Miele sposta la produzione dalla Germania alla Polonia

Media tedeschi infuriati: è la soluzione più facile ma sbagliata; ne risentirà la qualità dei prodotti premium.

Miele, azienda tedesca che produce elettrodomestici ed impiega circa 23.000 persone (la metà delle quali in Germania), ha deciso di trasferire parte della sua produzione a Ksawerów (voivodato di Łódź).

L’azienda, che ha annunciato il trasferimento del montaggio delle lavatrici in Polonia in febbraio, come riporta Polonia Oggi, spiega che la decisone poggia sul peggioramento dei risultati, l’aumento dei costi e la diminuzione degli ordini.

Secondo PAP (agenzia di stampa nazionale polacca) 2.000 posti di lavoro andranno persi come conseguenza e 700 andranno trasferiti altrove.

I media tedeschi disapprovano la decisione di Miele, facendo notare l’influsso della crisi economica tedesca ma anche sottolineano che il trasferimento della produzione può influenzare la qualità dei prodotti premium tedeschi.

Secondo “Tagesspiel” la soluzione di Miele è la più facile ma è sbagliata.

Tesla: stop in Germania per incendio doloso

Estremisti di sinistra rivendicano l’azione.
Ambientalisti occupano la foresta vicina alla fabbrica per impedirne l’espansione.

La fabbrica Tesla di Grünheide, a 50 chilometri da Berlino, unica gigafactory europea del costruttore americano (produce solo Model Y), è rimasta ferma martedì mattina a causa di un black-out.

Il motivo è un incendio in una sottostazione vicino alla fabbrica, che ha provocato, secondo la stampa tedesca, un’interruzione di corrente nello stabilimento e nella vicina città di Erkner.

Sarebbero interessate anche aree della capitale, stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore.

Più nel dettaglio, come ha riferito la Bild, alle 4,50 del mattino si è verificata una forte esplosione nella sottostazione di Steinfurt e un traliccio ha preso fuoco.

Alle 5,15 i vigili del fuoco si sono messi in azione per spegnere l’incendio nella zona di Goßen-Neu Zittau, ha confermato la polizia.

I lavori di spegnimento sono stati ritardati perché accanto a un trasformatore in fiamme è stata scoperta una tenda con un messaggio di avvertimento: “Ordigni sepolti qui”. Sono quindi intervenuti gli artificieri.

Il gruppo estremista di sinistra “Vulkan” ha rivendicato l’azione come protesta contro la casa automobilistica americana: “Abbiamo sabotato Tesla”, hanno scritto in una nota riportata dal “Tagesscahu”.

Il gruppo era già sospettato di aver appiccato un incendio doloso alla rete elettrica nel cantiere della Tesla nel 2021.

Dalla fine della scorsa settimana, circa 100 ambientalisti hanno occupato una foresta vicino alla fabbrica Tesla e hanno costruito case sugli alberi per impedire l’espansione della gigafactory, bocciata di recente da un referendum locale.

Il 65% dei votanti lo scorso 21 febbraio si è opposto al piano di Tesla, che prevede l’abbattimento di 100 ettari di foresta per far posto, oltre che all’impianto, a una stazione ferroviaria, a magazzini ed a un asilo nido.

Il voto non è vincolante ma i consiglieri comunali hanno affermato di volere rispettare la volontà della comunità.

Danimarca: chiusa inchiesta su esplosioni Nord Stream

Anche la Svezia aveva chiuso le indagini mentre si aspettano quelle tedesche.
Mosca: assurdo; si riconosce il sabotaggio ma non si fanno indagini.

La Danimarca ha chiuso le indagini sulle esplosioni del 2022 nei gasdotti Nord Stream che trasportano il gas russo in Germania, dopo che anche la Svezia aveva chiuso la propria inchiesta.

Lo ha comunicato oggi la polizia danese, come riporta Reuters.

I gasdotti Nord Stream 1 e 2 che trasportano gas sotto il Mar Baltico sono stati danneggiati da una serie di esplosioni in Svezia e Danimarca a settembre 2022, rilasciando grandi quantità di metano nell’aria.

Le esplosioni sono avvenute sette mesi dopo che la Russia ha avviato un’operazione in Ucraina, che ha innescato una serie di sanzioni economiche e finanziarie occidentali contro Mosca.

In un comunicato della polizia di Copenaghen si legge quanto di seguito:

Le indagini hanno portato le autorità a concludere che c’è stato un sabotaggio intenzionale dei gasdotti. Tuttavia, si ritiene che non ci siano basi sufficienti per portare avanti una causa penale in Danimarca“.

All’inizio del mese la Svezia ha chiuso l’inchiesta sulle esplosioni, affermando di non avere giurisdizione sul caso, ma ha consegnato prove agli investigatori tedeschi, che non hanno ancora pubblicato alcun risultato.

Il governo tedesco è ancora “molto interessato” a scoprire le cause delle esplosioni che hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream, ha detto un portavoce a Berlino.

L’anno scorso, la Germania ha detto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di aver rilevato tracce di esplosivi sottomarini su uno yacht che potrebbe essere stato usato per trasportare gli esplosivi e che sommozzatori addestrati potrebbero aver fissato gli esplosivi alle condutture.

La Russia e l’Occidente, ai ferri corti per lo scontro in Ucraina nel febbraio 2022, si sono accusati a vicenda per l’esplosione dei gasdotti.

Entrambe le parti hanno negato qualsiasi coinvolgimento e non si sono assunte la responsabilità.

Oggi il Cremlino ha dichiarato che la situazione delle indagini è “quasi assurda” con il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che ha dichiarato:

Da un lato si riconosce un sabotaggio deliberato, dall’altro non ci sono ulteriori progressi“.

Lo stesso ha poi aggiungendo che la Danimarca ha respinto le richieste di fornire informazioni sulle sue indagini.

Germania: stop ai sussidi per veicoli elettrici

Saranno finanziati solo i progetti già approvati.
Il sussidio per i camion è durato solo 2 cicli.

La Germania ha interrotto i suoi programmi di finanziamento per veicoli commerciali e autobus green.

È quanto riporta AGI, aggiungendo che verranno comunque finanziati i progetti già approvati.

Un portavoce del Ministero federale per il digitale e i trasporti (BMDV) ha dichiarato a Electrive in risposta a un’inchiesta che non tutti i programmi di finanziamento potranno essere proseguiti nella misura prevista a causa del necessario consolidamento del bilancio e dell’attenzione agli investimenti essenziali:

Ciò include anche la promozione di veicoli commerciali rispettosi del clima (KsNi). I progetti approvati nelle linee guida saranno interamente finanziati sulla base del budget 2024. Non ci sono fondi disponibili per un nuovo bando di finanziamento“.

Il portavoce ha fatto una dichiarazione simile riguardo al finanziamento degli autobus:

Il finanziamento di sistemi di guida alternativi per gli autobus nel trasporto passeggeri non può essere portato avanti nella stessa misura di prima. Tuttavia, anche in questo caso il finanziamento dei progetti approvati è garantito sulla base del budget 2024.

Il sussidio per i camion elettrici è durato solo due cicli di finanziamento, e l’attuale programma di sussidi per gli autobus elettrici solo tre (per l’approvvigionamento di veicoli).

Il portavoce del ministero ha sottolineato che il governo si concentrerà sull’espansione delle infrastrutture di rifornimento e ricarica per le misure finanziate dal Fondo tedesco per il clima e la trasformazione (KTF):

Sono disponibili circa 1,8 miliardi di euro. Questi investimenti sono necessari per creare le condizioni per la diffusione dei veicoli rispettosi del clima. I progetti principali includono la Deutschlandnetz [rete di ricarica tedesca], che garantirà un minimo di stazioni di ricarica per veicoli elettrici in alcune regioni e lungo le autostrade, e lo sviluppo di una prima rete di ricarica per i camion elettrici“.

Agricoltori polacchi in protesta verso la capitale

Due richieste: ritiro delle politiche green europee e fine delle agevolazioni per i prodotti ucraini.
“Pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Dopo le forti manifestazioni avvenute in Germania che hanno bloccato il Paese per una settimana (approfondimento al link), anche agli agricoltori italiani, francesi e spagnoli si erano uniti alle contestazioni (approfondimento al link).

Il fronte comune è contro le fallimentari politiche europee decise da Bruxelles ed ora si aggiunge anche la Polonia.

Come riporta Polonia Oggi, infatti, proseguono le proteste degli agricoltori polacchi, con oltre 250 blocchi stradali in tutto il Paese.

Nella giornata di ieri hanno indetto un’altra protesta, prevista per il 20 febbraio, che hanno definito una “marcia sulla capitale”.

Secondo notizie non ufficiali, anche i centri di vendita al dettaglio (Biedronka, Lidl, Auchan, Carrefour) saranno oggetto di blocchi.

Un agricoltore al portale Wirtualna Polska ha dichairato:

Bastano pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Gli agricoltori hanno due richieste principali: il ritiro del Green Deal dell’UE e la reintroduzione delle tariffe sui prodotti agricoli provenienti dall’Ucraina.