Accordo Damasco-Mosca per basi militare russe in Siria

Riconversione delle basi in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento per la tutela degli interessi reciproci.
Siria: svolta importantissima.

La Siria ha annunciato di aver firmato un memorandum d’intesa con Mosca sul destino delle basi militari russe rimasto in forse dopo la caduta a Damasco del precedente governo Assad. Lo riporta l’agenzia siriana Sana, poi ripresa da Ansa, citando il ministero degli Esteri.

Le due basi di Hmeimim, a Latakia, e di Tartus, aerea la prima e navale la seconda, restano operative ma vengono convertite “in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento, nel quadro di nuovi accordi di tutela degli interessi reciproci” definiti dai due ministeri in relazione alla presenza russa in Medio Oriente e sul Mediterraneo.

L’intesa arriva dopo un anno e mezzo di negoziati fra i due dicasteri degli Esteri, sottolinea l’agenzia Sana citando una nota dell’ufficio stampa del ministero siriano.

Stando a questa nota, il memorandum prevede il passaggio sotto il controllo delle autorità locali delle strutture ad uso civile dell’aeroporto di Hmeimim e del molo commerciale numero 4 del porto mediterraneo di Tartus. Quanto alle installazioni militari, “le due parti le hanno ridefinite trasformando le basi russe in centri congiunti di addestramento e riqualificazione in base a nuovi accordi miranti alla tutela degli interessi di entrambi i Paesi“. Il testo dell’intesa indica in 3 mesi la scadenza per “il completamento della transizione“.

Secondo Damasco, si tratta della svolta “più importante da quando i negoziati sono partiti 18 mesi fa“: svolta che “apre la strada a una nuova fase nelle relazioni fra Siria e Russia

Iran: convocati gli ambasciatori di Germania, Francia e Gran Bretagna

L’Iran ritiene la loro presa di posizione “irresponsabile”: La nostra è stata una reazione agli attacchi israeliani al consolato iraniano di Damasco.

Il ministero degli Esteri in Iran ha convocato gli ambasciatori di Gran Bretagna, Francia e Germania a seguito delle loro posizioni assunte di fronte agli attacchi di Teheran contro Israele.

Come riporta Ansa, il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato in un comunicato che gli ambasciatori sono stati convocati dopo la presa di posizione “irresponsabile” di alcuni funzionari di questi Paesi contro l’attacco di ritorsione dell’Iran contro Israele ed ha aggiunto che “L’attacco dell’Iran è stato una risposta agli attacchi israeliani contro le sedi del consolato iraniano a Damasco, un atto contro i cittadini iraniani e gli interessi del nostro Paese“.

Israele all’Iran: se ci attaccate, reagiremo

La risposta di Katz alla Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei.
Il ministro degli Esteri aggiunge: “L’Iran è la testa del serpente”.

Se l’Iran attacca dal suo territorio, Israele reagirà e attaccherà in Iran”.

Questa la riposta su X, in farsi e come riporta Ansa, del ministro degli Esteri Israel Katz alle parole della Guida Suprema dell’Iran Alì Khamenei.

In una intervista radiofonica, Katz ha poi ribadito che “l’Iran è la testa del serpente”.

Questa, di fatto, è la risposta alle recenti dichiarazioni iraniane di voler attaccare Israele in via indiretta (approfondimento al link), dopo l’attacco al consolato iraniano di Damasco, per il quale sono stati accusati gli Stati Uniti (approfondimento al link).

Più precisamente, le parole iraniane erano state le seguenti:

Il malvagio regime di Israele, che ha commesso un errore attaccando i locali del consolato iraniano a Damasco, sarà sicuramente punito perché le sedi diplomatiche di Paesi di tutto il mondo sono considerate territorio di quei Paesi e l’attacco israeliano è stato in realtà un attacco contro il territorio iraniano“.

Iran: responsabilità Usa su attacco al consolato

Convocato l’ambasciatore savizzero che cura gli interessi americani.
Akbari: “La risposta di Teheran sarà dura”.

Ieri l’Iran ha inviato un messaggio importante agli Stati Uniti dopo l’attacco israeliano al consolato iraniano a Damasco.

Lo ha affermato il ministro iraniano degli Esteri Hossein Amirabdollahian sul suo account X, ripreso dall’Ima, prima, e dall’Ansa, poi:

Un messaggio importante è stato inviato al governo americano, in quanto sostenitore del regime sionista. L’America deve essere ritenuta responsabile dell’attacco“.

Stando ad Amirabdollahian, l’Iran ha convocato questa mattina l’incaricato d’affari dell’ambasciata svizzera che rappresenta gli interessi americani in Iran e ha sottolineato la responsabilità dell’amministrazione Usa nell’attacco.

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha condannato l’attacco israeliano al complesso consolare del suo paese a Damasco, affermando sul sito web del suo ufficio quanto di seguito:

il crimine codardo non rimarrà senza risposta. Dopo ripetute sconfitte e fallimenti davanti alla fede e la volontà dei combattenti del Fronte della Resistenza, il regime sionista ha messi in agenda gli omicidi ciechi“.

Inoltre, l’ambasciatore iraniano a Damasco, Hossein Akbari, ha affermato che “la risposta di Teheran sarà dura” all’attacco a Damasco attribuito ad Israele dove sono rimaste uccise otto persone fra cui Mohammad Reza Zahed, alto comandante dei Pasdaran.

Lo riportano i media iraniani, citati da Ansa, con il diplomatico che ha poi aggiunto che “dopo aver rimosso le macerie del palazzo distrutto dal raid sarà reso noto il numero esatto delle vittime“.

Siria: Bashar al-Assad confermato per la quarta volta

L’attuale presidente viene riconfermato a pieni voti (95,1%).
Critiche da Usa, Europa e Gran Bretagna ma il suo governo è più legittimo di molti governi italiani?

Riconfermato a pieni voti.

Bashar al-Assad ha vinto le elezioni presidenziali per la quarta volta consecutiva. E lo ha fatto con una vittoria a dir poco schiacciante, raccogliendo il 95,1% ovvero portando a casa un risultato ancora migliore rispetto a quello delle scorse elezioni dove vinse con un consenso del 90%.

Migliaia le persone che si sono riversate per le strade di Damasco a festeggiare la riconferma di al-Assad, dopo che il presidente del parlamento siriano Hammouda al-Sabbagh ha ufficializzato il risultato del voto indicando inoltre che l’affluenza è stata pari al 76,64%.

La concorrenza era rappresentata da un ex ministro e da un ex esponente dell’opposizione ma il presidente in carica dal 2000 non ha avuto problemi a vincere le elezioni che gli permetteranno di rimanere in carica per altri 7 anni.

Bashar al-Assad è alla guida del Paese da quando sostituì suo padre, Hefez, che a sua volta era in carica dal 1970.

La vittoria elettorale è stata accolta, senza sorprese, in maniera critica da Usa, Unione europea e Regno Unito, che lo definiscono un dittatore e sostengono che vi fosse una concorrenza sostanzialmente assente; le Nazioni Unite, inoltre, stimano che più del 90% della popolazione siriana viva sotto la soglia di povertà.

C’è chi sostiene, invece, che il governo di al-Assad sia, proprio per le modalità elettive, ben più legittimo di altri governi; anche di quelli italiani, se pensiamo alla serie di Premier e coalizioni che hanno guidato il Paese negli ultimi circa 10 anni senza passare per le elezioni.