Biden: creare corridoio per il grano

Le truppe russe bloccano gli sbocchi logistici.
Spedizioni bloccate e scorte che rischiano di diventare vecchie.

Le forze russe al largo del Mar Nero impediscono che le navi cargo partano per esportare nel mondo il grano ucraino.

Si parla, naturalmente, anche di questo, al vertice del Quad di Tokyo, con il presidente americano Joe Biden e i capi di governo di Giappone (Fumio Kishida), India (Narendra Modi) e Australia (il neo primo ministro Anthony Albanese). 

Dichiara Biden

La crisi alimentare globale è aggravata dal fatto che la Russia blocca le esportazioni dei milioni di tonnellate di grano dell’Ucraina… Finché la Russia continuerà la guerra, gli Stati Uniti lavoreranno con i nostri partner per dare una risposta globale a un problema perché può colpire tutte le parti del mondo“.

Il quotidiano inglese “The Times” titola così: “Una ‘coalizione di volenterosi’ mira a rompere il blocco russo in poche settimane, fornendo un ‘corridoio protettivo’ da Odessa attraverso il Bosforo: ecco il piano per salvare il grano ucraino.

Il Regno Unito, ad esempio, sta discutendo con gli alleati sull’invio di navi da guerra nel Mar Nero per proteggere le navi da carico che trasportano grano ucraino.

Ma secondo Kees Huizinga, agricoltore olandese che da 20 anni vive e lavora in Ucraina, bisogna fare alla svelta.

Ci sono ancora 25 milioni di tonnellate di grano e semi oleosi in Ucraina, che è un terzo del raccolto dello scorso anno. Quindi, non solo abbiamo già un enorme problema logistico, ma è ormai tardi, troppo tardi…l’unica possibilità di far uscire il grano dall’Ucraina è attraverso i porti del Mar Nero. Devono essere aperti“.

Anche secondo il coordinatore delle emergenze del Programma Alimentare Mondiale per l’Ucraina, Matthew Hollingworth, non c’è tempo da perdere: il rischio è “un impatto globale devastante che rischierebbe di far precipitare molti Paesi oltre il limite della carestia“.

Conosciuta come il paniere d’Europa, l’Ucraina ha oltre 25 milioni di tonnellate di grano che non possono essere esportate a causa del blocco dei porti del Mar Nero da parte della Russia.

L’Ucraina e la Russia esportano insieme un terzo del grano e dell’orzo mondiali e metà dell’olio di girasole, mentre la Russia è uno dei principali fornitori di fertilizzanti, che hanno subito un’impennata dei prezzi.

Von der Leyen: l’Ucraina deve vincere

90esimo giorno di guerra.
Zelensky: solo incontro tra me e Putin può porre fine al conflitto.

L’Ucraina deve vincere.

Queste le parole, sintetiche ma decisamente chiare al tempo stesso, pronunciate da Ursula von der Leyen.

Più precisamente, come riporta “Tgcom24”, le parole della presidente della Commissione europea sono state le seguenti:

Deve vincere questa guerra e l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. L’Europa farà tutto il possibile per aiutare gli ucraini a prevalere e riprendere il futuro nelle loro mani.

Mentre il conflitto è arrivato al 90esimo giorno e lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine afferma che l’esercito russo si prepara a riprendere l’offensiva nell’area di Vasylivka a Zaporizhzhia, sul fronte diplomatico si è espresso anche il presidente ucraino Zelensky:

Solo un mio incontro con Putin può finire la guerra.

Biden su Taiwan. Casa Bianca: si è sbagliato

Il presidente americano si dichiara pronto ad intervenire militarmente.
Panico nello staff della Casa Bianca.

Gli Usa sono pronti ad un intervento militare diretto in difesa di Taiwan.

A dichiararlo è il presidente americano, Joe Biden, alla domanda di un giornalista durante la visita di ieri a Tokyo. Infatti, alla domanda “Mister President, lei non vuole un coinvolgimento diretto degli Usa nella guerra in Ucraina, sarebbe pronto a un coinvolgimento militare in difesa di Taiwan?” la risposta è stato un secco “yes”.

Da lì, il panico ha regnato nello staff della Casa Bianca.

Come riporta “Quotidiano.net”, il suo segretario di Stato Antony Blinken si è agitato sulla sedia con gli occhi sul cellulare e l’imbarazzo ha invaso tutti i componenti dello staff della Casa Bianca.

Immediata una precisazione che sa di rettifica, come quelle in passato su Ucraina e Putin: la nostra politica non cambia, una Cina – Due Sistemi, quello comunista sul continente, quello liberale nell’isola che non vuole farsi sopraffare.

Più tardi lo stesso Biden ha ammorbidito i toni:

Sì, una sola Cina, ma questo non vuol dire che può prendersi Taiwan con la forza. Pechino scherza col fuoco ogni volta che fa volare i suoi aerei nello spazio taiwanese. Abbiamo preso un impegno e lo manterremo“.

Si riferiva al Taiwan Relations Act: intervento americano immediato in caso di attacco comunista ai “fratelli separati“. Conclude poi il presidente a stelle e strisce:

Penso che questo non accadrà. Siamo contro qualsiasi cambio di situazione con la forza… un’altra azione simile a quanto accaduto in Ucraina avrebbe un peso ancora maggiore“.

Rabbiosa ovviamente la reazione da Pechino: non sottovalutate la nostra fermezza, nessun compromesso e nessuna concessione. Taiwan è territorio cinese.

A Washington i commentatori parlano di gaffe. Biden sembra avere ancora disatteso la regola d’oro della diplomazia:

Mai dire una verità che non vada detta” (così il saggista Michael Kinsley).

Questo funambolismo concettuale per quarant’anni ha evitato un conflitto.

Taiwan, la ex Formosa come l’avevano battezzata i portoghesi, ha potuto prosperare e svilupparsi nella libertà; vi si era rifugiato il nazionalista Chiang Kai Shek dopo avere perso la guerra civile contro il comunista Mao Tsetung.

Oggi è il 18 esimo Paese più ricco del mondo. Il suo reddito procapite è tre volte quello cinese e produce più della metà dei semiconduttori benché conti solo 23 milioni di abitanti contro il miliardo e 300 mila della Cina continentale.

Mosca: nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato

Kiev: “siamo nella fase più sanguinosa”.
Draghi: da Putin solo risposte negative alle richieste di pace. È vero?

La guerra in Ucraina entra nel suo 86esimo giorno, con l’offensiva russa che prosegue la sua corsa. Mosca annuncia che risponderà con nuove basi militari all’allargamento dell’Alleanza Atlantica, mentre Zelensky accusa Mosca di aver trasformato la regione del Donbass in un “inferno” e rende noto che nella notte le truppe del Cremlino hanno colpito il villaggio di Desna (vicino al confine con la Bielorussia) provocando “molti morti“.

Come riporta “Tgcom24”, secondo l’intelligence ucraina, la Russia “mobilita tutti, anche i disabili”. Draghi dice che da Putin ha avuto solo “risposte negative” alle sue richieste di pace e di cessate il fuoco, ma dal Cremlino arriva qualche segnale di apertura.

Il più significativo riguarda il primo colloquio dall’inizio dell’invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, e l’omologo americano Mark Milley. E c’è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev.

Al contrario, però, va segnalato che Russia ed Ucraina si sono già sedute al tavole delle trattative più di una volta (sia in Bielorussia che in Turchia) e proprio quando si pareva essere vicini ad un accordo che portasse al cessate il fuoco, è intervenuta la Nato imponendo all’Ucraina di non firmare i concordati di pace e di proseguire nel conflitto, inviando ulteriori aiuti economici e militari.

Duma propone denazificazione della Polonia

Morozov: spinti dalle parole delle autorità polacche.
Offese alla Russia e finanziamenti all’Ucraina le cause.

Le dichiarazioni della leadership polacca che hanno definito la Russia come un “tumore canceroso” e le ripetute decisioni di inviare indennizzi all’Ucraina sia economici che sotto forma di armi, spingono la Federazione Russa a “metterla in linea per la denazificazione“.

È quanto affermato da Oleg Morozov, presidente del Comitato per il controllo della Duma di Stato.

La notizia è stata riportata da Ria Novosti, citando come fonte il canale Telegram di Morozov; più nel dettaglio, le sue parole sarebbero state le seguenti:

Con le sue dichiarazioni sulla Russia come “tumore canceroso” e sull'”indennità” che dobbiamo pagare all’Ucraina, la Polonia ci incoraggia a metterla al primo posto nella coda per la denazificazione dopo l’Ucraina“.

In precedenza, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki aveva dichiarato in una colonna del Telegraph di considerare il mondo russo “un cancro che rappresenta una minaccia mortale per l’intera Europa” e che, a suo avviso, deve essere “sradicato“.

Inoltre, il presidente polacco Andrzej Duda ha affermato che la Russia sarà costretta a pagare un’indennità all’Ucraina.

Che sia stato varcato un punto di non ritorno e che ci sia da aspettarsi il peggio?