La stampa spagnola esalta la Polonia

A breve il Pil polacco supererà quello spagnolo e l’esercito supererà quello di Francia e Gran Bretagna.
Polonia presto quarta potenza europea.

Il quotidiano economico spagnolo “El Economista” ha pubblicato un articolo favorevole sull’economia polacca.

Il portale afferma che “l’economia polacca assomiglia ad un rullo“, rilevando che negli anni ’90, in termini di PIL pro capite (secondo la parità di potere d’acquisto), la Polonia era inferiore al Venezuela o all’Argentina, e attualmente è sulla buona strada per superare la Spagna.

Attualmente, come riporta Polonia Oggi, la Polonia sta diventando la quinta o addirittura la quarta maggiore economia dell’Unione Europea (approfondimento al link).

Il quotidiano rileva che negli anni ’90 in Polonia è avvenuta una radicale trasformazione economica e, come motivo del suo successo economico, “El Economista” cita anche gli investimenti stranieri, i fondi europei e l’accesso ai mercati chiave dopo l’adesione della Polonia all’Unione Europea.

Alla fine dell’articolo, oltre alla classifica economica, vengono menzionati anche la crescita militare e la possibilità di superare la Francia o la Gran Bretagna in termini di potenza militare.

Polonia presto quarta potenza europea

Dal 2004 ad oggi ha scalato 3 posizioni.
Paese senza grandi problemi sociali grazie alla gestione dell’immigrazione.

La Polonia, membro dell’Unione Europea da 20 anni, ha fatto un uso eccellente degli ingenti sussidi ricevuti da Bruxelles per rinnovare le sue infrastrutture“.

È quanto riporta Le Figaro, quotidiano francese.

Non solo. Come riporta Polonia Oggi, Le Figaro sottolinea che nel 2004 la Polonia era il nono paese dell’UE in termini di PIL (esclusa la Gran Bretagna), ed attualmente è sesta.

È ancora dietro a Spagna e Paesi Bassi in termini di PIL, ma presto li raggiungerà“, aggiunge il quotidiano, evidenziando nel titolo la previsione della Polonia come “quarta economia più grande dell’UE“.

Il quotidiano stima anche che il Triangolo di Weimarsia diventato l’asse politico più importante all’interno dell’Unione Europea oggi“. Inoltre, ritiene che la Polonia sia un paese senza grandi problemi sociali.

Individuando la questione dell’immigrazione, il quotidiano sottolinea che la maggior parte degli immigrati in Polonia sono ucraini che “hanno trovato lavoro e sono molto ben integrati“.

Il precedente governo (PiS) è infatti famoso per aver sempre rifiutato le quote di migranti senza mai piegarsi ai diktat europei.

Condividendo le sue impressioni da una visita di 10 giorni in Polonia (Bassa Slesia, Pomerania e Masovia), l’autore dell’articolo scrive di essere rimasto colpito dall’attività, dalla buona organizzazione e dallo “spirito civico” dei residenti.

Monete da 1 euro: ecco le più rare

Tra tirature limitate ed errori del Conio il valore schizza.
Ecco nazionalità ed annate più ricercate.

Monete da 1 euro che valgono ben più del loro valore nominale.

Ecco, come riporta InvestireOggi, quali sono e perchè le monete che valgono di più.

In Italia i pezzi più rari sono quelli della serie lanciata nel 2004 e nel 2005 e hanno una tiratura di 5 milioni; ancora più rare quelle coniate nel 2018, 2019 e 2020 poiché in questo caso la tiratura è di 1 milione soltanto.

Occhio poi agli errori del Conio, dove appunto sul pezzo mancano delle caratteristiche a causa di difetti di fabbrica. In questo caso però bisogna fare grande attenzione alle truffe: il problema delle truffe ormai riguarda ogni aspetto del nostro quotidiano, soprattutto sul web, e proprio nel mondo online è possibile mettersi a caccia di improvvisati venditori che promettono di vendere un pezzo particolarmente raro che poi si rivela essere un prodotto taroccato.

La moneta greca risulta essere una delle più rare, soprattutto quelle emesse dal 2012 in poi, poiché hanno una tiratura non superiore ai 32.500 pezzi ad anno.

Molto rare anche quelle spagnole, in questo caso eventuali errori di conio possono far valere il pezzo anche migliaia di euro.

Per quanto riguarda invece quelle tedesche, la tiratura lanciata dal 2008 in poi è molto rara e viene venduta dai collezionisti anche a 500 euro; se presentano, invece, errori il loro valore è di 1.000 euro.

Molto rare anche quelle del Vaticano, il quale ha la sua zecca e può quindi proporre facciate dedicate ai grandi Papi della storia.

Per quanto riguarda la vendita, se si è in possesso di monete rare, si può fare una valutazione tramite un esperto oppure affidandosi a una ricerca sul web.

Quelle relative alla tiratura del 1999 devono invece essere consegnate direttamente alle autorità.

L’Indonesia sarà tra le 5 economie più forti al mondo

Secondo PWC, nel 2050 sarà addirittura quarta.
Italia fuori classifica insieme alla maggior parte dei Paesi Uuropei.

Le economie emergenti E7, tra cui l’Indonesia, cresceranno molto più velocemente delle economie del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti).

Secondo le previsioni della multinazionale di consulenza Pwc – PriceWaterhouseCoopers – che ha ridisegnato la mappa del potere economico mondiale nell’anno 2050, l’Indonesia, economia emergente, si classificherà al 4° posto superando Germania e Regno Unito.

L’Italia non sarà in classifica.

Bali, rappresenta oggi la punta dell’iceberg di un paese in costante crescita economica, turistica e di opportunità di investimenti immobiliari“, spiega Michele Porinelli, titolare di Bali Holiday Properties che dal 2021 ha deciso di investire nell’isola indonesiana la sua decennale esperienza professionale nel settore.

Il peso economico si sposta verso l’Asia dunque.

L’Indonesia e la sua Bali, rappresentano un considerevole potenziale di crescita a lungo termine, richiamando, di conseguenza, un interesse sempre maggiore di turisti e di investitori.

L’economia mondiale sta cambiando a un ritmo così rapido che, paesi da sempre considerati di secondo ordine si stanno sviluppando tanto velocemente da creare una concorrenza smisurata a quelle economie che fino ad oggi sono sempre state pensate come potenze economiche.

Bali con i suoi milioni di visitatori all’anno sta crescendo esponenzialmente ed è sicuramente uno dei luoghi nel mondo in cui la redditività è più elevata – spiega ancora Michele Porinelli -. Di fatto già oggi ci sono molte località nell’arcipelago indonesiano dove poter investire a prezzi molto vantaggiosi perché sono isole ancora in divenire e con grande potenzialità, ma che già nel giro dei prossimi 5-7 anni avranno una notevole esplosione e saranno allo stesso livello di Bali, come per esempio l’isola di Sumba, Flores e Lombok”.

In generale, il sempre maggior numero di turisti portano inevitabilmente con se nuovi investimenti internazionali e nei prossimi anni ci saranno molti centri turistici anche in altre isole dove poter investire nell’immobile.

L’Italia, meta indiscussa sul fronte del turismo e facente parte del G7, sempre da quello che si evince dalla mappa disegnata dalla multinazionale di consulenza Pwc del potere economico mondiale nell’anno 2050 sarà, insieme alla maggior parte dei paesi Europei, fuori classifica.

Ranking competitività europea: la Polonia supera l’Italia

Meglio di noi anche Repubblica Ceca, Lituania ed Estonia.
Ecco gli altri piazzamenti.




La Polonia è salita nell’IMD World Competitiveness Ranking 2024, posizionandosi al 41º posto, il miglior risultato degli ultimi quattro anni.

Sebbene siano migliorati alcuni indicatori chiave come l’efficienza economica, l’efficacia del governo e l’infrastruttura, la competitività aziendale è leggermente diminuita.

Nella classifica, stilata dall’Istituto Svizzero per lo Sviluppo della Gestione (IMD), la Polonia si è posizionata dietro al Giappone ed alla Spagna, ma ha superato l’Italia.

Singapore ha conquistato il primo posto, salendo di tre posizioni e detronizzando la Danimarca.

La Svizzera si è classificata al secondo posto.

Nei primi posti dominano i paesi europei, ma anche alcuni asiatici, come Hong Kong e Taiwan.

Gli Stati Uniti si sono posizionati al 12º posto, mentre la Cina al 14º.

Nella regione, la Polonia ha avuto un risultato medio: si sono posizionate meglio la Repubblica Ceca, la Lituania e l’Estonia, mentre più in basso la Romania, l’Ungheria e la Slovacchia.

Come riporta Polonia Oggi, gli esperti sottolineano che la competitività economica non si basa solo sul PIL e sulla produttività, ma anche su aspetti politici, sociali e culturali.

I governi giocano un ruolo chiave nel creare condizioni favorevoli per uno sviluppo sostenibile.

Il professor Arturo Bris osserva che le piccole economie, come la Svizzera o la Danimarca, raggiungono più facilmente un consenso politico e beneficiano di un buon accesso ai grandi mercati.

La Germania, invece, ha problemi di rapidità di adattamento, evidenti soprattutto nel contesto dei cambiamenti globali e della guerra in Ucraina.

Bris sottolinea che le future economie competitive saranno quelle che meglio si adatteranno al contesto globale in evoluzione, creando al contempo valore e benessere per i loro cittadini.