La Germania continua a rimandare indietro i migranti che arrivano dalla Polonia

Molti migranti hanno chiesto asilo in Polonia e, dopo averlo ricevuto, si sono spostati in Germania: questo è illegale.
Dall’inizio dell’anno 570 i migranti che la Germania ha inviato in Polonia.

La guardia di frontiera polacca ha fornito i dati sul trasferimento di stranieri dalla Germania alla Polonia.

Dall’inizio di quest’anno alla fine di settembre, sulla base degli accordi di riammissione e di Dublino, la Germania ha inviato in Polonia un totale di 570 stranieri, la maggior parte dei quali erano cittadini russi.

L’anno scorso si sono verificati oltre 900 trasferimenti simili.

Il quotidiano tedesco “Welt” ha recentemente pubblicato i dati della polizia federale sugli ingressi non autorizzati: nel periodo da ottobre 2023 a fine agosto 2024 ne sono stati individuati oltre 10.000 durante i controlli al confine tra Polonia e Brandeburgo e metà delle persone sono state costrette a tornare indietro.

Il portavoce della guardia di frontiera polacca, tenente colonnello Andrzej Juźwiak, ha ricordato inoltre che l’attività della polizia federale consiste principalmente nel controllare la legalità del soggiorno degli stranieri nei luoghi in cui possono verificarsi attraversamenti illegali della frontiera.

Juźwiak ha aggiunto che le unità della guardia di frontiera polacca collaborano con i servizi tedeschi.

Il portale polacco Interia ha riferito giovedì sulle preoccupazioni della diplomazia polacca riguardo alla situazione in cui la Germania utilizzerà pienamente le procedure di riammissione dei migranti.

La conseguenza di queste azioni potrebbe essere che i servizi tedeschi potrebbero inviare fino a diverse decine di migliaia di stranieri in Polonia.

Il motivo per cui la Germania trasferisce i migranti sono le disposizioni di riammissione e vari accordi e intese in base ai quali la Polonia è obbligata a fornire protezione internazionale a un cittadino di un paese terzo o a un apolide.

Molti migranti hanno chiesto asilo anche in Polonia e, dopo averlo ricevuto, sono andati in Germania, il che è illegale.

Dopo l’inizio delle tensioni al confine polacco-bielorusso, il numero di stranieri trasferiti in Polonia è aumentato.

Stando a quanto riporta Polonia Oggi, la Germania trasferisce il maggior numero di migranti.

Kim invia 12.000 uomini al fianco della Russia

Seul scende attivamente in campo a favore di Mosca nel conflitto con l’Ucraina.
Il primo contingnete di 1.500 soldani norcoreani sarebbe già a Vladistok.

La Corea Nord ha deciso di inviare quattro brigate per un totale di 12.000 soldati a sostegno della Russia nella sua guerra contro l’Ucraina.

Lo riferisce la Yonhap, citando l’intelligence di Seul, con la notizia poi ripresa da Ansa.

Il primo contingente di 1.500 soldati nordcoreani a supporto della guerra della Russia all’Ucraina sono stati mobilitati e sono a Vladivostok, riferisce sempre Yonhap, citando funzionari di Seul.

Cina e Russia pronte ad espandere la collaborazione

Xi a Putin: “pronti ad espandere constantemente la cooperazione a tutto tondo”.
I due Paesi festeggiano 75 anni delle relazioni diplomatiche bilaterali.

La Cina è pronta a “espandere” la cooperazione con la Russia.

È quanto ha detto il presidente Xi Jinping al suo omologo Vladimir Putin, negli scambi di messaggi legati alle celebrazioni dei 75 anni delle relazioni diplomatiche bilaterali.

Xi, ha riferito l’agenzia statale Xinhua poi ripresa da Ansa, ha sottolineato che la Cina è “pronta a unirsi a Putin per espandere costantemente la cooperazione pragmatica a tutto tondo tra i nostri due Paesi“.

I due leader si incontreranno questo mese nella città russa sudoccidentale di Kazan, nell’ambito del summit annuale dei Paesi Brics.

Ue: autorizzato uso di armi su territorio russo. Guerra mai così vicina

La decisione del Parlamento europeo ci spinge praticamente in guerra.
Tajani: “Noi contrari ma sosteniamo Kiev”.

L’Ucraina deve essere in grado di colpire obiettivi militari legittimi in Russia: così il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato una risoluzione che chiede un maggiore sostegno all’Ucraina da parte degli Stati membri.

Come riporta Affaritaliani, il testo è stato approvato con 425 voti favorevoli, 131 contrari e 63 astenuti.

Sono stati approvati anche i paragrafi 8 e 9 della risoluzione, che invitano i Paesi membri a consentire l’uso delle armi fornite a Kiev per colpire obiettivi militari in territorio russo.

Il paragrafo 8, approvato con 377 voti a favore, 191 contrari e 51 astenuti, “invita gli Stati membri a revocare immediatamente le restrizioni all’uso dei sistemi d’arma occidentali forniti all’Ucraina contro legittimi obiettivi militari sul territorio russo“.

Un divieto in tal senso, aggiunge il testo della risoluzione, “ostacola la capacita’ dell’Ucraina di esercitare pienamente il suo diritto all’autodifesa” ai sensi del diritto internazionale e lascia il Paese esposto ad attacchi contro la sua popolazione e le sue infrastrutture.

Nel paragrafo 9, l’Eurocamera sottolinea che le forniture insufficienti di munizioni e armi e le restrizioni al loro utilizzo rischiano di compromettere gli sforzi compiuti finora e “deplora profondamente la riduzione del volume finanziario degli aiuti militari bilaterali all’Ucraina da parte degli Stati membri, nonostante le energiche dichiarazioni rilasciate all’inizio dell’anno in corso” e “ribadisce il suo invito agli Stati membri a rispettare l’impegno assunto nel marzo 2023” di consegnare un milione di munizioni all’Ucraina, di accelerare le forniture di armi, in particolare di moderni sistemi di difesa aerea e altri tipi di armi e munizioni, compresi i missili Taurus.

La risoluzione chiede infine la “rapida attuazione degli impegni congiunti in materia di sicurezza contratti tra l’Ue e l’Ucraina” e ribadisce la posizione secondo cui “tutti gli Stati membri dell’Ue e gli alleati della Nato dovrebbero impegnarsi collettivamente e individualmente a fornire sostegno militare all’Ucraina con almeno lo 0,25 per cento del loro Pil annuo“.

Polonia: aziende tessili riconvertono la produzione verso il militare

Segnale di ampliamento del conflitto anzichè di colloqui per la pace.
Per poter produrre le divise NATO servono alta qualità, prezzi competitivi e stabilità del Paese del fornitore.

Le sartorie polacche, grazie agli ordini militari, stanno rafforzando la loro posizione in Europa, aumentando l’occupazione e collaborando con fornitori locali.

Aziende che in precedenza si specializzavano nella produzione di abbigliamento sportivo e calze, come Warmia (attualmente Kętrzyńskie Zakłady Odzieżowe), Gatta e Telimena, si sono riconvertite nella produzione di abbigliamento militare.

Come riporta Polonia Oggi, gli ordini provengono dalle forze armate della NATO e dai servizi in uniforme; dopo l’inizio del conflitto tra Russia ed Ucraina, la domanda di uniformi militari in Europa è infatti aumentata.

Aziende polacche come Unifeq Europe, che possiede il certificato NATO, forniscono gli eserciti di molti paesi europei, tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Svezia ed altri.

Per ottenere contratti contano non solo l’alta qualità ed il prezzo competitivo, ma anche la stabilità del Paese di origine del fornitore.

Gatta, in collaborazione con università specializzate polacche, produce magliette resistenti ai tagli per la Guardia di Frontiera e prevede ulteriori collaborazioni con l’esercito polacco.

Le aziende prevedono che, in futuro, la produzione per le forze armate rappresenterà una parte significativa dei loro ricavi.