contro la Russia.

Ieri a Bydgoszcz (in Polonia) si è tenuta l’inaugurazione del Centro di analisi, formazione e addestramento NATO-Ucraina (JATEC).

Il suo scopo è quello di addestrare e sostenere le truppe ucraine in collaborazione con la NATO, nonché di analizzare, in ambito NATO, le lezioni apprese dalla difesa ucraina contro la Russia.

In occasione di una riunione dei ministri della Difesa nazionali della NATO, che si è tenuta a Bruxelles in ottobre, è stato deciso di affidare l’incarico di comandante di JATEC al generale polacco Wojciech Ozga.

Come riporta Polonia Oggi, si prevede che JATEC raggiungerà la piena operatività nell’arco di un anno.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il Ministro della Difesa Nazionale polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, il Vice Segretario Generale della NATO Radmila Szekerinska, il Comandante Supremo Alleato della NATO per la Trasformazione (SACT) Ammiraglio Pierre Vandier e il Vice Primo Ministro dell’Ucraina per l’Integrazione Europea ed Euro-Atlantica Olha Stefanishina.

Kosiniak-Kamysz, durante la cerimonia, ha detto che la creazione della prima istituzione congiunta dimostra che “l’Ucraina si sta avvicinando alla NATO e sta diventando un partner strategico della nostra alleanza. Si tratta di una relazione a doppio senso. Parliamo spesso di assistenza all’Ucraina, delle azioni intraprese dai Paesi dell’Alleanza. Ma vale la pena notare che possiamo anche imparare dall’esperienza della guerra in Ucraina. La guerra è sempre un male, ma in questa area del male dobbiamo vedere cosa ci può garantire contro una minaccia ancora più grande, competenze ed esperienze che permetteranno a tutti gli eserciti alleati di rafforzare le loro capacità”.