Stellantis assemblerà l’elettrica cinese Leapmotor

I modelli assemblati in Polonia saranno venduti nel resto d’Europa.
In arrivo le prime 800 unità dal porto di Shanghai.

L’azienda automobilistica Stellantis prevede di introdurre sul mercato europeo auto elettriche a basso costo con il nome di Leapmotor.

Stellantis, come riporta Polonia Oggi, ha acquisito il 21% delle azioni del produttore cinese di auto elettriche Leapmotor nel 2023.

Le prime 800 unità sono già in arrivo dal porto di Shanghai e, tra queste, ci saranno due modelli: l’urbano T03, lungo 3,6 m e con una potenza compresa tra 95 e 109 CV, e il C10, appartenente alla categoria dei SUV, con una lunghezza di 4,7 m e una potenza di quasi 230 CV.

Stellantis annuncia che nei prossimi mesi sono previste altre consegne, che non si limiteranno al trasporto diretto dalla Cina.

Le auto saranno assemblate anche in stabilimenti europei, tra cui la Polonia.

Più precisamente, il modello T03 sarà prodotto nello stabilimento Stellantis di Tychy ma, nonostante la produzione polacca, le auto non saranno disponibili sul mercato nazionale con l’azienda che prevede di venderle in Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio, Grecia e Romania a settembre.

Guerra: la Polonia potrà abbattere razzi russi nei cieli ucraini

L’accordo tra il presidente ucraino Zelensky ed il premier polacco Tusk.
Ci sarà anche una legione ucraina in territorio polacco.

L’accordo di sicurezza firmato tra Polonia e Ucrainainclude una disposizione per l’abbattimento di missili e droni russi lanciati nello spazio aereo ucraino in direzione della Polonia. Ci impegniamo a metterlo in pratica“.

Il presidente ucraino Zelensky, che ha incontrato oggi a Varsavia il primo ministro polacco Donald Tusk, lo scrive su X e, come riporta Ansa, poi aggiunge:

Collaboreremo anche sugli aerei da combattimento, sia quelli già trasferiti dalla Polonia, sia la possibilità di trasferirne altri in futuro. Nel nostro accordo sulla sicurezza abbiamo formalizzato l’addestramento della legione ucraina, una nuova unità militare volontaria, sul territorio polacco“.

Polonia: anche PKP Cargo verso 4.000 licenziamenti

Altro licenziamento collettivo in Polonia dopo ABB, Toshiba e Lear Corporation.
Sono 85 le aziende che stanno per chiudere in battenti in terra polacca.




PKP Cargo ha informato che il consiglio di amministrazione ha adottato una risoluzione che prevede il licenziamento del 30% dei dipendenti.

I licenziamenti dovrebbero avvenire entro il 30 settembre, stando a quanto riporta Polonia Oggi.

In totale, oltre 4.000 persone potrebbero perdere il lavoro.

Questi licenziamenti collettivi vanno ad aggiungersi a quelli recentemente annunciati di 85 aziende presenti sul territorio polacco, tra cui ABB (approfondimento al link), Toshiba (approfondimento al link) e Lear Corporation (approfondimento al link).

Come ha sottolineato la compagnia ferroviaria, in caso di un licenziamento collettivo i dipendenti hanno diritto a un’indennità dipendente dalla durata del rapporto di lavoro.

Le informazioni di money.pl mostrano che PKP Cargo ha registrato una perdita nel primo trimestre del 2024 di 118 milioni di zloty.

Considerando i risultati dello scorso anno, i primi tre mesi sono stati i migliori in termini di profitti ma i prossimi trimestri potrebbero portare perdite ancora maggiori e determinare il destino di uno dei più grandi vettori ferroviari in Polonia.

Marcin Wojewódka, facente funzione del presidente della società PKP Cargo ha annunciato che la società non fallirà.

ABB si aggiunge ai licenziamenti collettivi in Polonia

Le politiche di Tusk affondano l’attrattività economica.
Preoccupa in particolare la sua forte volontà di portare la Polonia nell’Euro.




Sono iniziati i licenziamenti nella fabbrica ABB vicino a Łódź.

Molti dipendenti dello stabilimento ABB hanno già ricevuto la disdetta del contratto, come riporta Polonia Oggi.

Questo è l’inizio dei licenziamenti collettivi, che elimineranno oltre 400 posti di lavoro entro la fine dell’anno con i dipendenti licenziati che riceveranno un’indennità di fine rapporto e supporto nella ricerca di un nuovo lavoro.

Il motivo della liquidazione di uno degli stabilimenti è il trasferimento di parte della produzione in Cina, dove il costo della manodopera è inferiore.

Secondo informazioni non ufficiali, Procter&Gamble potrebbe impiegare alcuni dipendenti. Tuttavia, nessuna delle parti conferma queste informazioni ed il governo Tusk si trova a gestire un’ondata di licenziamenti collettivi che stanno prendendo atto da quando si è insediato: Lear Corporation (approfondimento al link) e Toshiba (approfondimento al link) sono solo altre 2 delle 85 aziende che hanno annunciato chiusure in Polonia.

Le politiche di Donald Tusk non stanno facendo breccia sull’attrattività economica, in primis la sua forte volontà di portare la Polonia nell’Euro.

Polonia: Toshiba si aggiunge all’ondata di chiusure aziendali

85 aziende annunciano licenziamenti collettivi.
4.275 posti di lavoro a forte rischio.

Toshiba ha fermato la produzione.

106 di 136 dipendenti hanno già ricevuto la lettera di licenziamento, come riporta gniezno.naszemiasto.pl poi ripreso da Polonia Oggi.

Il resto degli impiegati riceverà la disdetta in altra data con la chiusura dello stabilimento che è prevista per l’autunno.

Negli anni precedenti l’apertura dello stabilimento, in Europa si stava sviluppando il settore HVAC (heating, venting, air conditioning – riscaldamento, ventilazione, aria condizionata) e le previsioni indicavano che la domanda dei dispositivi prodotti da Toshiba sarebbe cresciuta.

Tuttavia, queste previsioni non si sono avverate.

Innanzitutto, la pandemia di Covid-19 ha ostacolato la crescita, poi ad influire ulteriormente è stata la guerra in Ucraina.

Nel 2023 la domanda per la maggior parte delle apparecchiature HVAC è diminuita in modo significativo.

Non solo. L’Ufficio centrale di statistica (GUS) ha calcolato che nei mesi di aprile e maggio sono stati annunciati licenziamenti collettivi in 85 aziende e si prevede che 4.275 persone perderanno il lavoro.

Pochi giorni fa, infatti, anche Lear Corporation ha deciso di chiudere lo stabilimento polacco e licenziare il 90% del personale (approfondimento al link).