Bce: possibili le dimissioni anticipate di Lagarde

La presidente della Bce potrebbe mirare alla presidenziali in Francia: “penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese”.

La presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato giovedì, in un’intervista a Les Echos, di non escludere la possibilità di lasciare Eurotower prima della scadenza del suo mandato, nell’ottobre 2027, per far sentire “una voce europea” nel dibattito presidenziale francese.

Interrogata su un’eventuale dimissione anticipata, con un occhio alle future elezioni in Francia, Lagarde ha risposto: “È possibile. Penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese“.

Come riporta Ansa, domani Lagarde è attesa in Provenza per gli “incontri economici“, ai quali partecipa anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Cremlino a Kallas: pressione su Kiev continuerà ad aumentare

Kallas (Ue): introdurre nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.
Peskov: la pressione sul regime ucraino continuerà fino per arrivare agli obiettivi.

La Russia continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev per arrivare ai suoi obiettivi“.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo i massicci attacchi della scorsa notte sull’Ucraina e rispondendo alle dichiarazioni dell’Alto rappresentante della Ue, Kaja Kallas, sulla necessità di introdurre nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.

Lo riferisce l’agenzia Tass, poi ripresa da Ansa.

Polonia: proposto il 28 giugno come giornata dell’Opposizione Anticomunista

Il Presidente della Repubblica firma l’iniziativa di legge.
Alla commemorazione della brutale repressione da parte del regime comunista hanno partecipato ospiti internazionali, istituzioni statali e della Chiesa.

In occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della rivolta di Poznań del 1956, il presidente della Repubblica Karol Nawrocki ha annunciato di aver firmato un’iniziativa legislativa per istituire il 28 giugno come Giornata degli Attivisti dell’Opposizione Anticomunista e delle Persone Perseguitate per Motivi Politici.

Nel suo discorso, il presidente ha sottolineato il significato storico della rivolta di Poznań come simbolo della lotta per la libertà, la dignità e l’indipendenza della Polonia, ricordando la brutale repressione della protesta da parte del regime comunista.

Alle celebrazioni, come riporta Polonia Oggi, hanno partecipato anche ospiti internazionali, rappresentanti delle istituzioni statali e della Chiesa.

La rivolta di Poznań ebbe inizio il 28 giugno 1956 con lo sciopero degli operai degli stabilimenti Cegielski, trasformandosi rapidamente in una grande manifestazione contro il regime comunista.

La protesta fu repressa con l’intervento dell’esercito e delle forze di sicurezza: morirono 73 persone, tra cui numerosi adolescenti.

Durante le commemorazioni è stato reso omaggio anche alle vittime di quei tragici eventi, le cui tombe sono oggi protette dallo Stato.

Google amplia la sua presenza a Cracovia

Nuovo ufficio da 300 posti di lavoro che si aggiungono agli oltre 400 già presenti in città.
Aggiungendo Breslavia e Varsavia si superano i 3.000 posti di lavoro: è il più grande hub nell’Ue.

Google ha inaugurato un nuovo ufficio a Cracovia, ampliando la propria presenza nella città che ospita uno dei principali centri ingegneristici del gruppo in Europa.

La nuova sede si trova nel complesso Tertium e offre circa 300 postazioni di lavoro. Gli spazi sono stati progettati con riferimenti alla cultura pop e alla tradizione locale, con ambienti ispirati a opere come The Witcher, Dune e Pirati dei Caraibi.

I dipendenti hanno inoltre a disposizione aree relax, sale riunioni, spazi dedicati alle famiglie e una zona wellness. Nel capoluogo della Piccola Polonia lavorano già oltre 400 specialisti impegnati nello sviluppo di tecnologie utilizzate a livello globale, tra cui Google Cloud, Chrome, Android e i dispositivi Pixel.

Google è presente in Polonia da vent’anni e impiega circa 3 mila persone tra Varsavia, Breslavia e Cracovia.

Secondo l’azienda, come riportato da Polonia Oggi, il Paese ospita oggi il più grande hub ingegneristico di Google nell’Unione Europea.

La Danimarca vuole vietare il richiamo islamico alla preghiera

Il Ministro: il richiamo alla preghiera non deve risuonare sopra i tetti danesi; il Paese sembra un sobborgo di Islamabad.
Il governo di centro-sinistra al terzo progetto per creare un quadro giuridico solido che vieti l’Adhan.

La Danimarca si prepara a una nuova e severa stretta in materia di immigrazione e integrazione.

Il Ministro dell’Immigrazione Morten Bødskov, esponente del partito dei Socialdemocratici (centro-sinistra), ha annunciato l’intenzione del governo di mettere al bando l’Adhan, il tradizionale richiamo islamico alla preghiera diffuso dai minareti.

La dichiarazione, come riporta Il Messaggero, ha sollevato immediate discussioni sia sul piano interno che internazionale, in particolare per i toni netti utilizzati dal ministro, il quale ha affermato che alcune aree del Paese hanno ormai finito per assomigliare a «un sobborgo di Islamabad».

«Il richiamo alla preghiera non deve risuonare sopra i tetti danesi», ha dichiarato il Ministro all’organo di stampa Ritzau, aggiungendo che «l’Islamizzazione strisciante starebbe occupando troppo spazio pubblico» e che i cittadini «non dovrebbero mai avere il dubbio di trovarsi in Pakistan mentre passeggiano per le città della Danimarca».

Il tentativo di costruire un quadro giuridico solido per vietare l’Adhan non è una novità assoluta per la politica danese: si tratta infatti del terzo progetto in questa direzione promosso dai Socialdemocratici, dopo i precedenti tentativi avviati nel 2020 e nel 2025.