Germania: non vogliamo ridiscutere target climatici del 2035

Giegold lo dichiara al Consiglio Ue.
Poi aggiunge: con Urso colloquio amichevole ma non nello stesso spirito.

La Germania non vuole indebolire le regole climatiche, per noi gli obiettivi climatici sono fondamentali e vediamo già un pericolo che l’industria Ue non regga la competizione con veicoli elettrici provenienti da altrove. Il nostro obiettivo non è mettere in discussione l’uscita dal motore endotermico nel 2035 e non chiediamo nuovi biocarburanti, che non sono climaticamente neutrali”.

Così il segretario di Stato tedesco agli Affari economici, Sven Giegold, arrivando al Consiglio Ue Competitività.

Come riporta Ansa, Giegold ha poi aggiunto: “Con il ministro Urso abbiamo avuto un colloquio amichevole ma non nello stesso spirito, non vogliamo ridiscutere il target del 2035“.

Ue: autorizzato uso di armi su territorio russo. Guerra mai così vicina

La decisione del Parlamento europeo ci spinge praticamente in guerra.
Tajani: “Noi contrari ma sosteniamo Kiev”.

L’Ucraina deve essere in grado di colpire obiettivi militari legittimi in Russia: così il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato una risoluzione che chiede un maggiore sostegno all’Ucraina da parte degli Stati membri.

Come riporta Affaritaliani, il testo è stato approvato con 425 voti favorevoli, 131 contrari e 63 astenuti.

Sono stati approvati anche i paragrafi 8 e 9 della risoluzione, che invitano i Paesi membri a consentire l’uso delle armi fornite a Kiev per colpire obiettivi militari in territorio russo.

Il paragrafo 8, approvato con 377 voti a favore, 191 contrari e 51 astenuti, “invita gli Stati membri a revocare immediatamente le restrizioni all’uso dei sistemi d’arma occidentali forniti all’Ucraina contro legittimi obiettivi militari sul territorio russo“.

Un divieto in tal senso, aggiunge il testo della risoluzione, “ostacola la capacita’ dell’Ucraina di esercitare pienamente il suo diritto all’autodifesa” ai sensi del diritto internazionale e lascia il Paese esposto ad attacchi contro la sua popolazione e le sue infrastrutture.

Nel paragrafo 9, l’Eurocamera sottolinea che le forniture insufficienti di munizioni e armi e le restrizioni al loro utilizzo rischiano di compromettere gli sforzi compiuti finora e “deplora profondamente la riduzione del volume finanziario degli aiuti militari bilaterali all’Ucraina da parte degli Stati membri, nonostante le energiche dichiarazioni rilasciate all’inizio dell’anno in corso” e “ribadisce il suo invito agli Stati membri a rispettare l’impegno assunto nel marzo 2023” di consegnare un milione di munizioni all’Ucraina, di accelerare le forniture di armi, in particolare di moderni sistemi di difesa aerea e altri tipi di armi e munizioni, compresi i missili Taurus.

La risoluzione chiede infine la “rapida attuazione degli impegni congiunti in materia di sicurezza contratti tra l’Ue e l’Ucraina” e ribadisce la posizione secondo cui “tutti gli Stati membri dell’Ue e gli alleati della Nato dovrebbero impegnarsi collettivamente e individualmente a fornire sostegno militare all’Ucraina con almeno lo 0,25 per cento del loro Pil annuo“.

L’Olanda chiede l’esenzione dalla politica migratoria Ue

Ufficiale la richiesta di opt-out in materia di immigrazione.
Il ministro per l’Asilo: dobbiamo occuparci della nostra politica di asilo.

I Paesi Bassi hanno inviato a Bruxelles la richiesta di esenzione dalla politica comune d’asilo e migrazione.

Come riporta Ansa, lo ha annunciato la ministra per l’Asilo, Marjolein Faber su X:

Ho appena informato la Commissione europea che desidero l’opt-out in materia di migrazione per i Paesi Bassi. Dobbiamo nuovamente occuparci della nostra politica di asilo“.

Polonia presto quarta potenza europea

Dal 2004 ad oggi ha scalato 3 posizioni.
Paese senza grandi problemi sociali grazie alla gestione dell’immigrazione.

La Polonia, membro dell’Unione Europea da 20 anni, ha fatto un uso eccellente degli ingenti sussidi ricevuti da Bruxelles per rinnovare le sue infrastrutture“.

È quanto riporta Le Figaro, quotidiano francese.

Non solo. Come riporta Polonia Oggi, Le Figaro sottolinea che nel 2004 la Polonia era il nono paese dell’UE in termini di PIL (esclusa la Gran Bretagna), ed attualmente è sesta.

È ancora dietro a Spagna e Paesi Bassi in termini di PIL, ma presto li raggiungerà“, aggiunge il quotidiano, evidenziando nel titolo la previsione della Polonia come “quarta economia più grande dell’UE“.

Il quotidiano stima anche che il Triangolo di Weimarsia diventato l’asse politico più importante all’interno dell’Unione Europea oggi“. Inoltre, ritiene che la Polonia sia un paese senza grandi problemi sociali.

Individuando la questione dell’immigrazione, il quotidiano sottolinea che la maggior parte degli immigrati in Polonia sono ucraini che “hanno trovato lavoro e sono molto ben integrati“.

Il precedente governo (PiS) è infatti famoso per aver sempre rifiutato le quote di migranti senza mai piegarsi ai diktat europei.

Condividendo le sue impressioni da una visita di 10 giorni in Polonia (Bassa Slesia, Pomerania e Masovia), l’autore dell’articolo scrive di essere rimasto colpito dall’attività, dalla buona organizzazione e dallo “spirito civico” dei residenti.

Crosetto: Kiev non ci contesta nulla

Il ministro della Difesa: “non abbiamo discusso di possibili obiettivi in territorio russo”.
Poi aggiunge: “tutto quello che gli ucraini ci hanno chiesto gli è stato dato”.

Non abbiamo discusso col ministro della Difesa ucraino Umerov di possibili obiettivi in territori russo“.

Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Bruxelles per il Consiglio informale, come riporta Ansa, rispondendo a una domanda sul tema della rimozione delle restrizioni sulle armi.

Poi, lo stesso Crosetto ha continuato come di seguito:

Quello che posso dire è che gli ucraini non hanno nulla da contestare all’Italia in proposito: il giudizio che ci interessa è quello delle persone che sono in difficoltà, non di altri. Tutto quello che gli ucraini ci hanno richiesto gli è stato dato“.