La Polonia sarà l’economia europea con crescita più rapida

Disoccupazione prevista al 2,8% (la media Ue è del 5,9%).
La stampa internazionale: struttura diversificata, grande domanda interna e limitata esposizione commerciale verso gli Usa.

Le previsioni economiche della primavera 2025 della Commissione Europea indicano che la Polonia sarà l’economia europea a più rapida crescita nei prossimi anni.

Come riporta Polonia Oggi, secondo quanto comunicato ieri dal Ministero delle Finanze, nel 2025 l’economia polacca crescerà del 3,3%, e del 3% nel 2026, grazie alla forte crescita dei consumi privati (+3,4% nel 2025) e da una forte ripresa degli investimenti (6,9% nel 2025 e 5,3% nel 2026).

Il contributo delle esportazioni nette alla crescita del PIL sarà invece negativo, con un impatto di -0,6 punti percentuali nel 2025 e -0,2 nel 2026, a causa del rallentamento economico dei principali partner commerciali della Polonia.

L’inflazione media annua scenderà dal 3,7% nel 2024 al 3,6% nel 2025 e al 2,8% nel 2026. L’inflazione di fondo sarà al 3,2% nel 2025 e al 2,9% nel 2026.

Il tasso di disoccupazione in Polonia scenderà al 2,8% nel 2025 e rimarrà stabile anche nel 2026. Questo livello è molto più basso della media europea, che sarà rispettivamente del 5,9% nel 2025 e del 5,7% nel 2026.

L’occupazione crescerà leggermente, mentre i costi del lavoro per dipendente aumenteranno meno rispetto al 2024: +6,2% nel 2025 e +4,8% nel 2026, dopo un aumento del 12,3% nel 2024.

Il debito pubblico crescerà dal 55,3% del PIL nel 2024 al 65,3% nel 2026. Questo è dovuto soprattutto alle spese elevate per la difesa. Secondo il Ministero delle Finanze, eventuali misure aggiuntive per consolidare le finanze pubbliche potranno essere incluse nel progetto di bilancio per il 2026.

Sia il Financial Times che The Economist elogiano la situazione del mercato finanziario polacco. Il Financial Times segnala l’aumento dei corsi azionari sulla Borsa di Varsavia (GPW), sostenuto dall’afflusso di capitali esteri.

Gli investitori sono attratti dai solidi fondi economici della Polonia, da dividendi interessanti e da valutazioni azionarie relativamente basse. Gli analisti prevedono che nel 2025 gli utili delle società quotate cresceranno in media del 10%.

In particolare, si distingue il settore bancario, che nel 2024 ha registrato profitti record (42 miliardi di złoty) e ha distribuito dividendi generosi. Il presidente della Borsa di Varsavia, Tomasz Bardziłowski, ha commentato su LinkedIn gli elogi di The Economist:

Abbiamo molti record alla GPW, ora è il momento di trasformarli in un coinvolgimento duraturo degli investitori, anche locali. Il potenziale è enorme“.

Infine il Financial Times osserva che, nonostante il rischio geopolitico legato alla guerra in Ucraina, “la forte posizione economica della Polonia rafforza la fiducia degli investitori” e sottolinea inoltre che l’economia polacca beneficerà dell’aumento della spesa pubblica in Germania, suo principale partner commerciale. Questo stimolo tedesco dovrebbe tradursi direttamente in una crescita del PIL polacco.

Beata Javorcik, capo economista della BERS, afferma che l’economia polacca mostra una forte resilienza in tempi incerti grazie alla sua struttura diversificata, al grande mercato interno e alla limitata esposizione commerciale verso gli Stati Uniti.

La BERS prevede per la Polonia una crescita del PIL del 3,3% nel 2025, la più alta tra i paesi ex comunisti oggi membri dell’UE.

Trump annunci i dazi sui semiconduttori

Non solo incrementi ma anche ampliamenti dei dazi: la prossima settimana verrà comunicata l’aliquota.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che annuncerà nuovi dazi sui semiconduttorila prossima settimana“, mentre continua a spingere per imporre tariffe punitive per affrontare le questioni commerciali statunitensi.

I dazi entreranno in vigore in un futuro non lontano“, ha affermato, riferendosi a quelli specifici sui semiconduttori, che seguirebbero misure simili per acciaio, alluminio e automobili.

Dopo aver portati i dazi verso la Cina al 125% (approfondimento al link), dunque, il presidente americano ha deciso di ampliarne anche il raggio di applicazione.

Infine, come riporta Ansa, alla domanda su quale sarebbe stata l’aliquota per i semiconduttori, ha risposto: “Lo annuncerò la prossima settimana“.

Guerra dei dazi: la Cina li mette all’84% verso gli Usa, gli Usa al 125% verso la Cina

Trump congela i dazi per 90 giorni ad eccezioni di quelli verso la Cina.
Verso i prodotti cinese passano inoltre dal 104% al 125%.

Donald Trump ha deciso di congelare i dazi per 90 giorni.

Questa decisione, però, non ha effetto verso i prodotti cinesi che, inoltre, hanno addirittura subito un incremento di tassazione all’ultimo momento passando dal 104% al 125%.

I dazi di ritorsione da parte di Pechino verso gli Stati Uniti sono invece stati fissati all’84%.

L’Ue sospende i dazi verso gli Usa per 90 giorni

Erano stati annunciati ieri, oggi già sospesi.
L’annuncio arriva da Ursula von der Leyen.

L’Ue ha deciso di sospendere per 90 giorni i dazi decisi ieri (approfondimento al link) contro i prodotti americani.

Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen:

Durante la finalizzazione dell’adozione delle contromisure Ue, che hanno ottenuto un forte sostegno da parte dei nostri Stati membri, è stato deciso di sospenderle per 90 giorni. Se le trattative non saranno soddisfacenti, le nostre contromisure entreranno in vigore. Abbiamo preso nota dell’annuncio del presidente Donald Trump. Vogliamo dare una possibilità alle trattative. Il lavoro preparatorio per ulteriori contromisure prosegue. Tutte le opzioni rimangono sul tavolo.

Ue: approvati i dazi del 25% agli Usa

Le tariffe si applicheranno in 3 tranche.
L’Ungheria l’unica ad aver votato conto.

Via libera dell’Unione europea alla lista dei controdazi che Bruxelles metterà in campo per rispondere agli Usa.

Le tariffe, che per la gran parte dei prodotti saranno del 25%, si applicheranno in tre tranche: la prima dal 15 aprile, la seconda dal 16 maggio, la terza dal primo dicembre.

Il via libera è arrivato nella cosiddetta Comitatologia, procedura che la partecipazione dei rappresentanti dei Paesi membri nel rilasciare un parere formale a atti di esecuzione della Commissione.

Come riporta Ansa, l’unica ad aver votato contro è l’Ungheria.