Lavoro, Brunetta: tra un mese il contratto da remoto

Il ministro annuncia la normativa parallela al lavoro in presenza.
“siamo in un momento magico”.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato brunetta, è intervenuto al festival dell’innovazione organizzato da Il Foglio annunciando l’imminente arrivo della parte normativa del contratto da remoto: “un mese, e il contratto è fatto”, ha detto.

Lo stesso Brunetta, specificando che si tratterà della parte normativa e che sarà un pacchetto parallelo a quello del lavoro in presenza, ha aggiunto quanto di seguito:

Mettere tutti i lavoratori della Pa in cosiddetto smart working è stata un’idea intelligente ma non c’era un contratto, non c’era l’organizzazione del lavoro, non c’era la piattaforma tecnologica. Per questo mi sono arrabbiato, si voleva far diventare questa esperienza un modello, allora mi sono detto di fare innanzitutto un contratto e tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile.

Il ministro ha poi concluso il suo intervento carico di ottimismo ed entusiasmo:

Stiamo vivendo un momento magico. Stiamo crescendo al 6%, e forse vi dò una piccola notizia: anche di più; se la strategia del green pass funziona e se questa onda, come dice il presidente Draghi, significa riaprire, noi viaggiamo verso il 7%. È una congiuntura astrale strepitosa questa cosa, però non può essere una fiammata, deve essere strutturale. Io ho questo numero in testa: 7 anni, che guarda caso è anche la durata del mandato del presidente della Repubblica.

Moderna ammette calo efficacia vaccino per chiedere dosi richiamo

La casa farmaceutica sostiene che l’efficacia cala nel tempo.
L’ammissione al fine di richiedere l’autorizzazione alle dosi di richiamo.

Come già fatto per Pfizer, ora anche Moderna punta all’autorizzazione delle dosi di richiamo per il proprio vaccino anti-Covid19.

A mettere in evidenza il calo dell’efficacia dei vaccini dopo soli 3-4 mesi era già stato il “Financial Times“:

Se eravamo abituati ad assistere a situazioni nelle quali le case farmaceutiche facevano di tutto per dimostrare la bontà dei loro prodotti, ora assistiamo invece al contrario: Moderna porta dati al fine di dimostrare che il suo vaccino anti-Covid19 perde efficacia col passare del tempo.

Questo, al fine di far autorizzare le dosi di richiamo, esattamente come sta accadendo per Pfizer.

Se eravamo abituati al fatto che un vaccino era tale perchè dava l’immunità da una specifica malattia, dimenticatevi anche quello: in Israele si stanno già preparando per la quarta dose, mentre in Italia a breve inizieranno le terze dosi per i soggetti fragili.

Come riporta “Reuters”, è stata la stessa casa farmaceutica a portare diversi studi recenti indicanti che il vaccino Moderna potrebbe avere un vantaggio rispetto alla dose sviluppata da Pfizer e dalla società tedesca BioNTech SE, rispetto al mantenimento dell’efficacia nel corso del tempo, cosa secondo gli esperti probabilmente dovuta alla maggior dose di RNA messaggero (mRNA) ed all’intervallo ridotto nella somministrazione tra la prima e la seconda dose.

Stando sempre ai dati della casa farmaceutica, entrambi i vaccini sono risultati incredibilmente efficaci nel prevenire sintomi gravi, in occasione dei loro studi su vasta scala di Fase III, ma l’analisi mostra un punto debole per il vaccino Moderna nel corso del tempo, con tassi d’infezione più alti per i soggetti vaccinati circa 13 mesi fa, rispetto ai vaccinati di circa otto mesi fa.

Si precisa ,infine, che lo studio deve essere ancora sottoposto a “peer review“.

L’1 settembre Moderna ha inviato alla Fda statunitense la richiesta per l’autorizzazione all’uso delle dosi di richiamo.

Calo di giochi e scommesse con lockdown: l’erario perde il 36%

I dati del Libro Blu 2020 dell’Agenzia dogane e monopoli.
Oltre il 33% la riduzione del gioco rispetto al 2019.

La situazione emergenziale legata alla pandemia di Covid-19, che ha portato al lockdown, ha avuto impatti anche su cose che possono tranquillamente essere considerate dei vizi negativi.

Stiamo parlando dei giochi d’azzardo e delle scommesse.

L’accesso a queste attività nel 2020 si è ridotto addirittura di un terzo rispetto al 2019, facendo registrare una diminuzione pari al 33,2%.

Stando ai dati riportati nel Libro Blu 2020 sui giochi dell’Agenzia dogane e monopoli, pubblicato sul sito Adm, si può vedere più nel dettaglio che la spesa, intesa come la raccolta totale meno le vincite ottenute dai giocatori, è diminuita di 12,9 miliardi di euro.

Quanto alle vincite totali, queste si sono attestate a 75,3 miliardi, ovvero -17,2% rispetto all’anno precedente.

Nel suo complesso, questa situazione ha generato perdite per l’erario pari ad oltre il 36%.

(Foto da internet)

Estensione del green pass, poi forse obbligo vaccinale

Green pass per trasporti ed aziende per aumentare la quota di vaccinati.
Il governo si è dato un mese per decidere sull’obbligatorietà del vaccino.

L’estensione del green pass come arma per aumentare il numero di vaccinati.

È un’altra carta che il governo si gioca per imporre ai cittadini il vaccino per vie indirette; il green pass, infatti, verrà esteso ai trasporti, ai lavoratori a contatto con il pubblico ma anche ai luoghi di lavoro privati.

Sarebbero quindi i dipendenti della pubblica amministrazione i primi interessati, anche col fine di porre termine allo smart working, tanto elogiato fino a pochi giorni fa; interessati dalla certificazione verde anche i trasporti pubblici locali, ovvero non più solo treni, aerei e navi a lunga percorrenza (per i quali già sarà obbligatoria dal primo settembre) ma anche gli autobus, per i quali fino ad ora era prevista la presenza del controllore al solo fine di verificare la capienza, l’uso della mascherina ed il distanziamento.

Ma saranno con buona probabilità interessate anche le aziende private i cui dipendenti lavorano in ambienti chiusi, ovvero praticamente tutte.

Una volta attuate queste nuove disposizioni, il governo prenderà atto della quota di vaccinati raggiunta e deciderà se imporre o meno l’obbligo vaccinale entro un mese, ovvero ad ottobre.

Il traguardo fissato è l’80% degli over 12; se i piani del governo andranno in porto, le stime prevedono che l’83% della popolazione over 12 sarà vaccinata entro la fine di settembre. Diversamente, si passerà a prendere in considerazione di far scattare l’obbligo.

(Foto Huffington Post)

Kabul tra accuse, critiche e nuove strategie

Merkel sostiene che “abbiamo sbagliato tutti”, Biden scarica su Trump.
Johnson e Macron chiedono un G7 d’urgenza, l’Onu invita ad un governo inclusivo.

L’avanzata dei talebani dopo il ritiro delle truppe NATO è stata fulminea. Tanto che si è fatto evacuare i diplomatici in brevissimo tempo e che già si parla di Narco-Stato, addirittura il più grande al mondo, che pronto a produrre il 90% dell’oppio illegale mondiale (approfondimento al link).

Le scene di guerriglia lasciano senza fiato, con civili che si aggrappano disperati agli aerei dei Paesi NATO tornati in Afghanistan per recuperare i proprio diplomatici ed i propri cittadini.

I talebani hanno preso il controllo di Kabul e comandano ormai tutto il Paese, dichiarando di essere pronti ad instaurare un Emirato islamico.

Da Kabul arrivano grida d’aiuto con allarmi come “è partita la caccia ai cristiani” e “i talebani vengono a prenderci porta per porta”.

L’Onu ha chiesto l’immediata cessazione di tutte le ostilità e l’istituzione, attraverso negoziati, di un nuovo governo che sia unito, inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione piena, equa e significativa delle donne, sottolineando che devono essere garantite la continuità istituzionale e il rispetto degli obblighi internazionali dell’Afghanistan.

Biden, ormai attaccato anche dai Democratici, scarica la colpa su Trump, in quanto il ritiro delle truppe era stato deciso dalla sua amministrazione.

La Merkel ritiene che “abbiamo sbagliato tutti” ed il suo aspirante successore cristiano-democratico alla Cancelleria, Armin Laschet, dice che è “la peggiore disfatta per la Nato dalla sua fondazione”, mentre Johnson e Macron chiedono un G7 d’urgenza.

Nel corso del Consiglio di Sicurezza straordinario che si è tenuto ieri a Palazzo di Vetro per iniziativa di Norvegia ed Estonia, il rappresentante di Londra è stato il più esplicito nel marcare le distanze da Washington. Mentre l’ambasciatrice americana già parlava a nome di una potenza che non intende più avere un ruolo sul terreno in Afghanistan, quello britannico ha usato un linguaggio diretto e concreto: in Afghanistan è in corso una tragedia di cui siamo corresponsabili e non dobbiamo offrire ai talebani, che non mantengono mai le promesse che fanno, il riconoscimento ufficiale che non meritano.

Di Maio, in vacanza, non si ancora espresso sulla questione. Il premier Draghi, invece, dice che l’Italia sta lavorando con l’Ue per la soluzione umanitaria.

In una nota, Silvio Berlusconi ha definito l’accaduto come “20 anni di sacrifici vanificati da un disimpiego frettoloso”.

La questione è sempre la stessa: è corretto lasciare ad ogni Stato la propria gestione interna, o bisogna intervenire su un territorio di non proprietà in difesa dei civili che non vogliono vivere in quelle condizioni?

Il Jerusalem Post, ripreso da Il sole 24 Ore, ricorda che “ovunque gli Usa siano intervenuti, in generale i Paesi sono diventati caotici, poveri, dei disastri hobbesiani“: Libano, Iraq, Siria, Afghanistan, Somalia, Haiti, Panama.