Strage di Volinia: dopo 80 anni l’Ucraina concede le verifiche

Nazionalisti ucraini responsabili di 120mila vittime polacche.
Il ministro Nitras: credo che gli ucraini si scuseranno per la strage.

In primavera gli esperti dell’Università di Medicina di Stettino si recheranno a Volyn (Volinia, in italiano).

Dopo anni di richieste polacche l’Ucraina ha dato via libera per effettuare l’esumazione e l’identificazione delle vittime della strage di Volyn.

Secondo le stime negli anni 1943 e 1944 a Volyn sono morte 120 mila persone soprattutto polacchi che vivevano lì.

Nazionalisti ucraini sostenuti dalla popolazione locale sono responsabili del crimine, come riporta Polonia Oggi.

Sul tema è intervenuto il prof. Andrzej Ossowski, del Dipartimento di medicina forense dell’Università di Medica della Pomerania a Stettino, nel dichiarare che l’apertura dell’Ucraina è finalmente un passo avanti, ha dichiarato quanto di seguito:

Sono favorevole a lasciare i resti rimasti dove sono stati trovati se è un luogo degno. In questo momento sono al limite del cimitero quindi dovrebbero essere sepolti nel cimitero del villaggio dove vivevano queste persone e da dove venivano. E dovrebbero essere sepolti non gettati in una fossa.

Il ministro dello Sport e del Turismo, Sławomir Nitras, da parte sua ha aggiunto:

È molto importante che i politici che sono concentrati sull’accordo si incontrino da entrambe le parti, trovino una soluzione e non cerchino i propri vantaggi ad esempio quelli politici. Le esumazioni sono molto importanti, sono una condizione da parte nostra non da discutere. E credo che gli ucraini si scuseranno per la strage in Volyn.

Gas: la Germania consuma il doppio delle scorte rispetto all’Italia

Ecco i dati di Gas Infrastructure Europe.
Da quando l’Ucraina ha chiuso il flusso di gas russo verso l’Europa aumentano rischi e bollette.

L’Italia consuma in percentuale la metà delle scorte di gas rispetto alla Germania in un giorno.

Lo si apprende dai dati aggregati di Gie (Gas Infrastructure Europe) relativi allo scorso 13 gennaio, stando a quanto riportato da Ansa.

A quella data le scorte europee risultano essere al 64,98%, poco sotto il 65%, a 745,78 TWh, pari al 21,33% del consumo medio annuo di 3.495,22 TWh, con una calo giornaliero dello 0,79%.

In Germania sono scese al 70,88% a 178,28 TWh, pari al 20,48% del consumo medio annuo di 870,13 TWh, con un calo giornaliero dell’1,2%.

Sono al 72,69% le scorte italiane a 145,43 TWh, equivalenti al 21,58% di un consumo medio annuo di 673,87 TWh, con un’erosione giornaliera dello 0,6%.

In calo al 51,42% a 69,16 TWh le scorte francesi, che sono pari al 17,75% di un consumo medio annuo di 389,43 TWh, con un calo giornaliero dell’1%.

Si mantengono nel frattempo sotto quota 48 euro i future sul mese di febbraio al Ttf di Amsterdam, con un calo dell’1,3% a 47,56 euro al Mwh.

Da quando l’Ucraina ha deciso di interrompere il flusso di gas russo verso l’Europa il tema è diventato ancora più caldo: aumenta il rischio di approvvigionamento per l’inverno e, con esso, le bollette (approfondimento al link).

Tusk: la Polonia romperà lo stallo sull’ingresso di Kiev nella Nato

Il premier polacco spinge per l’entrata dell’Ucraina.
La Merkel da sempre contraria: “Sarebbe una dichiarazione di guerra e non porterebbe protezione all’Alleanza” .

La presidenza di turno polacca dell’Unione Europea romperà lo stallo che si è formato sul percorso di adesione dell’Ucraina nell’Ue, accelereremo il lavoro“.

Come riporta Ansa, lo ha detto il premier polacco Donald Tusk nel corso di un incontro a Varsavia con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, precisando che tra Ucraina e Polonia non c’è solo un rapporto di amicizia ma anche di “comuni interessi“.

Una Ucraina indipendente e sovrana, che decide del suo futuro, è prerequisito per la sicurezza della Polonia e dell’Europa: Kiev può contare sul sostegno di Varsavia e uno dei miei compiti è galvanizzare l’aiuto dell’Ue verso l’Ucraina“.

Chi, invece, è da sempre contraria all’entrata dell’Ucraina nella Nato è Angela Merkel: nel sua libro dice infatti che “l’ingresso nella Natro deve portare protezione non solo a chi entra ma a tutta l’Alleanza”, poi aggiungendo che “Sarebbe stata una dichiarazione di guerra a Putin” (approfondimento al link).

L’Ucraina blocca il passaggio del gas russo: bollette in rialzo per l’Europa

Mosca: decisione presa da Biden, Ue e regime fantoccio di Kiev.
Italia: serve aumento scorte per fronteggiare l’inverno: le bollette aumenteranno.

Il presidente ucraino Zelensky festeggia lo stop al gas russo verso l’Europa, definendola una grande sconfitta per Mosca.

A tale azione, come riporta Tgcom24, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aggiungendo che Gazprom ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali, ha replicato quanto di seguito:

La responsabilità di fermare la fornitura di gas russo spetta interamente agli Stati Uniti, al regime fantoccio di Kiev e alle autorità degli Stati europei“.

Da una riunione straordinaria del ‘Gas Coordination Group‘ emerge che l‘Unione europeagrazie all’efficiente lavoro preparatorio e al coordinamento nella regione e oltre” non ha “problemi di sicurezza dell’approvvigionamento” di gas.

Dal lato italiano, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin afferma però che l’Italia possiede “scorte adeguate” di metano, ma che si valuta un aumento degli stoccaggi per affrontare l’inverno con maggiore tranquillità.

La decisione porterà indubbiamente ad un aumento del costo del gas e, quindi, delle bollette per i cittadini.

Orban: “Piano di pace per Kiev c’è: prendere o lasciare”

Il premier ungherese spinge Zelensky ad accettare la pace per Natale.
“É una proposta per non lasciare morire migliaia di ragazzi e effettuare uno scambio di prigionieri”.

Se presenteró il piano di pace a Zelensky? Il piano di pace è sul tavolo, prendere o lasciare, è una proposta semplice, niente di complicato, è una proposta per non lasciare morire migliaia di ragazzi ed effettuare uno scambio di prigionieri. É una tregua di natale come ce ne sono state nella prima guerra mondiale“.

Lo ha detto il premier Viktor Orban, stando a quanto riportato da Ansa, prima di entrare alla riunione dei Patrioti a Bruxelles.