Il Regno Unito mette al bando la Guardia Rivoluzionaria dell’Iran

L’inizia della ministra dell’Interno Shabana Mahmood evocata al Parlamento.
Pasdaran già sanzionati e accusati da Londra di attività ostili e violente.

Il governo del Regno Unito ha annunciato oggi la decisione di mettere formalmente fuori legge i Guardiani della Rivoluzione islamica dell’Iran.

L’iniziativa, come riporta Ansa, è stata evocata al Parlamento dalla ministra dell’Interno, Shabana Mahmood.

I Guardiani (detti anche pasdaran), costituiscono una forza militare, ma anche economica chiave a Teheran; sono stati già oggetto di sanzioni da parte britannica e sono stati accusati di recente ripetutamente da Londra di promuovere attività ostili e talora violente sull’isola.

Nuova escalation Usa-Iran: traffico azzerato nello Stretto di Hormuz

Niente navi commerciali da ieri sera, solo alcuni singoli cargo a transponder spenti.
Teheran: movimenti illegali di forze americane nelle regione.

Transiti di navi commerciali azzerati da ieri sera attraverso lo Stretto di Hormuz, sullo sfondo della nuova escalation fra Usa e Iran.

Lo riporta la Bbc citando il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic.

L’emittente britannica, ripresa poi da Ansa, segnala peraltro come alcuni singoli cargo siano passati nelle scorse ore ‘al buio‘, ossia con i trasponder spenti.

Domenica il governo di Teheran aveva parlato di passaggio “al momentonon più possibile a causa dei “movimenti illegali delle forze armate americane nella regione“. 

Quando il denaro ha preso il posto di Dio

Da strumento di libertà a padrone invisibile, da “mezzo” a “fine”.
Ci siamo dimenticati che la vera ricchezza è la qualità della vita.

Per gran parte della storia umana, il denaro non è esistito.

Le relazioni economiche erano basate sul baratto, sulla dipendenza personale e su legami di sottomissione. Nel mondo feudale, la sopravvivenza dell’individuo era spesso legata al signore o al padrone, al quale si donava letteralmente la propria vita: la libertà personale era limitata non solo dalle condizioni materiali, ma anche dall’assenza di uno strumento universale di scambio.

L’introduzione del denaro rappresentò una vera rivoluzione. Grazie ad esso, infatti, il lavoro poteva essere remunerato indipendentemente dal rapporto personale con chi deteneva il potere.

Si iniziò a lavorare per ottenere denaro e, con quel denaro, acquistare ciò di cui si aveva bisogno. In questo senso, il denaro contribuì a “liberare” l’uomo: non era più necessario dipendere direttamente da un signore per accedere ai beni essenziali.

Il mercato sostituì gradualmente il rapporto di dipendenza personale, portando onore e valore alle vite; ne migliorava la qualità, perché erano poi liberi di fare cose inimmaginabili prima.

Per secoli, tuttavia, il denaro rimase un mezzo. La sua funzione era facilitare la produzione di beni, gli scambi e il soddisfacimento dei bisogni individuali e collettivi. L’agricoltore coltivava per nutrire la popolazione, l’artigiano produceva per rispondere a una necessità, il commerciante distribuiva beni utili alla società. Il denaro era lo strumento che rendeva possibile tutto questo.

Con la modernità avanzata e la progressiva finanziarizzazione dell’economia, molti osservatori ritengono che si sia verificato un ribaltamento. Sempre più spesso non ci si chiede se un bene sia utile o necessario, ma se sia sufficientemente redditizio. La produzione non è più orientata principalmente al soddisfacimento dei bisogni, bensì alla generazione di profitto. Il denaro, da mezzo, sembra essere diventato il fine.

È in questo contesto che si può interpretare in modo nuovo la celebre frase di Friedrich Nietzsche: “Dio è morto”. Nel Medioevo, eliminare la parola “Dio” dal linguaggio e dalla visione del mondo avrebbe significato perdere la chiave di lettura della realtà. L’universo, la morale, la politica e la vita quotidiana trovavano il proprio significato in riferimento a Dio.

Oggi, almeno in gran parte dell’Occidente, la società continua a funzionare anche prescindendo da quel riferimento religioso. Ma proviamo ad immaginare di eliminare la parola “denaro“. Come interpretare il lavoro, l’economia, i prezzi, gli investimenti, le carriere, i consumi o le scelte politiche? Gran parte delle dinamiche che strutturano la vita contemporanea diventerebbe improvvisamente incomprensibile.

Più che una semplice invenzione economica, il denaro appare così come il nuovo linguaggio attraverso cui la società interpreta se stessa. Se un tempo la domanda fondamentale era “Qual è la volontà di Dio?“, oggi sembra spesso essere diventata “Quanto costa?“. Una trasformazione che invita a riflettere su quale sia il posto del denaro nella nostra civiltà: se debba continuare a essere uno strumento al servizio dell’uomo o se, silenziosamente, sia diventato il nuovo centro di gravità attorno a cui ruota il mondo contemporaneo.

Il denaro è passato dall’essere il mezzo per produrre beni e sodisfare bisogni, ad essere il fine in base al quale si decide se vale la pena produrre beni e soddisfare bisogni, con buona pace della qualità della vita.

Volkswagen dimezzerà i modelli in vendita

La gamma dei modelli sarà ridotta del 50% in base ai mercati più attrattivi.
Le possibilità di allestimento e optional vari saranno ridotti fino al 75%.

Dopo le recenti notizie inerenti alla chiusura di 4 stabilimenti, il taglio di 100.000 dipendenti e la riduzione di 50 miliardi di investimenti (approfondimento al link), dopo la riunione del consiglio avvenuta ieri 9 luglio, ecco il quadro della situazione, come riporta motor1.com:

Nel corso della riunione odierna, il consiglio di amministrazione del Gruppo ha presentato al consiglio di sorveglianza un ampio pacchetto di misure articolato in 12 iniziative e la visione-obiettivo 2030. In un contesto di mercato globale, è fondamentale rendere l’azienda ancora più solida, efficiente e rapida. Il consiglio di amministrazione del Gruppo ha già avviato l’attuazione delle prime misure del suo piano per il futuro.
Tra queste rientrano, nell’immediato, la riduzione della complessità e della varietà di versioni nel portafoglio prodotti, un orientamento ancora più regionale di prodotti, tecnologie e sviluppo nei mercati, l’adeguamento delle capacità della rete produttiva alle attese del mercato, nonché la semplificazione delle strutture e del portafoglio partecipazioni.

In parole povere: il Gruppo Volkswagen – ed è bene sottolineare la parola Gruppo, la strategia comprenderà infatti tutti i brand (Volkswagen, Audi, Porsche, Seat, Lamborghini, Ducati e Skoda) – produrrà meno modelli di auto.

Più precisamente, la gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e si concentrerà sui segmenti di mercato più attrattivi. La complessità dell’offerta – per esempio il numero di possibili opzioni di allestimento – sarà ridotta fino al 75%.

Espulsioni diplomatici russi dall’Italia, l’ambasciatore: mancano figure di levatura

Espulsi due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia.
Paramonov: in Italia mancano figure di levatura come Putin e Lavrov.

Espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia“, ma “questo è comunque impossibile“.

Lo ha affermato l’ambasciatore russo, Alexei Paramonov, sul suo canale Telegram, commentando l’espulsione dei due addetti militari della sua ambasciata.

Infatti – prosegue Paramonov citato da Ansa – la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Serghei Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura“.