Israele attacca l’Iran. Usa: non siamo coinvolti

Il Qatar condanna l’attacco ma dalle sue basi partono gli aerei spia americani e britannici.
Israele: è autodifesa. Iran: regime israeliano pagherà per i suoi crimini.

L’attacco israeliano ai danni dell’Iran avvenuto nella notte ha scatenato diverse reazioni.

La prima, quella dell’Iran con il Ministero della Difesa che dichiara quanto di seguito:

Le forze armate sono pronte a infliggere punizioni dure e misurate al regime israeliano, e questo regime pagherà per i suoi crimini“.

Israele lo ritiene un atto di autodifesa, come comunicato agli Usa e poi riportato nelle dichiarazioni del Segretario di Stato Marco Rubio:

Stanotte Israele ha intrapreso un’azione unilaterale contro l’Iran. Non siamo coinvolti in attacchi contro l’Iran e la nostra massima priorità è proteggere le forze americane nella regione. Israele ci ha comunicato di ritenere che questa azione fosse necessaria per la sua autodifesa. Il Presidente Trump e l’Amministrazione hanno adottato tutte le misure necessarie per proteggere le nostre forze e rimanere in stretto contatto con i nostri partner regionali. Voglio essere chiaro: l’Iran non dovrebbe prendere di mira interessi o personale statunitense.

Infine, sull’attacco, è intervenuto anche il Qatar, che ha condannato l’operazione militare israeliana definendola “una palese violazione della sovranità e della sicurezza iraniane“. Qui, però, si segnala che gli aerei spia statunitensi e britannici schierati per raccogliere informazioni sull’Iran per conto di Israele partono dalla base militare di Al-Udeid in Qatar.

Putin: dopo l’Ucraina la Russia attaccherà l’Europa? Totale assurdità

Il presidente russo: è un’intimidazione della loro stessa popolazione al solo scopo di estorcergli denaro; le loro economie stanno affondando e il loro tenore di vita sta calando.

Vladimir Putin, intervenendo sulla possibilità che la Russia, dopo l’Ucraina, attacchi l’Europa, ha dichiarato che l’ipotesi è una totale assurdità.

Più precisamente, come riporta Giubbe Rosse, sulla tanto sbandierata assunzione dell’Ue e della Nato, ha detto quanto di seguito:

Quello che dicono di noi, che attaccheremo l’Europa dopo l’Ucraina, è una totale assurdità. È un’intimidazione della loro stessa popolazione al solo scopo di estorcergli denaro… le loro economie stanno affondando e il loro tenore di vita sta calando.

Medinsky: l’Ucraina perderà più territori se non scende a compromessi

Il capo negoziatore russo nei colloqui con l’Ucraina: è impossibile condurre una lunga guerra con la Russia.
Poi aggiunge: l’Ucraina si sta facendo guidare dagli interessi di altre nazioni.

In un’intervista al Wall Street Journal, Vladimir Medinsky, capo negoziatore russo nei colloqui di pace con l’Ucraina a Istanbul, ha minimizzato l’impatto di un recente attacco di droni ucraini, che ha distrutto almeno 12 bombardieri russi, e ha avvertito che l’Ucraina potrebbe perdere più territori se non accetterà le condizioni di Mosca.

È impossibile condurre una lunga guerra con la Russia. Ma noi vogliamo la pace. Ma, se l’Ucraina continuerà a lasciarsi guidare dagli interessi nazionali di altri paesi, allora saremo semplicemente costretti a rispondere. Quello che sta accadendo in Ucraina è come un conflitto tra due fratelli – uno più grande e uno più giovane – su chi sia più intelligente e più importante. Questo conflitto, purtroppo, approfondisce le nostre differenze, ed è per questo che vogliamo che finisca il prima possibile“.

Greta verrà espulsa da Israele, Rima Hassan portata in un centro di detenzione

Greta firma i documenti per l’espulsione.
Rima Hassan, membro del Parlamento europeo, si rifiuta di firmarli: sarà detenuta a Givon a Ramla.

Greta Thunberg ha firmato i documenti di espulsione e si appresta a lasciare Israele.

Rima Hassan, membro del Parlamento europeo, ha rifiutato di firmare e verrà condotta al centro di detenzione di Givon a Ramla, nel centro di Israele.

Questo è l’aggiornamento in merito alla vicenda della nave con a bordo 12 attivisti, tra cui Greta Thunberg, che navigava alla volta di Gaza sostenendo di voler portare aiuti umanitari (approfondimento al link).

I passeggeri del “Selfie Yacht” sono arrivati all’aeroporto Ben Gurion per partire da Israele e tornare nei loro paesi di origine. Si prevede che alcuni passeggeri del “Selfie Yacht” lasceranno l’imbarcazione nelle prossime ore.

Coloro che rifiutano di firmare i documenti di espulsione e di lasciare Israele saranno portati davanti a un’autorità giudiziaria, in conformità con la legge israeliana, per autorizzarne l’espulsione.

Lo ha riportato il Ministero degli Affari Esteri di Israele.

Polonia, Nawrocki: vicini all’Ungheria, no all’Ucraina nella UE

Il nuovo presidente polacco detta la linea di politica estera.
E aggiunge: l’Ucraina dovrebbe curare meglio le relazioni con chi l’aiuta invece di pretendere e basta.

Karol Nawrocki, nel suo primo colloquio dopo la vittoria presidenziale con il settimanale ungherese Mandiner, ha sottolineato l’importanza dell’Ungheria come alleato fondamentale della Polonia e la necessità di rafforzare il Gruppo di Visegrád (V4) e il fianco orientale della NATO.

Ha affermato che una cooperazione più stretta nell’ambito del V4, così come dei Nove di Bucarest, è strategicamente cruciale per la sicurezza della regione.

Facendo riferimento alla comune lotta contro il regime comunista, ha evidenziato come queste esperienze storiche abbiano avvicinato polacchi e ungheresi, aggiungendo di avere molti amici in Ungheria.

Ha ribadito, come riporta Polonia Oggi, che “l’Ungheria è per la Polonia un alleato molto importante” ed ha poi confermato che la Polonia continuerà a sostenere l’Ucraina, sia sul piano strategico che su quello militare, pur opponendosi a un’immediata adesione di Kiev all’Unione Europea.

Ancora, ha osservato che l’Ucraina dovrebbe anzitutto concentrare i propri sforzi sul miglioramento delle relazioni con i Paesi vicini, in particolare sotto il profilo economico e storico, citando il genocidio di Volinia.

Ha indicato la Russia e la sua politica aggressiva come la più grande minaccia orientale. Riguardo alla campagna elettorale, ha ammesso di essere stato oggetto di attacchi da parte dell’opposizione e di partiti europei come il Partito Popolare Europeo, ma ha attribuito la sua vittoria ai voti “dei cittadini comuni”.

Infine, ha sottolineato che il governo di Viktor Orbán ha riconosciuto in lui un contrappeso al corso “pro-bellico” della Polonia.

Questa intervista rappresenta una dichiarazione chiave delle sue intenzioni in materia di politica estera e sicurezza, nonché un segnale deciso per i partner della regione.