Trump: la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Usa

Al summit Nato il presidente Usa torna sulla questione: la Danimarca non spende soldi per aiutare la Groenlandia, noi li aiutiamo a contrastare Russia e Cina.

In occasione del summit Nato in Turchia, il presidente Usa Donald Trump ha detto che la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti e non dalla Danimarca.

Le affermazioni di Trump secondo cui Washington dovrebbe acquisire o controllare la Groenlandia, territorio danese semi-autonomo, hanno suscitato tensioni tra Stati Uniti e Danimarca – entrambi membri fondatori della Nato – e, più in generale, in tutta Europa.

Come riporta Reuters, la questione è poi approdata sul piano diplomatico:

Dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca“, ha detto Trump ai giornalisti durante un incontro con il presidente turco Tayyip Erdogan.

Trump ha detto che la questione del controllo sulla Groenlandia ha danneggiato la relazione degli Stati Uniti con l’Alleanza.

È questo che ha danneggiato il mio rapporto con la Nato, perché la Groenlandia non aiuta la Danimarca. La Danimarca non spende soldi per aiutare davvero la Groenlandia, ma è una parte importante per gli Stati Uniti ed è circondata da navi cinesi e navi russe, e questo non deve accadere“, ha detto ricordando “tutti i soldi che spendiamo per aiutarli a contrastare la Russia“.

Il segretario di Stato statunitense Rubio ha detto a giugno che i colloqui con la Danimarca e la Groenlandia proseguono con cadenza mensile.

Al-Juliani offre la Siria a Trump e lui toglie le sanzioni

Ecco le conseguenze dell’eliminazione di al-Assad voluta dall’Ue.
A dicembre 2024 al-Juliani era considerato un terrorista con una taglia di 10 milioni di dollari, ora ha offerto tutte le ricchezze della Siria agli Usa.

Secondo fonti citate da Reuters e altri media, Abu Mohammad al-Julani, leader di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), avrebbe avanzato a Donald Trump le seguenti proposte in cambio della rimozione delle sanzioni:

– accesso a risorse naturali siriane e concessione agli Stati Uniti di petrolio e gas siriani;
– normalizzazione dei rapporti con Israele, impegno a non utilizzare la Siria come base per attacchi contro Israele e a favorire relazioni diplomatiche;
– cooperazione contro l’Iran, collaborazione strategica per contrastare l’influenza iraniana nella regione.
– costruzione di una “Trump Tower” a Damasco come gesto di apertura verso gli Stati Uniti.

In sostanza, Al-Julani ha offerto agli Stati Uniti l’intera ricchezza del popolo siriano in cambio della revoca delle sanzioni, pur di restare al potere. Le aziende americane potrebbero ottenere pieno accesso al petrolio e al gas siriani e ai progetti di ricostruzione, nonché alla cooperazione di intelligence e alle operazioni di mantenimento della pace con Israele.

Questo sviluppo ha veramente dell’incredibile. Va ricordato, infatti, che fino allo scorso dicembre 2024 Al-Julani era considerato un terrorista dagli Stati Uniti, che avevano piazzato una taglia da 10 milioni di dollari su di lui per il suo ruolo nel Fronte al-Nusra, affiliato ad al-Qaeda.

Poco dopo, il presidente Trump ha annunciato misure per ripristinare relazioni normali con la Siria, tra cui l’ordine di cessazione delle sanzioni contro il Paese.

Questa decisione fa seguito ai colloqui con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Ecco dove ha portato la volontà dell’Ue di eliminare Bashar al-Assad (approfondimento al link).

La Turchia blocca Instagram

Social network oscurato senza preavviso.
La decisione dopo la censura di Instagram ai messaggi di cordoglio per il l’uccisione del leader di Hamas.

La Turchia ha bloccato l’accesso a Instagram.

Come riporta Tgcom24, il Paese ha oscurato il social network applicando senza preavviso la decisione comunicata da un post dell’autorità nazionale per le comunicazioni.

Nessuno ha spiegato i motivi della decisione e neppure quanto durerà.

La disposizione di Ankara sembra legata alle tensioni in Medio Oriente per il conflitto in Israele; lo stop giunge infatti dopo un recente messaggio di Fahrettin Altun, direttore delle comunicazioni del presidente Erdogan, che ha accusato la piattaforma di censurare i messaggi di cordoglio per l’uccisione del capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh.

Erdogan a Khamenei: “immoralità anti cristiane alle Olimpiadi”

Il presidente turco chiamerà il Papa per denunciare l’immoralità contro il mondo cristiano.
Khamenei: condanniamo gli insulti a Gesù Cristo.

ll presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, hanno contestato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi denunciandola come immorale e contro i cristiani.

Più precisamente, come riporta Ansa citando Irna, Khamenei ha dichiarato quanto di seguito:

Condanniamo questi insulti rivolti alle figure sacre delle religione divine, tra cui Gesù Cristo“.

Erdogan, invece, ha detto:

“L’immoralità andata in scena sottolinea ancora una volta la portata della minaccia che stiamo affrontando“.

Come riporta Anadolu, Erdogan ha detto che chiamerà Papa Francesco per denunciare l’immoralità contro il mondo cristiano.

Erdogan evoca la possibilità di invadere Israele

“Come abbiamo fatto in Karabakh e Libia: potremmo fare lo stesso”.
Media turchi: Erdogan disposto a sostenere Palestina con qualsiasi mezzo.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha evocato la possibilità che la Turchia possa entrare in Israele come è entrata nel Nagorno-Karabakh e in Libia.

Come riporta Ansa, il presidente turco parlando al canale televisivo Halk e secondo quanto riportato dalla Tass oltre che dai media israeliani, ha dichiarato quanto di seguito:

Come siamo entrati nel Karabakh e in Libia, potremmo fare lo stesso con loro. Niente è impossibile. Dobbiamo essere forti per fare tali passi“.

Secondo il canale televisivo, in questo modo il leader turco ha ribadito la sua disponibilità a sostenere la Palestina con qualsiasi mezzo.