Germania, pacchetto da 750 miliardi. Dopo coronavirus ritorno all’austerity

Il governo tedesco aumenta il pacchetto degli aiuti da 550 a 750 miliardi di euro.
Dopo l’emergenza si tornerà all’austerity.

La Germania amplia le misure emergenziali per fronteggiare la crisi dovuta al coronavirus.

Il primo pacchetto messo in campo parlava di 550 miliardi di euro; oggi, come riporta “Reuters”, il ministro dell’Economia Peter Altmaier ha annunciato all’emittente televisiva “Zdf” che il pacchetto salirà a 750 miliardi di euro.

Il ministro ha poi aggiunto che, non appena sarà passata l’epidemia, la Germania tornerà alla politica di austerity ed al pareggio di bilancio.

Più precisamente, le parole di Altmaier sono state le seguenti:

Stiamo prendendo denaro a condizioni favorevoli sul mercato dei capitali e le condizioni sono così favorevoli soltanto perché tutti credono in noi e confidano che lo faremo solo per il tempo necessario. Una volta che la crisi sarà finita torneremo alla politica di austerità e, al più presto, alla politica di bilancio in pareggio.”

La Cina stampa 156 miliardi di euro. Alla faccia degli espertoni di casa nostra

La Cina emetterà 156 miliardi di euro per far fronte al calo economico dovuto al coronavirus.
Ecco come si comporta chi ha sovranità monetaria.

156 miliardi di euro (1.200 miliardi di yuann, moneta cinese) di liquidità.

È quanto la banca centrale cinese inietterà nei mercati finanziari al fine di tamponare l’emorragia economica provocata dal coronavirus.

Nella nota diffusa ieri, l’istituto ha spiegato che l’intervento ha l’obiettivo di mantenere “una liquidità ragionevole ed abbondante” del sistema bancario e di garantire la stabilità del mercato dei cambi.

L’operazione è assolutamente fattibile, legale e lecita: serve a tutelare il bene dell’economia e del popolo cinese.

Sarà curioso vedere come gli espertoni di casa nostra (Ue ed Italia) giustificheranno questa mossa (che non assolutamente la prima nella storia della Cina né di altri Stati); andranno a chiedere ai cinesi “ma le coperture?”, piuttosto che “pensate che la soluzione sia stampare moneta? Non si può!” o ancora “attenti perché vivete sopra le vostre possibilità”?

Nel frattempo, noi, ci auto-imponiamo austerity, pareggi di bilancio e deficit che non devono superare il 3%, regola tra l’altro totalmente priva di fondamenta scientifiche, come dichiarato dallo steso autore.

Purtroppo, nell’Ue la sindrome di Stoccolma è dilagante. Ad eccezione del Regno Unito fresco di Brexit, si intende.

Un episodio che richiama alla mente la frase di Ben Bernanke, ex Presidente della Fed:

è meglio buttare soldi da un elicottero ed inondare l’America di liquidità, che farle attraversare una recessione come quella europea“.