Ucraina: ecco il piano di pace di Trump

Nuove elezioni in Ucraina entro 100 giorni dall’accordo.
L’energia prodotta dalla centrale di Zaporizhzhia dovrà essere distribuita equamente tra Russia ed Ucraina.

Il piano di Donald Trump per la pace prevede che l’Ucraina tenga elezioni entro 100 giorni dall’accordo.

Lo riferisce Axios che ha preso visione del piano in 28 punti.

Secondo la bozza inoltre, come riporta Ansa, la centrale nucleare di Zaporizhzhia sarà avviata sotto la supervisione dell’Aiea e l’elettricità prodotta sarà distribuita equamente tra Russia e Ucraina.

La tedesca MAN Truck trasferirà la produzione di carrozzerie da Monaco a Cracovia

Previsto un risparmio di 935 milioni di euro entro il 2028.
Koljonen: non licenzieremo nessuno negli stabilimenti tedeschi ed i risparmi saranno investiti.

Come riferisce il quotidiano austriaco Kurier, MAN Truck, produttore tedesco di autobus e camion, cerca di fare risparmi.

A tal fine, intende trasferire parte della produzione in Polonia. Il piano è stato presentato in una perizia destinata al consiglio di sorveglianza della società, nonché alla società madre, Traton.

Come riporta Polonia Oggi, si tratta di aumentare la produzione delle carrozzerie a Cracovia invece che a Monaco. MAN conta sul fatto che questa mossa permetterà di migliorare il risultato finanziario di 935 milioni di euro entro il 2028.

Dalle analisi compiute risulta che la mancanza di tale decisione potrebbe esporre l’azienda a perdite. Kurier riporta che a Cracovia si svolgerà la costruzione delle carrozzerie; verrà inoltre realizzata una nuova verniciatura per le cabine dei camion e tutti gli interni delle cabine saranno assemblati lì.

In cambio, la direzione ha dichiarato di voler effettuare investimenti nelle sedi di Monaco (700 milioni di euro) e Salzgitter (25 milioni di euro) e ha garantito che non ci saranno licenziamenti e che tutti gli stabilimenti tedeschi di MAN rimarranno aperti.

I veicoli MAN sono prodotti nelle città tedesche di Monaco, Norimberga e Salzgitter, mentre in Polonia l’azienda possiede dal 2007 uno stabilimento a Niepołomice, vicino a Cracovia.

Secondo l’azienda, si tratta attualmente della fabbrica di veicoli pesanti più moderna d’Europa, rinnovata nel 2023. Il trasferimento di parte della produzione in Polonia è il risultato dell’aumento dei costi in Germania.

Il portale Onet cita la direttrice finanziaria dell’azienda, Inka Koljonen, che a ottobre ha ammesso: “nel medio termine non prevediamo un miglioramento significativo della situazione del mercato”.

I problemi derivano non solo dalla debole condizione dell’economia tedesca, ma anche dalla crescente concorrenza cinese e dalle restrizioni legate alle emissioni di anidride carbonica. 

Mamdani: se Netanyahu verrà a New York sarà arrestato

Il nuovo sindaco: essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale.

Benjamin Netanyahu? Sarà colpito dal mandato d’arresto del Dipartimento di Polizia di New York se metterà piede nella Grande Mela.

Parola di Zohran Mamdani, che ieri ha parlato delle sue volontà future da sindaco eletto della città di New York. Mamdani si insedierà l’1 gennaio ed ha ripercorso i punti chiave del suo programma parlando con ABC7 il giorno dopo che il suo precedessore, Eric Adams, ha visitato Israele incontrando proprio Netanyahu e sollevando dubbi sulla sicurezza degli ebrei nella città in cui Mamdani sarà il primo sindaco musulmano della storia.

Essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale“, ha dichiarato il 34enne nativo dell’Uganda come riporta InsideOver, aggiungendo che “ciò significa rispettare i mandati della Corte penale internazionale, che siano a carico di Benjamin Netanyahu o di Vladimir Putin“.

Per Mamdani la visita di Adams in Israele “è il motivo per cui i newyorkesi desiderano così disperatamente una nuova amministrazione, una che si concentri sui bisogni della città e cerchi di parlare ai newyorkesi della classe operaia su quali siano tali bisogni, anziché ai criminali di guerra“.

Google: se esplode la bolla IA non si salva nessuno

Pichai: investimenti in intelligenza artificiale straordinari ma anche irrazionali; nessuna azienda sarebbe al sicuro, nemmeno noi di Google.

Se la “bolla” innescata dal boom dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) esplodesse, nessuna azienda sarebbe al riparo.

E’ l’allarme lanciato da Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet, filiazione del colosso americano Google, intervistato sulle prospettive di questo business tecnologico dalla Bbc.

Pichai sottolinea “il momento straordinario” dell’IA, a livello di investimenti e aspettative, ma anche qualche elemento di “irrazionalità” dietro un interesse così trascinante: senza sminuire i timori che tempo circolano nella Silicon Valley, come sui mercati mondiali, in relazione ai rischi di “una bolla” in grado potenzialmente di scoppiare.

Io penso che nessuna azienda ne sarebbe immune, inclusi noi” ha dichiarato, come riporta Ansa.

Macron: tutto pronto per la pace ma la Russia non vuole firmare

L’Ucraina comprerà dalla Francia fino a 100 caccia Rafale in 10 anni.
Il presidente francese: ci siamo sempre schierati con l’Ucraina senza ambiguità e senza indugi.

Tutto è pronto per la pace, solo la Russia la rifiuta“: lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, in conferenza stampa congiunta a Parigi con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky.

Dopo la firma di un protocollo d’intesa nella base militare di Villacoublay per il possibile acquisto di fino a 100 caccia Rafale da parte di Kiev nei prossimi dieci anni, Macron e Zelensky si sono recati al Mont-Valérien, alle porte di Parigi, dove si trova lo stato maggiore della ”forza multinazionale Ucraina”, a cui aderisce la coalizione dei volenterosi per Kiev.

Un grande giorno”, si legge in un messaggio pubblicato su X dal presidente francese, che plaude così alla firma dell’accordo con Zelensky.

Con questo patto, Francia e l’Ucrainasuperano una nuova tappa” nel sostegno all’Ucraina, ha detto Macron in conferenza stampa.

Dal primo giorno abbiamo fatto la scelta del sostegno senza ambiguità e senza indugi all’Ucraina”, ha aggiunto il presidente francese, come riporta Ansa. Un impegno volto alla ”sicurezza di tutti gli europei”.