CR7: 15 giorni per demolire la costruzione abusiva

L’attico a Lisbona ha un valore totale di 7,3 milioni di euro.
Le possibilità sono la demolizione della struttura o l’iter autorizzativo.

(Foto da internet)

A luglio le autorità locali di Lisbona hanno notificato a Cristiano Ronaldo che la costruzione annessa al suo attico è illegale.

Il campione portoghese ha infatti costruito un gazebo in vetro, una struttura esterna accessoria dove CR7 si allena e passa il tempo con la sua famiglia.

Stando a quanto riporta il The Sun, Cristiano Ronaldo avrebbe 15 giorni di tempo per mettersi in regola.

Per farlo, può percorrere due vie: la demolizione del medesimo gazebo in vetro, oppure avviare un iter burocratico al comune di Lisbona per farlo autorizzare.

La pratica potrebbe fargli guadagnare ulteriori 30 giorni; attualmente l’attico ha un valore complessivo pari a 7,3 milioni di euro.

Bollette e carburante: +250 euro per gli italiani

Federconsumatori chiede l’intervento del Governo.
Gli automobilisti i più danneggiati.

Non bastava la crisi economica dovuta alla pandemia, per gli italiani arriva un’altra doccia fredda: tra energia e carburante, infatti, in media gli italiani pagheranno circa 250 euro in più a testa l’anno.

I calcoli dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori mostrano che la benzina dovrebbe costare almeno 12 centesimi in meno al litro; questo significa che a farne le spese saranno soprattutto gli automobilisti, specie in un periodo di ferie, che avranno un sovrapprezzo annuo stimato di 144 euro ciascuno.

Gli aumenti in termini indiretti, poi, sui beni di consumo trasportati in larga parte su gomma, saranno di 107,28 euro annui a famiglia. Il totale delle ricadute, in termini annui a famiglia ammonta quindi a 251,28 euro.

Federconsumatori ha richiesto un intervento del Governo ed ha precisato quanto di seguito in una nota:

In pieno periodo di vacanza non aumentano solo i carburanti, ma come prevedibile crescono i costi dei servizi relativi ai trasporti, che si attestano al +1,1% e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%). Con il tasso di inflazione a questi livelli le ricadute per i cittadini saranno di +536,40 euro annui a famiglia. Un andamento estremamente preoccupante: È fondamentale che il Governo intervenga disponendo un attento monitoraggio dei prezzi dei beni energetici e una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette.

Pfizer e Moderna aumentano i prezzi dei vaccini

Sale il prezzo per il mercato europeo negli ultimi accordi firmati con l’Ue.
Silenzio stampa dalle case farmaceutiche.

Sale il costo dei vaccini.

Stando a quanto riporta Reuters, che a sua volta cita il Financial Times, il nuovo prezzo per i vaccini contro il Covid-19 prodotti da Pfizer e Moderna e stipulati negli ultimi accordi con l’Ue è aumentato.

Più precisamente, il vaccino Pfizer è passato da un costo unitario di 15,50 euro agli attuali 19,50 euro con un aumento netto di 4 euro che corrisponde al 25,80%, mentre quello prodotto da Moderna è passato dai 19 euro a dose agli attuali 25,50 dollari (ovvero circa 21,50 euro).

Il prezzo del vaccino Moderna sarebbe costato 28,50 dollari a dose (all’incirca 24,00 euro) ma, grazie al volume ordinato, il prezzo unitario è stato ridotto.

Il Financial Times cita alcuni passaggi del contratto ed un funzionario a conoscenza della situazione.

Per quanto riguarda le case farmaceutiche, invece, nessun commento. Se per Moderna non è stato immediatamente possibile avere un commento, Pfizer si è barricata dietro questioni di riservatezza:

Al di là del contratto o dei contratti redatti pubblicati dalla Ce (Commissione europea), il contenuto rimane riservato e quindi non commenteremo.

Vanden Bossche: “Fermate le vaccinazioni o sarà una catastrofe”

Dopo l’allarme di uno dei creatori del vaccino a mRNA, arriva la lettera aperta dell’ex responsabile senior per la Vaccine Discovery della Bill and Melinda Gates Foundation.

Poco tempo fa il dottor Malone, uno degli inventori del vaccino a mRNA, aveva denunciato di essere stato censurato da LinkedIn dopo aver espresso i suoi dubbi sul vaccino stesso (approfondimento al link).

Ora, con una lettera aperta, anche Geert Vanden Bossche lancia l’allarma sull’attuale campagna di vaccinazione anti Covid-19.

Geert Vanden Bossche ha conseguito il DVM presso la Facoltà di Veterinaria di Ghent e il PhD in Virologia presso l’Università di Hohenheim, Stoccarda. Dopo la sua formazione post-dottorato in Virologia, Immunologia e Biologia Molecolare presso la Libera Università di Berlino e l’Università di Hohenheim (Germania), ha ricevuto la Venia Legendi e successivamente ha ricoperto incarichi di facoltà a contratto presso l’Università di Hohenheim (Germania), l’Università di Leuven (Belgio) e la Facoltà europea di igiene ambientale presso l’Università di Ghent (Belgio). È quindi passato all’industria dei vaccini per ricoprire vari ruoli senior nello sviluppo di vaccini sia precoci che tardivi (GSK, Novartis, Solvay).

Nel 2008 è entrato a far parte della Bill & Melinda Gates Foundation di Seattle per ricoprire il ruolo di Senior Program Officer in Vaccine Discovery for Global Health. Inoltre, ha anche fondato UNIVAC LLC, una società di vaccini start-up, e ha coordinato il programma per il vaccino contro l’Ebola per conto di GAVI.

Attualmente è il capo dell’Ufficio per lo sviluppo dei vaccini presso il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni (DZIF) in Germania. È certificato in Virologia e Microbiologia, autore di oltre 30 pubblicazioni e inventore di una domanda di brevetto per vaccini universali. Ha presentato argomenti relativi ai vaccini e agli adiuvanti in numerosi congressi internazionali.

Come riporta Database Italia, secondo Vanden Bossche è necessario fermare la vaccinazione altrimenti sarà una catastrofe ed indica i motivi per i quali la vaccinazione di massa in mezzo ad una pandemia crea un mostro irrefrenabile. L’articolo completo con tutti i rimandi e le fonti è disponibile al link.

Svizzera, sondaggio: l’80% non vuole entrare nell’Ue

Schiacciante presa di posizione del popolo elvetico.
La “piccola” nazione preferisce rimanere autonoma e sovrana.

Decisione netta, quella dei cittadini svizzeri che hanno partecipato al sondaggio inerente ad un eventuale ingresso della Svizzera nell’Ue.

Alla domanda, l’80% di coloro che hanno risposto ha espresso parere negativo, preferendo che la nazione rimanga allo stato attualo.

Di seguito, l’immagine del sondaggio: