Stellantis sospende lo sviluppo dei veicoli a idrogeno

Il gruppo decide di puntare su veicoli elettrici a batteria.
Michelin e Forvia colti di sorpresa dalla decisione.

Il gruppo Stellantis ha annunciato di sospendere temporaneamente il proprio programma di sviluppo della tecnologia delle celle a combustibile all’idrogeno.

La decisione significa rinunciare alla produzione in serie, prevista per quest’anno, di veicoli commerciali alimentati a idrogeno, che sarebbe dovuta iniziare anche nello stabilimento di Gliwice (Polonia).

Il gruppo, come riporta Polonia Oggi, intende ora concentrarsi sullo sviluppo di veicoli elettrici a batteria.

Come ha spiegato Stellantis, la scelta è stata determinata principalmente dalla limitata disponibilità di infrastrutture per il rifornimento di idrogeno, dagli elevati requisiti in termini di capitale e dalla mancanza di adeguati stimoli di mercato.

Jean-Philippe Imparato, direttore operativo Stellantis per l’Europa allargata, ha dichiarato che il mercato dell’idrogeno rimane di nicchia ed attualmente non offre prospettive di stabilità economica.

La decisione di abbandonare la tecnologia a idrogeno ha colto di sorpresa i partner Michelin e Forvia, per i quali potrebbe avere gravi conseguenze finanziarie, in particolare per Symbio, joint venture a cui partecipa anche Stellantis.

Il produttore ha assicurato che il cambiamento strategico non avrà impatto sull’occupazione negli stabilimenti e che le attività di ricerca saranno reindirizzate verso altri progetti.

L’Ue approva il 18° pacchetto di sanzioni alla Russia

La Slovacchia ritira il veto.
Introdotto un price cap del 15% inferiore al prezzo medio di mercato per il petrolio russo.

La Slovacchia ha ritirato il veto che aveva posto (approfondimento al link).

Si introduce così un price cap sul petrolio russo del 15% inferiore al prezzo medio di mercato: il tetto massimo sarà ridotto a circa 47,6 dollari al barile.

Questo non significa che per i cittadini dell’Ue il petrolio costerà meno, ma che si comprerà petrolio da altri Stati a prezzo più alto.

Ue: nuova tassa sui rifiuti… senza rifiuti

L’aliquota è di 2 euro al kg e si basa solo su stime, tassando anche rifiuti non realmente prodotti.
Garantirà 15 miliardi di euro di nuove tasse all’anno.

Come visto a questo link, l’Ue intende tassare tabacco e prodotti elettronici per finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo.

Per quanto riguarda i prodotti elettronici, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen intende raccogliere 15 miliardi di euro all’anno tassando i Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) non raccolti e, con questi fondi, finanziare il bilancio 2028-2034.

Il comunicato stampa ufficiale, come riporta Qui Finanza, riporta la volontà di applicare un’aliquota sui rifiuti elettronici non raccolti di 2 euro al kg moltiplicati per la differenza tra il peso medio degli apparecchi immessi sul mercato nei tre anni precedenti ed il peso dei Raee raccolti.

Di fatto, dunque, una tassa che si basa su stime e non su dati e che tasserebbe anche dei rifiuti non realmente prodotti.

Redfield: vaccini Covid possono causare risposta proinfiammatoria molto forte. Effetti collaterali deliberatamente sottostimati

L’ex direttore del CDC (ente governativo americano per la saluta pubblica): “Non avrebbero mai dovuto essere obbligatori, non prevengono l’infezione e hanno effetti collaterali”.

L’ex direttore del CDC (Center of Disease Control and Prevention – ovvero l’ente governativo statunitense per la salute pubblica), Robert Redfield, ha ammesso che i vaccini contro il COVID possono causare una risposta proinfiammatoria molto forte e che gli effetti collaterali sono stati deliberatamente sottostimati.

Redfield, durante l’incontro, ha inoltre dichiarato quanto di seguito:

Non avrebbero mai dovuto essere obbligatori… Non prevengono l’infezione e hanno effetti collaterali”.

Il video delle dichiarazioni è reperibile a queasto link.

Tasse su tabacco e rifiuti elettronici per finanziare il bilancio Ue

L’Ue propone che Bruxelles incassi direttamente i proventi sottraendoli ai governi nazionali.
Aumenti fino al 139% sulle accise del tabacco; sul tavolo anche i rifiuti elettronici.

Bilanci più corposi per poter finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo (ReArmUe).

Come farlo? L’Ue, come riporta Il Sole 24 Ore, sta pensando di incassare direttamente le tasse sul tabacco, privando gli Stati membri di parte delle entrate fiscali.

In pratica sarebbe Bruxelles ad incassare i proventi, sottraendoli ai governi nazionali.

Non solo. Lo farebbe con possibili aumenti fino al 139% sulle sigarette e mettendo nuove accise sui rifiuti elettronici.