BYD: in costruzione una fabbrica grande come Torino

Il nuovo colosso cinese dell’elettrico sfida il mondo intero.
Nell’area della fabbrica costruita una vera e propria città con un’economia interna.

Il nuovo colosso nell’industria dei veicoli elettrici sta continuando la propria inarrestabile espansione in Cina cercando al contempo di emergere in Europa, dove ha già avuto colloqui anche con i produttori italiani (approfondimento al link).

BYD (Build Your Dreams) sta realizzando a Zhengzhou una fabbrica di proporzioni senza precedenti che, una volta completata, ridefinirà gli standard della produzione automobilistica globale.

La nuova struttura di BYD, come riporta Tom’s Hardware Italia, si estenderà su circa 130 chilometri quadrati, una superficie pari dell’intera città di Torino.

Questa “super fabbrica” viene descritta come un progetto che “sfida ogni credenza” ed è destinata a cambiare radicalmente il panorama della produzione di veicoli elettrici.

Le riprese aeree rivelano la scala impressionante di questa nuova struttura: il complesso vanta eleganti edifici di produzione, blocchi di grattacieli, un campo da calcio e campi da tennis, tutti interconnessi da una rete di strade; la presenza di un campo da calcio suggerisce l’attenzione al benessere dei dipendenti. È inoltre visibile un piccolo villaggio destinato all’alloggio dei lavoratori.

La presenza di edifici residenziali adiacenti alla fabbrica è pensata per la comodità dei dipendenti, garantendo la loro disponibilità anche in caso di necessità urgenti.

Si ipotizza che questo modello possa creare un’economia interna all’azienda, con i dipendenti che vivono e spendono all’interno del complesso.

Inquinamento: metà di quello mondiale è prodotto da sole 36 aziende

Ecco quali sono aziende che inquinano anche più degli Stati.
Carbone, petrolio, gas e cemento le fonti principali.

Metà delle emissioni di CO2 mondiali viene prodotta da appena 36 multinazionali delle fonti fossili.

A rivelarlo è l’ultima edizione del Carbon Majors report, ripreso da Il Sole 24 Ore, che prende in esame i dati del 2023 relativi a 169 grandi aziende attive nei settori del petrolio, gas e carbone, ma anche della produzione di cemento.

Secondo l’ultima edizione del report, nel 2023 appena 36 colossi dei combustibili fossili (tra i quali Saudi Aramco, Coal India, ExxonMobil e Shell) hanno prodotto oltre 20 miliardi di tonnellate di CO2.

Il carbone è stata la fonte del 41% delle emissioni, con il petrolio a quota 32%, il gas al 23% ed il cemento al 4%.

Secondo il report, se Saudi Aramco fosse uno Stato sarebbe il quarto più grande inquinatore al mondo dopo Cina, Stati Uniti ed India, mentre ExxonMobil produce emissioni pari a quelle della Germania, Paese al nono posto nella classifica delle emissioni.

Elettrico: Northvolt costretta a svendere lo stabilimento di Danzica

Non ci sono ordini per auto elettriche: stabilimento costato 1,6 miliardi venduto a 100 milioni.
Tra Polonia e Svezia licenziate 1.750 persone.

Il produttore svedese di batterie Northvolt ha annunciato la vendita della sua fabbrica di Danzica (in Polonia), che attualmente impiega circa 150 persone.

Secondo il quotidiano “Svenska Dagbladet” di Stoccolma, l’acquirente è il produttore di camion Scania.

Northvolt ha dovuto vendere lo stabilimento a causa dei problemi finanziari, stando a quando riporta Polonia Oggi.

Questi sono dovuti al ritmo più lento del previsto dell’elettrificazione nell’industria automobilistica.

Gli ordini di batterie per le auto elettriche sono diminuiti, dato che i produttori hanno rivisto i loro piani. Inoltre, l’azienda svedese ha subito una forte concorrenza dalla Cina.

In Svezia, Northvolt ha già licenziato 1.600 persone, di cui 1.000 nella sua principale fabbrica di celle per batterie a Skelleftea, nel nord della Svezia.

La vendita della sola fabbrica non ha superato i 100 milioni di corone svedesi, ovvero poco meno di 9 milioni di euro.

Sempre secondo il giornale, si tratta di una cifra molto inferiore a 1,6 miliardi di corone (ovvero circa 145 milioni di euro), l’importo che Northvolt ha investito nella costruzione della fabbrica dal 2021.

Northvolt System Industrial, che opera a Stoccolma e a Danzica, sviluppa e produce batterie per auto elettriche, oltre a sistemi di batterie per l’industria pesante e per macchinari specializzati off-highway, come quelli per l’industria mineraria.

Suning dichiara bancarotta

Fallita anche la holding che controllava l’Inter.
Fatale l’investimento di 20 miliardi di yuan in Evergrande fatto nel 2020.

Come riporta il Daily News, tre holding di proprietà di Zhang Jindong, ex proprietario dell’Inter, hanno dichiarato bancarotta in Cina con un accordo per la ristrutturazione del debito.

Il 7 febbraio, come riporta La Repubblica, il National Enterprise Bankruptcy Reorganization Case Information Network (l’ente che si occupa di bancarotte e riorganizzazioni aziendali) ha annunciato che la Corte Centrale di Nanchino il 26 gennaio 2025 ha accettato la richiesta di riorganizzazione fallimentare da parte di Suning Appliance Group, Suning Holdings Group e Suning Real Estate Group e che nelle prossime settimane andranno in scena i primi incontri con i creditori.

La Suning Holdings Group è la holding attraverso la quale gli imprenditori della Repubblica Popolare hanno controllato l’Inter dal 2016 al 2024.

Spiega ancora il Daily News che un investimento di 20 miliardi di yuan in Evergrande, fatto nel 2020, è diventato irrecuperabile, portando a un continuo deterioramento finanziario.

Nel 2021 Suning ha registrato la più grande perdita netta tra le società con azioni A.

Nel 2022, i suoi ricavi sono crollati ed il suo rapporto di indebitamento è aumentato.

Entro la fine del 2023, numerose società collegate a Suning in varie regioni hanno dichiarato bancarotta.

Sebbene la ristrutturazione del debito e delle attività nel 2024 abbia temporaneamente stabilizzato l’azienda e ripreso le operazioni logistiche, alla fine l’azienda ha dovuto fare i conti con la pressione economica.

Automotive: fallisce anche la tedesca Voit

Non è andata a buon fine la cessione ai cinesi.
Forniva grandi marchi; 2.000 i dipendenti interessati.

Tra le ultime vittime della crisi dell’automotive c’è la Voit, rinomata azienda tedesca con sede a Sankt Ingbert, che ha recentemente presentato istanza di insolvenza.

Il tentativo di cessione al gruppo cinese Chongqing Millison Technologies, che avrebbe dovuto garantire la liquidità necessaria per proseguire le attività, è fallito.

Questo, come riporta Mondo Motori, ha costretto la dirigenza a ricorrere agli strumenti di protezione previsti dalla legge fallimentare tedesca.

La Voit, che conta circa 2.000 dipendenti, di cui 1.600 in Germania, rifornisce grandi marchi come Audi, BMW, Mercedes, Volkswagen, Ford, Jaguar e Land Rover.

Ora il suo futuro è legato a un piano di rilancio da approntare sotto la supervisione della curatela fallimentare nominata dal tribunale di Saarbrücken.