L’Ue rinvia il divieto di gas russo: molti Paesi non hanno alternative

L’Ue non va oltre i proclami: continuerà a comprare gas russo nonostante gli annunci.
Trump: così non posso esercitare ulteriori pressioni sulla Russia.

La Ue non ha raggiunto un accordo per vietare le importazioni di Gnl russo nel blocco con un anno di anticipo, poiché alcuni Paesi non dispongono di fornitori alternativi di gas.

Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, come riportato da Reuters.

La Ue aveva previsto una graduale eliminazione del gas naturale liquefatto russo entro il 1° gennaio 2028, ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente sollecitato il blocco a interrompere più rapidamente gli acquisti di energia dalla Russia, prima di intraprendere ulteriori azioni per esercitare pressioni su Mosca.

Polonia, Nawrocki: no a Green Deal e Mercosur

Il presidente polacco si oppone alle politiche europee: danneggiano i nostri agricoltori.
Sosteniamo l’Ucraina, ma non ci devono fare concorrenza sleale.

Domenica il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha preso parte nella “Festa del Raccolto” dove ha detto che non accetta il patto verde europeo, perché questo distrugge l’agricoltura polacca, ma sottolinea che la Polonia vuole essere parte della Unione Europea e vuole collaborare.

Nawrocki, come riporta Polonia Oggi, ha detto anche che non firmerà l’accordo della Unione Europea con il Mercosur (approfondimento sul Mercosur al link) e farà tutto quello che deve per impedire che si realizzi.

Ancora, ha sottolineato la solidarietà con l’Ucraina ma non vuole una concorrenza disonesta dell’est.

Era presente anche il ministro dell’agricoltura, Stefan Krajewski, che ha detto che quest’anno è molto difficile per l’agricoltura a causa della temperatura bassa e della gradine; ha proposto i mutui per agricoltori che hanno il grano nei depositi ma non possono venderlo, perché i prezzi sono troppo bassi.

Krajewski è anche d’accordo con il presidente per quanto riguarda il Mercosur.

Germania pronta a concludere accordo per il gas con la Cina

L’accordo con i cinesi potrebbe infastidire Washington, dopo che Ursula von der Leyen aveva promesso a Trump 750 miliardi in importazioni di gas dagli Usa in 3 anni.

L’azienda statale tedesca Sefe (“Securing Energy for Europe” – ex Gazprom Germania) è sul punto di concludere una collaborazione strategica con il commerciante di energia cinese Unipec in occasione della fiera dell’energia “Gastech” di Milano.

Lo riporta il Berliner Zeitung, aggiungendo che l’obiettivo è quello di “formalizzare e approfondire la cooperazione esistente sui mercati internazionali del GNL“.

Ci si chiede come reagirà Washington alla notizia, dato che Ursula von der Leyen aveva promesso a Trump 750 miliardi in importazioni di gas dagli Usa in tre anni.

L’italiana Guala Closures acquista la polacco DGS

Leader mondiale nella produzione di tappi per bottiglie, l’azienda vale circa 200 milioni di euro.

Krzysztoł Grządziel, uno degli uomini più ricchi della Polonia, ha venduto la sua azienda DGS, specializzata nella produzione di tappi per bottiglie, alla società italiana Guala Closures (ora Guala Closures DGS Poland), che già da anni possedeva una quota significativa della società.

L’idea di creare questa azienda è nata negli anni ‘90, in occasione della festa di compleanno del fratello.

Allora si erano resi conto che Polmosy (le aziende produttrici di alcolici) avevano grandi difficolta a ottenere tappi, nonostante la forte domanda di alcolici nel Paese.

Nel 1991, insieme a Janusz Derlak e Ireneusz Sekuła, fondò la società DGS, che si occupava principalmente della produzione di tappi metallici per bottiglie.

L’azienda, come riporta Polonia Oggi, è diventata un protagonista di livello mondiale nel settore.

Nel 2011 gli italiani hanno acquisto il 70% delle azioni e un anno fa, nel luglio 2024, hanno acquisto il restante 30%, pagando a Grządziel 56 milioni di euro per la sua quota.

L’intera società è stata valutata 187 milioni di euro, equivalenti a quasi 800 milioni di zloty.

L’anno scorso la società ha realizzato oltre 500 milioni di zloty di ricavo e 51 milioni di zloty di profitto con la possibilità di distribuire generosi dividendi, di cui Krzysztof Grządziel ha beneficiato in qualità di azionista e presidente.

Un anno dopo la consegna della società agli italiani, Grządziel ha lasciato la carica di presidente, sostituito da Maciej Martynowski.

Attualmente, il fondatore di DGS investe con la sua famiglia nella stazione termale Wieniec a Wieniec Zdrój, che si è rivelata un’altra azienda vantaggiosa.

Polonia: Nawrocki mette il veto sulla protezione degli ucraini

Il presidente polacco: aiuti solo a chi lavora in Polonia e paga i contributi.
L’Ue si oppone ma la legge è molto vaga lasciando ai singoli Paesi la possibilità di fissare i termini degli aiuti.

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha posto il veto alla legge che mirava a prorogare in Polonia la protezione temporanea per i cittadini ucraini, nonché a estendere il beneficio dell’“800 plus” (ovvero 800 PLN al mese per ogni figlio sotto i 18 anni) anche ai non occupati sul territorio nazionale.

Nawrocki ha motivato la sua decisione affermando che il sostegno finanziario dovrebbe spettare solo agli ucraini lavoranti in Polonia e che l’accesso all’assistenza sanitaria andrebbe vincolato al pagamento dei contributi.

La normativa bloccata avrebbe recepito in diritto nazionale la decisione dell’Unione Europea di prolungare la protezione temporanea fino a marzo 2027, adottata dagli Stati membri lo scorso luglio.

Tale meccanismo garantisce a circa 4 milioni di ucraini nell’UE il diritto di soggiorno, l’accesso al lavoro, all’alloggio, all’assistenza sanitaria e sociale, nonché all’istruzione per i minori.

Il portavoce della Commissione Europea, Markus Lammert, ha commentato il veto, ricordando che, secondo la direttiva europea, gli Stati membri sono tenuti a fornire ai rifugiati supporto di base se questi non dispongono di mezzi sufficienti.

Tuttavia, come riporta Polonia Oggi, la direttiva non stabilisce importi specifici né soglie minime: la definizione del livello degli aiuti resta competenza dei singoli paesi.

Lammert ha inoltre sottolineato che l’UE stessa contribuisce al sostegno: prima dell’estate è stato annunciato lo stanziamento di 3 miliardi di euro a favore degli Stati membri che accolgono i rifugiati ucraini.

La decisione di Nawrocki apre quindi un nuovo fronte politico, mettendo in discussione le modalità di implementazione a livello nazionale degli obblighi europei in materia di protezione temporanea.