L’Ue decide di non decidere: l’attesa sui coronabond porterà al MES

La Commissione europea non trova la quadra sui coronabond a causa della divisione di vedute tra Paesi del Sud e del Nord Europa.
Col passare del tempo ed una crisi da affrontare, il MES rimane l’unico strumento utilizzabile.

C’è un’emergenza dilagante. Meglio ancora, una pandemia.

E richiede quindi misure efficaci e soprattutto rapide in modo da intervenire in tutti i modi possibili al fine di sorreggere un’economia in totale arresto cardiaco.

Ecco quindi che si riunisce la Commissione europea per parlare di coronabond, ma l’esito è che decide non decidere.

Troppo grande la distanza tra i Paesi del Sud Europa (Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Francia, Belgio, Portogallo e Slovenia) e quelli del Nord Europa (Germania, Olanda, Austria e Finlandia) per riuscire a trovare un accordo.

I 27 leader dell’Ue si sono dunque dati appuntamento tra circa due settimane.

Il problema è che il tempo passa e la crisi si fa sempre più nera; vista la forte differenza nelle posizioni dei Paesi è altamente probabile che non se ne esca con un accordo neanche dopo il prossimo incontro.

Al momento ci sono sul piatto due pacchetti: il primo è il piano SURE da 100 miliardi di euro e che si sostanzia in una sorta di cassa integrazione o disoccupazione europea; il secondo è il pacchetto CRII+ che serve principalmente a snellire le fasi procedurali necessarie all’attuazione dei programmi.

Mentre il vice presidente della Bce, Luis de Guindos, ha rilasciato dichiarazioni alla radio spagnola Cope in cui si dichiarava a favore dei coronabond in quanto “si tratta di una pandemia che avrà ripercussioni su tutti” e che “è una crisi completamente diversa da quelle del 2008-2009-2010”, il premier olandese Rutte ha sottolineato la sua contrarietà ai corobond sostenendo che “l’Europa ha già i suoi strumenti, come il MES, che possono essere usati in modo efficace , ma con le condizionalità previste dai trattati” e concludendo infine con un secco “non posso prevedere alcuna circostanza in cui l’Olanda possa accettare gli eurobond”.

Nel frattempo gli industriali dell’automotive tedesco hanno chiesto alla Merkel di aiutare l’Italia e la Spagna, in quanto senza la componentistica proveniente da questi due Paesi sarebbe per loro impossibile produrre auto.

Ciò nonostante, la distanza di vedute sembra troppo forte per riuscire ad essere smorzata sfociando nei coronabond. Di contro il tempo passa e cittadini, partite iva ed azienda hanno urgente bisogno di aiuto: Unicredit ha stimato un calo del 15% del Pil italiano.

Sotto la forte spinta delle richieste d’aiuto che va a scontrarsi con le posizioni dei Paesi del Nord Europa, l’unica soluzione attuabile sembra davvero essere il MES, anche se poi questo costerà caro ai Paesi che ne dovranno usufruire.

Coronavirus e MES, Dragoni: “Il governo avvelena il pozzo”

Deplorevole, per ora, l’intervento dello Stato. Servono indennizzi, non prestiti.
I coronabond non arriveranno mai; il governo spinge per il MES perché è la loro unica possibilità per tornare al governo dopo i disastri fatti.

Siamo in piena crisi ormai da un po’, ma il governo latita negli aiuti concreti.

Se paragonato alle manovre degli altri Paesi, notiamo in particolare la poca efficacia del piano emergenziale, ma perché?

Ne abbiamo parlato con il dottor Fabio Dragoni, imprenditore ed editorialista per “La Verità”, “Scenari Economici” e “Milano Finanza”.

Dottor Dragoni, come valuta il pacchetto messo in campo finora dall’Italia?

“Guardi, la mia impressione è che l’Italia abbia fatto poco e male. A distanza di 36 ore non abbiamo ancora il decreto liquidità pubblicato.

Il premier appare in TV per dire “farò” anziché “ho fatto”; il Paese è nella confusione oltre che alla fame. In linea di principio agevolare il credito va bene, ma le imprese non possono sostituire il fatturato perso a causa del lockdown con altro credito: servono indennizzi a fondo perduto, una CIG per le imprese.

È una crisi simmetrica, in quanto riguarda tutto il mondo e non c’è un’economia che non sia da essa toccata; la differenza si avrà nel post epidemia e sarà data dalle risposte che i vari interpreti saranno in grado di dare.

I Paesi che hanno sovranità monetaria saranno capaci di rispondere, gli altri no.

Gioco forza, la zona euro andrà verso un’implosione ed il fatto che ancora oggi si stia a parlare di cosa si possa fare anziché aver agito adeguatamente in tempi e modi, ci dà già un’idea del fallimento del progetto europeo.

Siamo davanti alla crisi economica più devastante che si sia mai vista in tempo di pace per l’Italia, perché stiamo parlando di una crisi sia di domanda che di offerta con un impatto stimato, nella migliore delle ipotesi di una caduta del Pil del 8-9%. Se uno Stato non interviene in momenti come questi, quando possiamo sperare che lo faccia?”

Ha parlato di sovranità monetaria; ma, ad esempio, anche la Germania ha l’euro eppure non si è fatta problemi ad emettere un pacchetto ben più ampio rispetto a quello italiano, perché?

“Qui, dal mio punto di vista, ci sono più fattori che entrano in gioco, le cito quelli che secondo me sono i principali.

Il primo riguarda il conformismo intellettuale della nostra classe dirigente attualmente al governo, che la porta a pensare con i vecchi schemi ovvero alle classiche manovrine. Non sono assolutamente in grado di pensare a delle misure anticonvenzionali. E qui sinceramente mi lascia esterrefatto che, nonostante la sospensione del Patto di Stabilità e nonostante la Bce abbia detto che garantirà tutto quello che serve, il governo ancora non si muova.

Qui entra in gioco il secondo punto, che viene di conseguenza lecito pensare: stanno provando in tutti i modi ad infilare l’Italia nella trappola del MES.”

Perché definisce il MES una “trappola”?

“Con il MES potremmo mettere in campo un importo di 35-40 miliardi di euro, di cui il 18% sono già soldi italiani.

Inoltre, utilizzando il MES, si inserisce un creditore privilegiato (il MES stesso appunto) che comporta un aumento del rendimento dei titoli di Stato: i detentori di titoli di Stato venderebbero, sapendo che entra in gioco un creditore privilegiato rispetto a loto.

Infatti il MES è stato studiato per gli Stati che non hanno accesso al mercato dei capitali; ma noi non abbiamo assolutamente questo problema.

E poi, non ci è bastato vedere come sono andate le cose in Grecia?

Pensi, infine, che il MES è regolato da una legge del Lussemburgo, quindi se si contrae un debito tramite il MES bisogna ripagarlo in euro (o nella moneta nazionale del Lussemburgo): con questo escamotage si priva l’Italia di un’altra arma di potere negoziale che è quella inerente all’Italexit con il ritorno alla lira.

Di contro, non mi aspetto che Germania, Olanda, Austria e Finlandia scendano a patti ed accettino l’utilizzo dei coronabond, i quali comporterebbero il fatto che “tutti garantiscono per tutti”: se fossi un cittadini di questi Paesi non lo vorrei mai nemmeno io, anzi se un politico che li rappresenta li accettasse, possiamo stare sicuri che perderebbe tutti i suoi voti.”

Se il MES è una trappola, perché dovrebbero volerlo?

“Questo governo sa di avere vita breve e, quindi, cerca di lasciare il campo il più minato possibile per chi verrà dopo; in questo modo, chi governerà dopo di loro si dovrà trovare ad affrontare una miriade di problemi e le forza politiche attualmente al governo potranno usare questo fattore per sostenere che chi li ha sostituiti ha governato male.

Di fatto stanno avvelenando il pozzo, ma questo loro comportamento è un giochetto farà male a molti cittadini.”

Quindi, se la seguo correttamente, il MES è l’ultima carta che si può giocare l’attuale maggioranza al fine di tornare al governo cercando di scaricare le colpe su chi verrà dopo, visto che troverà una situazione disastrata e, come diceva all’inizio, la crisi è simmetrica ma la differenza la farà il modo di rispondere che avrà ogni Stato; lei cosa avrebbe fatto?

“Mi sembra ridicolo che gli aiuti dello Stato siano dei prestiti, che di conseguenza dovrò usare per pagare le tasse. Lo Stato, che mi obbliga a chiudere per motivi emergenziali, mi dovrebbe indennizzare.

Un modo potrebbe essere quello di prendere il fatturato di un’azienda (o la dichiarazione dei redditi di una partita iva), dividerlo per 365 e risarcire l’importo per ogni giorno di stop produttivo che il governo ha imposto.

Gli aiuti, poi, dovrebbero essere fatti come fatto negli Usa o in Gran Bretagna, ovvero direttamente nei conti correnti dei cittadini al fine che arrivino all’economia reale senza il rischio di restare in pancia alle banche…ma qui torniamo al punto fondamentale: la sovranità monetaria.”

La Parola ai Lettori – Coronavirus, lo staff medico: oggi vi portiamo in prima linea

General Magazine fa un tour tra le corsie degli ospedali con gli occhi di chi ci lavora, e vi racconta com’è.

“E’ nei corridoi degli ospedali, che si capisce davvero cos’è la vita”.

Con queste parole di Andre Agassi vogliamo introdurre il racconto che ci arriva da un gruppo di personale sanitario che, tramite le loro testimonianze, vogliono farvi toccare con mano il “dietro le quinte”.

“Non siamo preparati ad affrontare emergenze di questo genere. Questo è quanto.

E non lo siamo perché, con i tagli fatti alla Sanità negli ultimi anni, sono stati chiusi ospedali, sono stati accorpati reparti, è stato ridimensionato il personale.

Con il taglio del personale si è persa la specializzazione perchè, gioco forza, ci si deve adattare a fare il di tutto un po’; ma se si perde specializzazione, si perde qualità.”

Il personale sanitario che ci scrive ci dà poi altre informazioni.

“Il periodo combacia con il picco stagionale dell’influenza ed il conseguente aumento dei decessi; non possiamo dire che il numero delle vittime sia dovuto esclusivamente al coronavirus ma di sicuro stiamo affrontando un’emergenza con delle armi non adeguate: è un virus più aggressivo che porta le persone ad avere maggior bisogno di ricovero ospedaliero rispetto al solito e, se non possiamo offrire un servizio all’altezza, è normale che le conseguenze diventino tragiche.”

Continuano poi:

“Gli appalti si fanno ogni 3 mesi; con la stessa periodicità cambiano quindi protocolli e presidi e questo porta a problemi come l’incremento del rischio di fare errori da parte degli addetti ai lavori o la mancanza di assitenza per i macchinari.

Lo stesso vale per le agenzie di pulizia: anche in questo caso gli appalti si regolano in base ai minuti da dedicare alla pulizia per ogni singolo letto o ambulatorio e sono sempre meno, ma così facendo si perde qualità sotto il punto di vista igienico della struttura.

Quest’ultimo punto va a sommarsi al problema dell’accorpamento di più reparti in uno, visto inizialmente: il paziente medico si deve “mescolare” con quello chirurgico comportando, specie nei periodi di sovraccarico, il rischio di contagio tra i pazienti di un reparto e l’altro.

Il personale sanitario che ci scrive conclude poi con un grido d’aiuto:

“Non vuole essere una polemica verso nessuno, speriamo solo che questo momento difficile ci serva da lezione per il futuro: si fa presto a dire “affidiamoci alla scienza”, quando negli ospedali non ci sono neanche le mascherine per il personale.”

(Si ringraziano per le testimonianze A.B., C.F. e M.R. che ci scrivono dall’Italia).

Coronavirus e crisi economica, Tringali: “Al diavolo il libero mercato!”

Lo scienziato politico sottolinea come lo Stato debba tornare al centro dell’economia nazionale.
Per uscire dalla crisi serve sovranità: non ci è bastata la lezione?

Il mondo si ferma, c’è qualcosa che cambia.

Cambia un virus, che muta così velocemente da rendere difficilissimo lo studio per una medicina adeguata al contrasto; cambiano, con lui, tutte le nostre abitudini.

Lo stato d’emergenza è stato dichiarato, la quarantena imposta. I limiti delle persone, dettati dal decreto.

Tutti si spaventano per la salute propria e per quella dei propri familiari. Tutti si preoccupano di ciò che verrà dopo.

Sì, perché un dopo arriverà, ne siamo tutti certi, ma con che conseguenze dovremo combattere?

Stiamo assistendo al blocco dell’economia mondiale; partite iva, liberi professionisti, aziende di ogni forma e dimensione: tutti si chiedono “perderemo il lavoro?

Gli Stati stanno mettendo in campo dei pacchetti anti-crisi, con importi e modalità differenti. Basteranno?

Ne abbiamo parlato con il dott. Fabrizio Tringali, scienziato politico, autore del saggio “La trappola dell’euro” e del blog “Badiale&Tringali”, entrambi scritti a quattro mani con il professor Marino Badiale, ordinario di matematica presso l’Università di Torino.

Dott. Tringali, come valuta i pacchetti messi in campo dai vari Paesi?

“Per il momento si tratta prevalentemente di annunci, però alcune indicazioni chiare le possiamo già trarre: ci sono paesi come gli USA e la Gran Bretagna, che si impegnano a sostenere con ogni mezzo la propria economia nazionale. Annunciano stanziamenti di dimensioni storiche, destinati non solo alle imprese, ma anche direttamente ai lavoratori. In Italia si chiude tutto (giustamente) ma a farne le spese sono i lavoratori, i commercianti, i professionisti. Conte si limita a dire genericamente che “Il governo ci sarà”, ma non dice cosa farà concretamente per proteggere gli italiani dalla crisi. Le misure fin qui varate sono una goccia nel mare, così come quelle annunciate per il prossimo futuro. E intanto l’Unione Europea non dà risposte, perché ogni misura solidale è bloccata dai paesi del nord. Il messaggio che ne esce è chiaro: i governi americano e britannico ci sono, quelli italiano ed europeo no.”

Nello Specifico, in Italia, secondo lei di cosa avremmo bisogno?

Di un governo che si assuma la responsabilità di garantire tutto il denaro necessario a rimettere in moto l’economia. In questo momento è impossibile preventivare la cifra, ma di certo si tratta di numeri largamente superiori a quelli di cui sta parlando Conte. Massicci aiuti alle imprese ed ai lavoratori (dipendenti ed autonomi) saranno necessari, ma non basteranno. Il tessuto produttivo farà comunque fatica a riprendersi. Ci saranno licenziamenti. Fra chi non perderà il lavoro, tanti avranno salario decurtato, magari parzialmente integrato con ammortizzatori sociali. Andiamo quindi verso un vistoso calo della domanda. Nel settore privato, fra le imprese che riusciranno a sopravvivere, ben poche saranno quelle disposte ad assumere. Rischiamo una crisi spaventosa. Se ne potrà uscire solo mandando al diavolo l’ideologia del “libero mercato” e riportando lo Stato al posto che gli compete, cioè quello di regolatore dell’economia nazionale.”

Dunque, se capisco bene, dal suo punto di vista serve un piano di assunzioni pubbliche su larga scala. In quali settori?

“Non ci è bastata la lezione per capirlo? Sanità innanzitutto, ed istruzione. E poi investimenti nei trasporti (da Alitalia, al trasporto su rotaia, fino al trasporto pubblico locale). I viaggi da e per l’estero, ma anche i commerci internazionali, saranno difficili. Bisognerà sostenere i produttori locali e il turismo interno.

Avremmo anche bisogno di imparare ad essere disgustati dalla retorica della bontà delle privatizzazioni, e anche dalla caricatura che spesso viene fatta dei lavoratori del settore pubblico, dipinti come privilegiati o nullafacenti. E invece sono medici, infermieri, anestesisti, insegnanti, assistenti sociali. Tutte persone che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano moltissimo, a volte rischiando la propria salute, mettendo anima e cuore in servizi fondamentali per noi, per i nostri figli, per i nostri anziani.

Dobbiamo imparare ad odiare questa retorica. Chi si comporta in modo disonesto, una esigua minoranza, va certamente punito, ma dobbiamo recuperare la consapevolezza che i servizi pubblici sono nostra ricchezza, e i lavoratori che li mandano avanti, svolgono un servizio prezioso.

Lo stato può fare moltissimo per frenare la crisi investendo nei servizi pubblici e assumendo, calmierando il tasso di disoccupazione.

E questo è fattibile?

“All’interno dei vincoli europei no. La sospensione del patto di stabilità non è certamente sufficiente. Come dice lo stesso Draghi, i debiti pubblici dovranno necessariamente aumentare in modo importante. Se la UE è una “unione” allora i membri devono accettare di condividere le garanzie sui debiti. E questo deve avvenire senza “condizionalità”, cioè senza imporre agli stati “memorandum” come quelli che hanno distrutto la Grecia. In pratica la Germania dovrebbe accettare di essere garante del debito di tutti, lasciando a ciascun paese la libertà di decidere autonomamente quanto contrarne e come utilizzare il denaro. Impossibile. Se accetteranno forme di apparente solidarietà sarà in cambio di cessioni di sovranità. E la medicina sarà peggiore del male.”

Come dovrebbe agire lo Stato secondo lei?

Dovrebbe fare quello che Conte e Di Maio stanno dicendo, ma che non faranno. Il governo dice che se dalla UE non arriveranno risposte, l’Italia farà da sola. Ma Conte e Di Maio sono figuranti, la loro è solo una sceneggiata mediatica. Alla fine si piegheranno. Mentre invece il governo dovrebbe impegnarsi pubblicamente a difendere ogni posto di lavoro e a varare un piano straordinario di investimenti ed assunzioni. Dovrebbe annunciare che sarà fatto tutto quello che servirà per uscire dalla crisi il prima possibile, proteggendo tutti. Un “whatever it takes” nazionale di portata storica. Ma per farlo dovrebbe disporre della libertà di poter decidere le proprie politiche economiche nazionali. I paesi che hanno la propria moneta e la propria banca centrale possono permetterselo, noi no.

Coronavirus, Montanari: Szczepionka to wielki przekręt

Co to jest? jak to działa? dlaczego jesteśmy w stanie zagrożenia i co się za tym kryje?
Stefano Montanari kompleksowo wyjaśnia kwestie związane z koronawirusem.

(Tłumaczenie Magda Żymła)
(Włoska wersja na link)
(Angielska wersja na link – Tłumaczenie Jolanta Micinska – Hercog)

Gorącym tematem tego okresu jest, na pewno, koronawirus.

Niewidzialny i przebiegły wróg, który spowodował, że świat się zatrzymał.

Próbowaliśmy wyobrazić sobie, co może się za tym kryć (więcej informacji pod linkiem), a także zaangażowaliśmy naszych czytelników (więcej informacji pod linkiem).

Dziś na pierwszy plan wysuwa się jeden z czołowych ekspertów w tej dziedzinie: dr Stefano Montanari, nanopatolog, profesor w Centrum Steliora w Genewie, autor kilku patentów w dziedzinie kardiochirurgii, chirurgii naczyniowej, pneumologii oraz projektant systemów i urządzeń dla elektrofizjologii, dyrektor naukowy laboratorium Nanodiagnostyki w Modenie, wykładowca kilku krajowych i międzynarodowych studiów master, autor licznych publikacji naukowych, były konsultant Prokuratury i Włoskiego Obserwatorium Wojskowego. Stale współpracuje, w zakresie publikacji, z żoną Antoniettą Gatti, która od 2012 roku wpisana jest na listę 32 najlepszych naukowców na świecie i to z nią, ponad dwadzieścia lat temu, pracowali odkrywcy chorób i zaburzeń mikro- i nanoproszkowych.

Doktorze Montanari, co to za koronawirus, który tak bardzo nas przeraża?

“Jest to łańcuch chemiczny należący do rodziny koronawirusów, których są tysiące; wystarczy pomyśleć, że zwykłe przeziębienie jest zazwyczaj spowodowane przez koronawirus; jest to wirus wysoce infekcyjny (a więc zaraźliwy), ale zwykle jest nieszkodliwy – u przeważającej większości ludzi pozbawiony jakichkolwiek objawów (najprawdopodobniej teraz, kiedy rozmawiamy, sami mamy koronawirusa i tak ma przynajmniej połowa populacji włoskiej).

W rzeczywistości jest to nowy wirus grypy, który ma tę cechę, że atakuje płuca i dlatego w sposób patologiczny dotyka osoby starsze, palaczy i osoby, które mają już wcześniejsze dolegliwości, a zatem oprócz tego, że cierpią na jakieś jednostki chorobowe, przyjmują również pewne leki, na przykład na nadciśnienie. Ogólnie rzecz biorąc, zdrowi ludzie w ogóle nie są dotknięci tym wirusem, który, powtarzam, staje się wszechobecny i bardzo normalny, podobnie jak ogromna liczba innych wirusów.”

I gdzie się narodził?

“O tym słyszałem wszystko i przeciwieństwo wszystkiego; kiedy słyszę, że zaczęło się od nietoperzy czy węży, śmieję się i myślę, że tęsknimy tylko za jednorożcem.

Nie wiem skąd się to wzięło, tylko kilka osób na świecie ma taką wiedzę, ale wirusy takie jak ten są bardzo łatwe do zmodyfikowania, wymieszania, przerobienia w laboratorium… może się zdarzyć, że wydostanie się z laboratorium przez pomyłkę lub celowo. Na pewno nie sam, jak mógłby to zakładać były minister zdrowia Lorenzin, gdy mówił, że wirusy pełzają i skaczą.”


Mówi Pan, że to wirus, który sam w sobie nie stanowi żadnego problemu, ale ludzie we Włoszech umierają w większej liczbie niż w Chinach, pomyślmy na przykład o Bergamo. Skoro tak Pan mówi, to skąd te wszystkie zgony?

“Proszę spojrzeć, tak to działa: wypełniamy ludzi, zwłaszcza starszych, szczepionkami przeciwko grypie i osłabiamy i tak już słabe ciała. Dzieje się tak dlatego, że za pomocą szczepionki zamierzamy wstrzyknąć do organizmu stary wirus (celem powinno być stworzenie przeciwciał), ale nie ma żadnych szczepionek na grypę i dlatego nie robimy nic poza osłabieniem organizmu i poddaniem go nowej grypie (nawet nowemu koronawirusowi), a ponadto, stary wirus został wstrzyknięty do organizmu, więc masz w sumie dwie możliwe grypy w już i tak przemęczonym ciele.  BBC, brytyjski nadawca państwowy, wyemitował raport mówiący, że osoby zaszczepione przeciwko grypie muszą pozostać w izolacji przez 12 tygodni (dostępny pod linkiem). Wydaje mi się, że to już może dać do myślenia. Jeśli weźmiemy oficjalne liczby Wyższego Instytutu Zdrowia, zobaczymy, że zmarli “z” koronawirusem, to 3 osoby i osobiście mam wątpliwości co do tych 3; ponadto, jeśli zwrócimy uwagę, zauważymy, że mapa zmarłych pokrywa się z mapą przeprowadzonych szczepień. Im większa gęstość osób zaszczepionych, tym większa gęstość osób zakażonych wirusem. Oficjalne dane są jednoznaczne: osoby umierające były dotknięte innymi potencjalnie śmiertelnymi chorobami, a często nawet więcej niż jedną. Dlatego mówimy, że ludzie umierają “z” koronawirusem, a nie “z powodu” koronawirusa.

Na koniec podkreślam, że liczba zgonów, jest taka sama jak każdego roku z powodu normalnej grypy, co dowodzi, że koronawirus nie zwiększył śmiertelności.”

Proszę pozwolić mi zrozumieć: jeżeli problemem nie jest sam wirus, ponieważ nie jest on śmiertelny, to znaczy, że problemem jest włoska opieka zdrowotna. Czy tak mam to traktować?

“Właśnie tak! Problem polega na tym, że nie jesteśmy przygotowani na tyle przypadków zachorowań na choroby płuc; a nie jesteśmy, ponieważ nasi politycy w ciągu ostatnich 10 lat również nie byli przygotowani. W ciągu ostatniej dekady jedynie osłabiliśmy opiekę zdrowotną poprzez zmniejszenie liczby szpitali, personelu, maszyn i urządzeń. Dzisiaj potrzebujemy respiratorów i nie mamy ich. Ponadto ograniczamy edukację, tym samym nie jesteśmy w stanie wyszkolić personelu medycznego do właściwego poziomu ani utrzymać go we Włoszech z powodu dewaluacji pracy, a także nie dostarczamy materiałów potrzebnych lekarzom do wykonywania ich pracy. Mamy mniej niż 4 placówki intensywnej terapii na 1000 mieszkańców: to skandal.

Dodajmy na koniec system powszechnej korupcji, który wiąże się z dwoma problemami; po pierwsze: za produkt, który normalnie kosztuje 10, we Włoszech płacisz 20, wykorzystując niewłaściwie tę niewielką sumę, która jest do dyspozycji; po drugie: lekarze muszą wykonywać dyktaty reżimu, w przeciwnym razie zostaną pozbawieni prawa wykonywania zawodu… a oni też mają rodzinę do utrzymania.”

Mówi nam Pan, że problemem jest nieadekwatność systemu opieki zdrowotnej i tych, którzy zarządzali nim w ciągu ostatnich 10 lat. Jeśli tak jest, to czy oznacza to, że przepisy, które wprowadzili w zakresie zapobiegania są również błędne?

“Gorzej, często są to kompletne bzdury. Wystarczy pomyśleć o noszeniu rękawiczek: w ten sposób chronimy nasze “dobre” grzyby i bakterie przed kontaktem z wirusem i zwalczaniem go; w tych rękawiczkach nasączonych wirusem idziemy i dotykamy ubrań, pieniędzy, powierzchni itp., rozsiewając wszędzie wirusa. Maski są bezużyteczne, ponieważ wirus jest w stanie wejść w ogromnych ilościach do komórki, której rząd wielkości, to kilka tysięcznych części milimetra; wyobraźmy sobie, co maska może zrobić, aby zadziałać na takich rozmiarach: nic!

Mówią nam, aby pozostać w domu, kiedy musimy wyjść na zewnątrz, ponieważ słońce jest niezbędne, daje nam możliwość metabolizmu witaminy D, która jest potrzebna dla naszego układu odpornościowego. A jazda na motocyklu, która zawsze była zalecana w celu utrzymania dobrego stanu zdrowia, jest nawet zakazana na mocy dekretu. Krótko mówiąc, przepisy te przygotowują organizm do przyjęcia nie tylko tego wirusa, ale w rzeczywistości wielu patogenów. Bez uwzględnienia tego wszystkiego, co jest nieodłącznie związane z depresją, nastrojem i strachem: wszystkiego, co ma odwrotny skutek od tego, czego potrzebujemy, aby ciało zareagowało. Kiedy na początku lat siedemdziesiątych pracowałem przez jakiś czas w Szwecji, naczelny lekarz powiedział do mnie: “Widzisz, tutaj umiera ten, kto chce umrzeć, a ten, który chce żyć, przeżywa, a to robi całą różnicę.”

Wracając do szczepionek, o ile dobrze rozumiem, czy zastrzyki grypy są jakimś rodzajem oszustwa?

“Nie jest to rodzaj przekrętu, to prawdziwy fałsz. Szczepionkę można zdefiniować jako taką tylko na choroby, które dają odporność (odra, różyczka, ospa wietrzna itp.), a nie na przeziębienie czy grypę; byłem uczniem Luigiego Di Bella i powiedział, że wyleczona grypa trwa siedem dni, a niewyleczona trwa tydzień. Jeśli prawdziwa choroba nie daje odporności, absurdem jest mieć nadzieję, że szczepionka może to zrobić, co nie jest niczym innym, jak tylko chorobą w postaci atenuowanej.

A jeszcze gorsze są te uniwersalne szczepionki, które stały się obowiązkowe dla dzieci i bez których nie mogą chodzić do szkoły. Skoro szczepionka ma zapobiegać chorobie, to dlaczego tak bardzo martwić się o dzieci, które tego nie robią? Ci, którzy są szczepieni, powinni być bezpieczni… ale najwyraźniej nie są i domaga się zaszczepienia każdego, poza wszelką kontrolą, ponieważ każde szczepienie oznacza pieniądze. Pieniądze dla firm farmaceutycznych, z wartością dodaną, którą nie może pochwalić się żaden produkt na świecie, aż do jałmużny, którą lekarze haniebnie akceptują: kilka euro za każdy wykonany zastrzyk.

Ale powiem wam więcej: szczepionki są z mocy prawa zwolnione z wszelkich prób, eksperymentowania i od co najmniej 33 lat nie były nawet poważnie testowane;

A jakby tego było mało, szczepionki są jedynym produktem na świecie, za który nie ponosi się żadnej odpowiedzialności cywilnej ani karnej: to prawda, że jeśli szczepionka stwarza jakiekolwiek problemy dla zaszczepionej osoby, to otrzymuje ona odszkodowanie, ale płaci za to Ministerstwo Zdrowia, a nie przedsiębiorca, który zarejestrował szczepionkę. Dodajmy, że ci, którzy istnieją w biznesie szczepionek nie mają najmniejszych kłopotów ze znalezieniem klientów, ponieważ jest się  po prostu zobowiązanym do bycia nabywcą, a reklamę zapewnia państwo.

Jeśli prawidłowo nadążam za Pana tokiem rozumowania, to myślę, że jeśli szczepionki przeciwko grypie są oszustwem, to szczepionka przeciwko koronawirusowi może być kolosalną aferą.

“Oczywiście! Wkrótce z Izraela i/lub jakiejś wielkiej firmy farmaceutycznej wyjdzie trochę pomyj i te pomyje zostaną przekazane jako szczepionka przeciwko koronawirusowi. Zdefiniowanie jej jako takiej, ponieważ epidemia ma charakter globalny, zmusi 7,5 miliarda ludzi do zaszczepienia się: tak jak w przypadku wielu innych szczepionek, przedsiębiorca nie będzie musiał nawet tracić czasu na szukanie swoich klientów, ponieważ każdy będzie zmuszony nim być. Różnica jest w liczbach.”

Więc pandemia koronawirusa  jest ustawiona? Czy to dlatego nie zamknęli giełd (więcej na ten link)?

“To jedno wielkie oszustwo. Proszę pomyśleć, że w 2017 r. wydano obligacje, które stawiają na ciekawą infekcję koronawirusową, która miałaby miejsce między 2020 a 2021 r.: ile pieniędzy można było zarobić? kto postawił na takie pozornie nieprawdopodobne wydarzenie jak to ?

Następnie proszę pomyśleć, ile pieniędzy firmy tracą na giełdzie każdego dnia. Weźmy jednak praktyczny przykład: masz pizzerię, ale masz obowiązek utrzymywania jej w zamknięciu i dlatego nie zarabiasz na niej, ale w międzyczasie musisz płacić czynsz, opłacić personel, rachunki, podatki, hipotekę, jeśli ją masz, zapasy żywności tracą swój termin przydatności do spożycia i musisz kupić nowe. Czas mija i tak naprawdę nie wiemy, jak długo potrwa kwarantanna, ale zjednoczone środowiska ciągle nam mówią, że to będzie trwało coraz dłużej (mówimy już o październiku); w międzyczasie, zostając w domu, wpada się w depresję i strach. Przyjeżdża miły facet i oferuje zakup pizzerii za 1000 euro: oczywiście sprzedajesz ją natychmiast, aby uwolnić się od kosztów i ryzyka, uważając jednocześnie kupującego za świętego.

Ten sam przykład jest powtarzany na przedsiębiorstwach: po zakończeniu epidemii mała grupa ludzi kupi wszystko i zrobi to za śmiesznie niską cenę, może nawet zostaną uznani jako święci lub bohaterowie”.

Wreszcie, nieco osobiste pytanie: czy to prawda, że sprzedał Pan swój dom, aby zebrać fundusze na badania? I czy to prawda, że zabrano Panu niezbędne narzędzie do badań?

“To prawda. Ale prawdą jest również to, że nie zrobiłbym tego ponownie, biorąc pod uwagę sposób, w jaki nas traktują i to, co właśnie zobaczyliśmy: ludzie nie zasługują na to poświęcenie. Co do narzędzia, mikroskopu elektronowego, zabrali nam go dziesięć lat temu. Zbiórka pieniędzy, która została zorganizowana w celu zakupu, przynosi rozczarowujące rezultaty, i dlatego też powtarzam, że ludzie na nic nie zasługują.”