Erdogan: metodi di Netanyahu farebbero invidia a Hitler

Il premier turco ribadisce il suo pensiero sul premier israeliano.
Imminente la visita del primo ministro greco in Turchia.

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, “con i suoi metodi genocidi ha raggiunto un livello tale da fare ingelosire Hitler“: lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista al quotidiano greco “Kathimerini” ripresa dalla stampa turca e da Ansa.

Dall’inizio della guerra a Gaza, il leader turco ha più volte paragonato il premier israeliano a Hitler ed ha ribadito il suo pensiero in questa intervista che è stata concessa alla vigilia della visita ad Ankara del primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis.

Le classifiche dei passaporti

Ecco i dati aggiornati.
Italia tra prime nazioni, la Polonia batte gli Usa in ogni classifica.

È uscita l’ultima classifica di Passport Index.

In cima alla classifica troviamo gli Emirati Arabi Uniti, mentre al secondo posto, a pari merito, si piazzano: Germania, Spagna, Francia, Italia e Paesi Bassi.

Come riporta Polonia Oggi, il passaporto polacco acquisisce valore e si piazza al quarto posto, insieme ai passaporti di Danimarca, Belgio, Irlanda e Portogallo, battendo, ad esempio, quelli giapponesi e statunitensi, che si piazzano al sesto posto della classifica.

Passport Index, creato da Arton Capital, è “l’unica classifica globale, realizzata in tempo reale”, stando a quanto sostiene il sito ufficiale.

In un altro rapporto, preparato a novembre da Henley&Partners, la Polonia si piazza invece al settimo posto, insieme a Canada, Repubblica Ceca, Grecia e Stati Uniti.

Ancora, nella classifica di VisaGuide Passport Index, dove su un posto si può trovare solo un paese, la Polonia occupa il numero 20.

In tutte e tre le classifiche, comunque, il passaporto polacco supera quello statunitense.

Disparità salariale e ore lavorate: la classifica

Ecco dove si lavora e guadagna di più e di meno.
Italia nella seconda metà della classifica.

Grazie ai dati dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è possibile tracciare il grafico delle ore lavorative e dei salari medi settimanali.

Il Sole 24 Ore li ha raccolti ed elaborati: partendo dal numero di ore lavorate mediamente durante la settimana, gli estremi della graduatoria sono composti da Germania (25,8), Danimarca (26,4), Norvegia (27,4) e Paesi bassi (27,4) in cui la soglia di lavoro non supera le 27,5 ore, mentre sul fronte opposto si trova in primis il Messico (42,8) come unico Paese in cui si sfora la quota standard delle 40 ore settimanali, seguito poi dal Cile (37,8), dalla Corea del Sud (36,6), da Israele (36,4) e dalla Grecia (36,3).

Per quanto riguarda, invece, la paga oraria, pur rispettando alcune analogie con il tempo lavorativo speso su base settimanale, ci sono alcuni attori diversi, partendo dall’Islanda che guida la classifica in fatto di remunerazione con 54,8 dollari per ora, valore superiore di oltre un dollaro e mezzo rispetto al Lussemburgo secondo in graduatoria con 53,2 rendendole le uniche due realtà in cui i lavoratori sono ricompensati con oltre 50 dollari.

L’Italia si colloca circa verso la metà di entrambe le classifiche con 32,6 ore settimanali lavorate, andando a percepire mediamente 26,5 dollari all’ora.

La combinazione di queste due metriche si traduce in un salario settimanale medio che per il nostro Paese si attesta sugli 863 dollari facendoci comparire tra nella seconda metà della classifica nell’elenco OECD, precisamente al 32esimo posto, e comunque abbondantemente sotto lo spartiacque dei 1.000 dollari per settimana.

Enel: continuano le cessioni “green”

Dopo le vendite inCile ed Australia, ora la Grecia.
A Macquaire il 50% di Enel Green Power Hellas.

Continuano le cessioni del business green da parte di Enel.

La società, tramite la propria controllata al 100% Enel Green Power, ha infatti firmato un accordo con Macquarie Asset Management, tramite Macquarie Green Investment Group Renewable Energy Fund 2, per la cessione del 50% di Enel Green Power Hellas, controllata al 100% di Egp in Grecia, a fronte di un corrispettivo totale di circa 345 milioni di euro, che produrrà un equivalente effetto positivo sull’indebitamento netto consolidato del gruppo.

Alla chiusura dell’operazione, come riporta Ansa, Egp e Macquarie Asset Management stipuleranno uno shareholder agreement che prevede il controllo congiunto di Enel Green Power Hellas.

Le vendite in Grecia sono l’ennesimo disinvestimen to da parte i Enel nel settore green, dopo che poco tempo fa aveva effettuate cessioni prima in Australia (approfondimento al link) e, poi, in Cile (approfondimento al link).

Grecia: distrutto deposito armamenti strategici

Si tratta di uno degli armamenti più nevralgici dell’Aeronautico.
Piano di sicurezza non ha funzione né internamente né esternamente alla base.

Sarebbe completamente distrutto il deposito di armamenti dell’Aeronautica militare greca, uno dei più nevralgici del Paese, esploso ieri nel tardo pomeriggio a causa di un incendio nei pressi di Nea Anchialos, in Tessaglia.

Lo riportano i media ellenici, poi ripresi anche da Ansa.

Gli abitanti sono dovuti fuggire in tutta fretta e, secondo le prime informazioni, sono state individuate una serie di mancanze che hanno portato alla più grande perdita di munizioni, di alto valore strategico ed economico, degli ultimi decenni in Grecia.

Secondo il quotidiano Kathimerini, il piano di sicurezza non ha funzionato né all’interno né all’esterno della base dove sono stoccate le preziose armi F-16 e addirittura non è chiaro se fosse previsto un intervento antincendio.

Ora, all’indomani dell’esplosione, ad Atene infuriano le polemiche e lo scaricabarile delle responsabilità.

I media greci riportano seri interrogativi sulla sorveglianza di una delle unità più nevralgiche delle Forze armate elleniche.

Sebbene adesso la preoccupazione principale del governo greco sia di contenere completamente l’incendio e stimare la perdita di armamenti, si sta cercando di attribuire la responsabilità per l’esplosione del deposito.

Alcuni media parlano di inazione da parte dei vigili del fuoco che hanno sottovalutato la gravità della situazione, poichè l’incendio divampava nell’area già dal giorno precedente.