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L’Ue sospende i dazi verso gli Usa per 90 giorni

Erano stati annunciati ieri, oggi già sospesi.
L’annuncio arriva da Ursula von der Leyen.

L’Ue ha deciso di sospendere per 90 giorni i dazi decisi ieri (approfondimento al link) contro i prodotti americani.

Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen:

Durante la finalizzazione dell’adozione delle contromisure Ue, che hanno ottenuto un forte sostegno da parte dei nostri Stati membri, è stato deciso di sospenderle per 90 giorni. Se le trattative non saranno soddisfacenti, le nostre contromisure entreranno in vigore. Abbiamo preso nota dell’annuncio del presidente Donald Trump. Vogliamo dare una possibilità alle trattative. Il lavoro preparatorio per ulteriori contromisure prosegue. Tutte le opzioni rimangono sul tavolo.

Ucraina: Trump blocca Francia e Gran Bretagna

La coalizione dei volenterosi non ottiene l’ok americano.
I due Paesi hanno provato a chiedere garanzie Usa diverse dall’impiego di uomini ma Trump ha rifiutato.

La coalizione dei volenterosi, guidata da Gran Bretagna e Francia con l’obiettivo di contribuire a garantire la sicurezza in Ucraina dopo il cessate il fuoco, rischia di arenarsi perché non è riuscita a ottenere dalla Casa Bianca alcun impegno concreto a fornire garanzie di sicurezza.

Oggi, come riporta Ansa, i ministri della Difesa del gruppo si incontrano presso la Nato, ma secondo fonti di Bloomberg, la Gran Bretagna e la Francia hanno cercato di convincere Donald Trump a offrire potenza aerea, sorveglianza delle frontiere e intelligence al posto delle truppe, ma il presidente degli Usa si è rifiutato per ora di prendere tali impegni.

Ue: approvati i dazi del 25% agli Usa

Le tariffe si applicheranno in 3 tranche.
L’Ungheria l’unica ad aver votato conto.

Via libera dell’Unione europea alla lista dei controdazi che Bruxelles metterà in campo per rispondere agli Usa.

Le tariffe, che per la gran parte dei prodotti saranno del 25%, si applicheranno in tre tranche: la prima dal 15 aprile, la seconda dal 16 maggio, la terza dal primo dicembre.

Il via libera è arrivato nella cosiddetta Comitatologia, procedura che la partecipazione dei rappresentanti dei Paesi membri nel rilasciare un parere formale a atti di esecuzione della Commissione.

Come riporta Ansa, l’unica ad aver votato contro è l’Ungheria.

Abitare è un diritto, non un privilegio

Riflessioni su Milano, gli affitti e la libertà di scegliere dove vivere.

Quando ho fatto domanda per entrare in graduatoria su Milano, avevo in mente un progetto semplice e bello: lavorare e, allo stesso tempo, vivere un po’ di quotidianità con mio figlio, che studiava all’università in città.

Ma quando è arrivata la chiamata, lui era già laureato e appena partito per l’estero con una proposta lavorativa importante che gli avrebbe permesso di crescere professionalmente. E così, sono arrivata da sola nella metropoli più cara d’Italia, armata solo di entusiasmo, determinazione… e un conto corrente che avrebbe presto conosciuto la parola “agonia”.

Il mio primo approdo fu il divano di mio cugino a Varese. Con lui ho cominciato la mia personale caccia al tesoro (perso): quella alla casa in affitto a Milano. In pochi giorni ho visto di tutto: sottotetti con lucernari claustrofobici persino per una nana come me, annunci truffaldini con richieste di 1.500 euro anticipati da parte di proprietari all’estero, e agenzie che – appena entravi – ti chiedevano 3.000 euro solo per respirare l’aria condizionata.

Alcuni affitti erano “transitori”, ma non si capiva per chi: forse per la tua dignità, visto che ti chiedevano una provvigione ogni mese, come fosse una tassa di soggiorno permanente.

La verità è che, a Milano, chi possiede un immobile ha imparato benissimo a lucrare sul bisogno: chi arriva qui per lavoro o studio spesso non ha scelta. E allora si approfitta. Si monetizza la necessità. Si trasforma l’urgenza in rendita, senza contare quando la metropoli è sede di eventi, l’occasione per i proprietari diventa ghiottissima.

Il diritto all’abitare diventa un privilegio concesso solo a chi ha garanzie impeccabili o santi in banca.

Io, nel mio piccolo, ho scelto Milano per inseguire l’indipendenza economica. Ho fatto un passo coraggioso, non costretto. Ma anche quando scegli, non è detto che sia tutto semplice. Milano ti accoglie, sì, ma col tassametro già acceso.

Ora che anche mio marito mi ha raggiunta, abbiamo cercato un compromesso più umano e sostenibile. Milano ci ha gentilmente spinto un po’ più in là. Ci siamo trasferiti fuori città, in una zona dove il portafoglio respira un po’ e il cuore può battere con più calma.

Cerchiamo ogni giorno un equilibrio possibile – tra pendolarismo e silenzio, tra la frenesia di una metropoli sempre accesa e il ricordo di quella vista, la nostra vista, sulla Valle dei Templi.

Perché sì, Milano offre molto. Ma il vero lusso, oggi, è trovare un luogo che ti somigli. E che ti permetta di vivere. Non solo di resistere.

Commercio, Univendita-Confcommercio: Sangalli ha ragione, integrare fisco e online

Sinatra: il commercio online non potrà mai soppiantare il rapporto umano diretto tra venditore e cliente, sia che esso si esprima in un negozio fisico o in una visita a domicilio.

Il commercio online non potrà mai soppiantare il rapporto umano diretto tra venditore e cliente, sia che esso si esprima in un negozio fisico o in una visita a domicilio. La relazione di fiducia, il racconto di un prodotto che viene fatto guardandosi negli occhi, le risposte puntuali a ogni esigenza espressa dal consumatore rimangono un valore aggiunto insostituibile nella vendita diretta, ma anche nel settore del commercio in generale. Il presidente Sangalli, cui rivolgiamo ancora una volta gli auguri per il nuovo mandato, ha ragione: la sfida oggi è integrare il fisico e l’online”.

Lo commenta Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale sigla italiana della vendita diretta, aderente a Confcommercio, a proposito delle parole del numero uno dell’organizzazione, Carlo Sangalli, in un’intervista a un quotidiano.

Anche i nostri venditori, grazie soprattutto alla formazione gratuita e continua erogata dalle aziende, colgono i vantaggi della complementarità tra il web, soprattutto i social, e il contatto personale con la clientela. La storia e la reputazione di un brand non si inventano e non si costruiscono dall’oggi al domani: servono naturalmente un marketing efficace, una comunicazione coerente e soprattutto il valore dei prodotti. Ma il primo biglietto da visita, almeno nel nostro comparto – conclude Sinatrarimane l’intelligenza, anche emotiva, dei nostri incaricati, la loro qualità umana, la capacità di creare relazioni empatiche e di fiducia con le persone”.