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Vaccini mRNA-Covid 19: danni strutturali irreversibili all’endotelio corneale dell’occhio

Studio peer-reviewed effettuato su giovani adulti sani dopo due dosi.
Le cellule, una volta perse, non si rigenerano: rischio cecità.

Un nuovo studio su 64 pazienti rileva danni strutturali irreversibili all’endotelio corneale dell’occhio in giovani adulti sani dopo due dosi di vaccino mRNA Pfizer.

Lo studio peer-reviewed, pubblicato su Ophthalmic Epidemiology e poi ripreso da Giubbe Rosse, ha rivelato prove allarmanti che l’iniezione di mRNA per il COVID-19 di Pfizer (BNT162b2) causa danni strutturali significativi all’endotelio corneale non rinnovabile dell’occhio, lo strato critico di cellule responsabile del mantenimento della trasparenza e dell’idratazione della cornea.

Lo studio mirava a confrontare i parametri topografici corneali e microscopici speculari prima e dopo la vaccinazione con il vaccino mRNA SARS-CoV-2 attivato (Pfizer-BioNTech (BNT162b2)) ed ha concluso che alterazioni dell’endotelio corneale si verificano a breve termine dopo due dosi del vaccino mRNA anti-COVID-19 Pfizer-BioNTech (BNT162b2). Pertanto, l’endotelio deve essere attentamente monitorato nei pazienti con una bassa conta endoteliale o che hanno subito un trapianto di cornea.

Le conseguenze: l’endotelio corneale non si rigenera, quindi, una volta perse, queste cellule non possono essere sostituite ed il danno è considerato irreversibile.

Lesioni persistenti a questo strato possono causare visione offuscata, gonfiore corneale cronico o persino cecità nei casi gravi.

Questo studio fornisce prove oggettive e misurabili di danni oculari strutturali e funzionali subito dopo l’iniezione di mRNA COVID-19, anche in giovani adulti sani senza precedenti patologie oculari.

Lo studio è reperibile a questo link.

Verso il Fondo Nuove Competenze 2026: co-progettualità e politica strutturale

FondItalia propone miglioramenti su gestione risorse, tempistiche
e meccanismi di certificazione delle esperienze pregresse.

La formazione continua dei lavoratori italiani si trova a un bivio cruciale. Con oltre 23mila istanze presentate nella terza edizione del Fondo Nuove Competenze (FNC) e un investimento senza precedenti di oltre un miliardo di euro, il programma ha dimostrato una capacità di coinvolgimento per oltre un milione di lavoratori. Di fronte a questi numeri, FondItalia (Fondo Formazione Italia) getta lo sguardo verso l’edizione 2026 perché gli attori in gioco facciano fronte comune per la trasformazione del FNC in una politica strutturale permanente.

«Crediamo convintamente –spiega Egidio Sangue, direttore di FondItalia– che la quarta edizione del Fondo Nuove Competenze, che vedrà la luce il prossimo anno, debba articolarsi su tre direttrici principali: il superamento dell’approccio emergenziale, l’integrazione nelle politiche attive del lavoro e la valorizzazione delle filiere formative attraverso le aggregazioni di imprese».

Stando all’esperienza fin qui maturata da FondItalia, il Fondo Nuove Competenze ha rappresentato una vera rivoluzione nel panorama della formazione continua, riuscendo ad avvicinare migliaia di piccole e microimprese a percorsi formativi strutturati. Dalla sua istituzione nel 2020, lo strumento ha dimostrato un’efficacia crescente nel sostenere la riqualificazione professionale attraverso la riduzione dell’orario di lavoro compensata da percorsi formativi mirati.

Tra le suggestioni avanzate da FondItalia, emerge l’idea di un approccio co-progettuale che preveda il coinvolgimento diretto delle imprese nella fase di definizione della misura«Questa metodologia consentirebbe una più stretta integrazione tra le esigenze aziendali e l’offerta formativa, garantendo una risposta più tempestiva alle trasformazioni del mercato del lavoro» precisa Sangue.

Il Fondo Paritetico evidenzia, inoltre, l’opportunità di perfezionare i meccanismi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, con l’obiettivo di progettare una formazione di maggiore qualità e aderenza alle esigenze del mercato del lavoro. Le proposte includono un focus particolare sulle competenze per il futuro e sui cluster di imprese, elementi che potrebbero trasformare radicalmente l’approccio alla formazione continua.

L’integrazione del Fondo Nuove Competenze nella programmazione delle politiche attive del lavoro rappresenta un altro elemento centrale delle idee elaborate in questi anni da FondItalia: «Il passaggio a una misura strutturale risponde alla necessità di fornire alle imprese strumenti permanenti per affrontare le sfide della trasformazione digitale e della transizione ecologica, rendendo la formazione continua un elemento centrale della strategia competitiva aziendale» prosegue Sangue.

Tra i suggerimenti di FondItalia per l’edizione 2026 di FNC anche un miglioramento della gestione delle risorse e delle tempistiche, aspetti che potrebbero ottimizzare l’efficacia complessiva del programma. Il maggiore coinvolgimento delle filiere formative che nascono dalle aggregazioni di imprese rappresenta una delle suggestioni più significative del modello proposto.

«Il sistema della formazione continua in Italia funziona proprio perché è realmente a contatto con le esigenze delle imprese –conclude il direttore Sangue-. I Fondi Interprofessionali hanno dimostrato di sapere fornire l’ecosistema e l’infrastruttura tecnica necessari per garantire l’efficacia dei percorsi formativi, un elemento che andrebbe valorizzato nella progettazione della quarta edizione del FNC».

Germania: gli europei devono aprire i loro portafogli per finanziare le armi Usa all’Ucraina

Il Ministro della Difesa Pistorius spinge affinché l’UE compri armi Usa e le mandi in Ucraina: Berlino è pronta, ma la responsabilità dev’essere condivisa da altri Paesi europei.

La Germania ha invitato gli alleati europei a stanziare fondi per l’acquisto di armi americane per sostenere l’Ucraina nella sua lotta contro la Russia.

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, come riporta Anadolu, ha dichiarato all’emittente pubblica ARD lunedì scorso che Berlino è pronta a contribuire con fondi, ma ha sottolineato che questa responsabilità deve essere condivisa da altri paesi europei.

“Questo è un appello a tutti gli altri Stati membri europei della NATO. Tutti devono aprire il portafoglio“, ha detto Pistorius. “Si tratta di raccogliere rapidamente le somme che sono inizialmente necessarie, soprattutto per la difesa aerea“, ha aggiunto.

Pistorius ha fatto queste osservazioni dopo il suo incontro con l’omologo statunitense Pete Hegseth a Washington DC, dove ha detto che hanno anche discusso della cooperazione bilaterale in materia di difesa durante il loro incontro e hanno esplorato la potenziale acquisizione di sistemi missilistici a lungo raggio Typhon dagli Stati Uniti.

La Germania può quindi aumentare significativamente le proprie capacità di difesa, così come le proprie capacità deterrenti, ma anche quelle dell’Europa, e questo è di fondamentale importanza“, ha detto Pistorius, aggiungendo che Berlino sta valutando la possibilità di schierare i sistemi Typhon come soluzione provvisoria fino a quando gli europei non svilupperanno il proprio sistema comparabile.

Il tutto era già stato pronosticato nei giorni scorsi e sintetizzato come di seguito: gli Usa produrranno armi, gli europei le pagheranno e gli ucraini moriranno (approfondimento al link).

L’UE non approva il 18° pacchetto di sanzioni alla Russia

Il veto arriva dalla Slovacchia guidata da Robert Fico.
Kaja Kallas: spero si arrivi presto ad un accordo definitivo.

L’Unione Europea non è riuscita ad approvare il 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia a causa del veto posto dalla Slovacchia, guidata dal Primo Ministro Robert Fico.

Il veto è stato esercitato in occasione dell’ultimo vertice, bloccando l’adozione unanime richiesta per l’entrata in vigore delle nuove misure restrittive.

Tuttavia, l’Alto Rappresentante UE Kaja Kallas ha dichiarato che spera di arrivare a un accordo definitivo molto presto.

Trump esclude uso di missili a lungo raggio da parte ucraina

Il presidente americano dice che l’Ucraina non dovrebbe colpire Mosca con attacchi militari e che gli Usa non forniranno missili a lungo raggio a Kiev.

Il presidente Trump, come riporta The Hill, ha detto ai giornalisti che l’Ucraina non dovrebbe colpire Mosca con i suoi attacchi militari e che gli Stati Uniti non hanno intenzione di fornire missili a lungo raggio a Kiev nella loro guerra contro la Russia.