Euricom acquista Sonko

Il gigante italiano del riso acquista l’azienda polacca.
Il bilancio consolidato dovrebbe arrivare a 1 miliardo di euro.

Euricom, il gigante italiano specializzato nella produzione e trasformazione del riso, ha acquistato da Oshee il 100% della società polacca Sonko, nota per la produzione di gallette di riso.

Euricom ha dichiarato che intende investire sia nello sviluppo degli impianti produttivi che nello stesso marchio Sonko e di voler ampliare l’offerta di snack disponibili sul mercato, in modo da rafforzare la sua posizione nel settore degli snack salutari in Europa.

Il presidente di Euricom, Bruno Sempio, ha affermato che l’acquisizione aiuterà a raggiungere un fatturato consolidato di circa 1 miliardo di euro in breve tempo.

Dariusz Gałęzewski, il cofondatore e presidente di Oshee ha detto che, dopo la vendita di Sonko, la sua azienda si concentrerà sulla attività principale nel settore delle bevande.

Stando a quanto riporta Polonia Oggi, le condizioni finanziarie della transazione non sono state comunicate da nessuna delle parti ed Oshee ha solamente aggiunto che pianifica acquisizioni in Europa occidentale.

Germania: stop agli aiuti a Kiev

L’annuncio dopo le indagini sul sabotaggio ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2.
L’Ucraina aveva appena accusato la Germania di non schierarsi con i fatti (euro e armi).

Lo stop agli aiuti militari all’Ucraina da parte della Germania arriva dopo che i procuratori tedeschi hanno concluso le indagini sull’attacco ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream, avvenuto il 26 settembre del 2022.

L’esito, come riporta InvestireOggi, ha accertato la responsabilità di militari ucraini, i quali avrebbero sabotato le infrastrutture, a seguito della decisione presa agli alti vertici ucraini durante una notte in cui avevano alzato il gomito.

Il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe stato informato dei fatti ed avrebbe provato a dare il contrordine su intervento della Cia senza però riuscirvi, come riporta Polonia Oggi.

L’attacco ai gasdotti inasprì le tensioni sul mercato del gas al tempo: le forniture russe all’Europa furono parzialmente sospese, mentre il nuovo gasdotto Nord Stream 2, la cui costruzione era stata completata nel 2021, fu reso inutilizzabile.

La stampa parlò allora di auto-sabotaggio russo, al fine di giustificare lo stop alle forniture.

Mosca negò le accuse (approfondimento al link) e addebitò le responsabilità agli Stati Uniti, che a loro volta negarono; dalla stessa Washington, tuttavia, mesi dopo la stampa sostenne che non ci fossero sufficienti prove a carico del Cremlino.

In pratica, lo stop agli aiuti militari in Ucraina può essere letto come una ritorsione tedesca contro Kiev ed arriva nel momento in cui Zelensky segna punti sul terreno bellico, avendo conquistato parte della regione del Kursk con una sorprendente invasione iniziata nelle settimane scorse.

Ad ogni modo, la diffidenza reciproca tra tedeschi ed ucraini non nasce oggi: nei mesi successivi all’occupazione russa, Kiev accusò pubblicamente Berlino di tentennare nello schierarsi con i fatti (euro e armi), in quanto legata ancora a gas e petrolio russi.

Romania più competitiva: Michelin e Unilever spostano le produzioni

Bucarest punta alla “Grande reindustrializzazione del Paese”.
In Romania sempre più investimenti di importanza europea.

La Polonia sta iniziando a perdere terreno rispetto alla Romania in termini di attrattiva per gli investitori stranieri.

Negli ultimi mesi, diverse multinazionali hanno già deciso di trasferire la produzione dalla Polonia alla Romania.

Tra queste aziende ci sono la britannica Unilever che ha annunciato che sposterà parte della produzione e dei macchinari da Poznan a Ploeszti.

In precedenza, l’azienda francese Michelin aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di pneumatici per autocarri di Olsztyn e il trasferimento della produzione a Zalau, sempre in Romania.

Come riporta Polonia Oggi, questi cambiamenti sono il risultato delle politiche di sostegno agli investimenti adottate dal governo di Bucarest, ma anche di un costo del lavoro più basso e di un sistema fiscale relativamente semplice.

Il governo di Bucarest si è posto l’obiettivo della “grande reindustrializzazione del Paese” e sempre più spesso arrivano notizie su grandi investimenti che saranno realizzati in Romania, alcuni di importanza europea.

Stellantis assemblerà l’elettrica cinese Leapmotor

I modelli assemblati in Polonia saranno venduti nel resto d’Europa.
In arrivo le prime 800 unità dal porto di Shanghai.

L’azienda automobilistica Stellantis prevede di introdurre sul mercato europeo auto elettriche a basso costo con il nome di Leapmotor.

Stellantis, come riporta Polonia Oggi, ha acquisito il 21% delle azioni del produttore cinese di auto elettriche Leapmotor nel 2023.

Le prime 800 unità sono già in arrivo dal porto di Shanghai e, tra queste, ci saranno due modelli: l’urbano T03, lungo 3,6 m e con una potenza compresa tra 95 e 109 CV, e il C10, appartenente alla categoria dei SUV, con una lunghezza di 4,7 m e una potenza di quasi 230 CV.

Stellantis annuncia che nei prossimi mesi sono previste altre consegne, che non si limiteranno al trasporto diretto dalla Cina.

Le auto saranno assemblate anche in stabilimenti europei, tra cui la Polonia.

Più precisamente, il modello T03 sarà prodotto nello stabilimento Stellantis di Tychy ma, nonostante la produzione polacca, le auto non saranno disponibili sul mercato nazionale con l’azienda che prevede di venderle in Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio, Grecia e Romania a settembre.

Guerra: la Polonia potrà abbattere razzi russi nei cieli ucraini

L’accordo tra il presidente ucraino Zelensky ed il premier polacco Tusk.
Ci sarà anche una legione ucraina in territorio polacco.

L’accordo di sicurezza firmato tra Polonia e Ucraina “include una disposizione per l’abbattimento di missili e droni russi lanciati nello spazio aereo ucraino in direzione della Polonia. Ci impegniamo a metterlo in pratica“.

Il presidente ucraino Zelensky, che ha incontrato oggi a Varsavia il primo ministro polacco Donald Tusk, lo scrive su X e, come riporta Ansa, poi aggiunge:

“Collaboreremo anche sugli aerei da combattimento, sia quelli già trasferiti dalla Polonia, sia la possibilità di trasferirne altri in futuro. Nel nostro accordo sulla sicurezza abbiamo formalizzato l’addestramento della legione ucraina, una nuova unità militare volontaria, sul territorio polacco“.