Duma propone denazificazione della Polonia

Morozov: spinti dalle parole delle autorità polacche.
Offese alla Russia e finanziamenti all’Ucraina le cause.

Le dichiarazioni della leadership polacca che hanno definito la Russia come un “tumore canceroso” e le ripetute decisioni di inviare indennizzi all’Ucraina sia economici che sotto forma di armi, spingono la Federazione Russa a “metterla in linea per la denazificazione“.

È quanto affermato da Oleg Morozov, presidente del Comitato per il controllo della Duma di Stato.

La notizia è stata riportata da Ria Novosti, citando come fonte il canale Telegram di Morozov; più nel dettaglio, le sue parole sarebbero state le seguenti:

Con le sue dichiarazioni sulla Russia come “tumore canceroso” e sull'”indennità” che dobbiamo pagare all’Ucraina, la Polonia ci incoraggia a metterla al primo posto nella coda per la denazificazione dopo l’Ucraina“.

In precedenza, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki aveva dichiarato in una colonna del Telegraph di considerare il mondo russo “un cancro che rappresenta una minaccia mortale per l’intera Europa” e che, a suo avviso, deve essere “sradicato“.

Inoltre, il presidente polacco Andrzej Duda ha affermato che la Russia sarà costretta a pagare un’indennità all’Ucraina.

Che sia stato varcato un punto di non ritorno e che ci sia da aspettarsi il peggio?

Polonia: bloccata la restituzione delle proprietà confiscate in guerra

Manca ancora però la firma del presidente Duda.
Critiche da Israele.

(Foto da internet)

Il Parlamento polacco ha approvato una legge che di fatto impedisce la restituzione della maggior parte delle proprietà confiscate dopo la seconda guerra mondiale.

La palla ora passa al presidente Andrzej Duda, che deve decidere se firmarla approvandola in maniera definitiva per l’attuazione o meno.

La legge in questione impone un termine di prescrizione di 30 anni per rivendicare i beni saccheggiati, solitamente confiscati dal regime comunista dopo la guerra, ed ha scatenato l’ira di Israele che, attraverso le parole del ministro degli Esteri Yair Lapid, ha commentato l’operato del parlamento polacco come di seguito:

Condanno la legislazione adottata dal parlamento polacco, che offusca la memoria dell’Olocausto e i diritti delle sue vittime. Continuerò a oppormi a qualsiasi tentativo di riscrivere la storia. La Polonia sa cosa fare: cancellare questa legge.

Con lui, gli oppositori del procedimento ritengono che gli ebrei saranno ulteriormente penalizzati: i titolari dei diritti erano spesso lenti a farsi avanti e, inoltre, le loro proprietà spesso sono state sequestrate due volte, prima dai nazisti che occupavano la Polonia e poi dai comunisti.

Gli autori della legge ed i suoi sostenitori, invece, sostengono che questa porrà fine alle incertezze sui diritti di proprietà ed eliminerà i problemi di frode e corruzione: i proprietari hanno avuto tutto il tempo per rivendicare quanto ritenessero loro in entrambi i casi sopracitati, farlo ora sembrerebbe un tentativo di ottenere qualcosa che in realtà non gli appartiene. Approvando la legge, si chiuderebbe in maniera definitiva un tema trascinato per lungo tempo.

Come riporta l’Ansa, nel 1989, quando la cortina di ferro cadde, la Polonia non organizzò la restituzione delle proprietà saccheggiate come fecero la maggior parte degli altri paesi del blocco comunista, lasciando invece che le singole persone tentassero la fortuna in tribunale.

Tra i circa sei milioni di morti polacchi durante la seconda guerra mondiale, si ritiene che circa la metà fossero ebrei: ecco, quindi, il perché dell’insorgere israeliano.