Migranti: Polonia dice no al patto Ue

Morawiecki: i migranti illegali compiono il 70% dei crimini.
In Svezia si deve ricorrere all’esercito perchè la Polizia non basta.

Non bastavano le recenti tensioni tra Berlino e Varsavia, scaturite da uno spot di Jarosław Kaczyński, il capo del partito del governo, in cui si mette in luce la fine dell’obbedienza polacca verso la Germania al contrario di quanto accadeva invece con Donald Tusk (approfondimento al link), ora arriva anche la questione immigrazione.

Quando Italia e Germania sembravano aver trovato la quadra per firmare il patto europeo sulla gestione dell’immigrazione, ecco che arriva il “No” della Polonia a mandare tutto lall’aria.

il premier polacco Mateusz Morawiecki, infatti, ha detto che la Polonia non aderirà ad alcun sistema di ricollocamento o distribuzione dei migranti.

Morawiecki ha precisato che la decisione poggia su motivi di sicurezza per il proprio Paese; più nel dettaglio, riporta che, prendendo i dati delle Polizie europee si noto come il 70% dei crimini sia effettuato dagli immigrati illegali e che, parlando con gli altri premier, si evincono situazioni in cui la Polizia non è più sufficiente a gestire i crimini portati dal medesimo fenomeno e che i governi si trovano a dover far intervenire l’esercito (citando Svezia e Marsiglia).

Di seguito, il video dell’intervista con le dichiarazioni del premier polacco, in lingua originale e con i sottotitoli in inglese, rilasciata a Granada, in Spagna:

Svezia: tablet dannosi a scuola, si torna a carta e penna

Lo studio: tecnologia compromette apprendimento e memoria.
Ecco la classifica (in sintesi) dell’apprendimento nei Paesi.

La Svezia ha deciso di accogliere gli studenti a scuola in questo nuovo anno accademico con un’importante rivoluzione, che ha il sapore del ritorno al passato.

Le nuove regole per la scuola in Svezia sono state decise, a ridosso dell’inizio dell’anno accademico, dalla nuova ministra per l’Istruzione, Carlotta Edholm, e prevedono di ridurre tutti quegli strumenti tecnologici come tablet per gli studenti, computer per i docente e lavagne interattive a favore di un ritorno ai classici e tradizionali carta, penna e libro di testo.

La decisione di rendere meno tecnologica la scuola in Svezia è stata motivata da un generale calo dell’apprendimento e della capacità di leggere e ricordare informazioni, in una tendenza più o meno simile che si registra in tutto il mondo.

I bambini svedesi, infatti, secondo un ricerca chiamata Progress in International Reading Literacy Study, che analizza proprio l’abilità di lettura, hanno ottenuto un punteggio di 544, in calo rispetto ai dati precedenti dello studio, risalenti al 2016, che certificarono 555 punti.

A rigor di paragone, l’Italia ha ottenuto 537 punti, ben distanti dalla prima classificata, ovvero Singapore con 587 punti, ma comune meglio di Francia, Germania, Austria e Portogallo.

Così, per cercare di recuperare quelle abilità che i bambini in Svezia stanno perdendo, la scuola tornerà (ed è tornata) cartacea.

Nato, Turchia: per entrare la Svezia mantenga le promesse

Erdogan vuole prima la legge che gli è stata promessa.
Anche il Parlamento ungherese blocca l’ingresso.

Erdogan continua a bloccare l’ingresso della Svezia nella Nato. Prima vuole quanto richiesto:

La Svezia per prima cosa deve onorare i suoi impegni, non basta preparare una legge, è necessario che venga messa in pratica“.

Lo afferma, appunto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riportano Anadolu ed Ansa, parlando delle richieste turche per l’adesione della Svezia alla Nato, su cui Ankara ha dato un parere positivo ma di fatto non è ancora stata ratificata dal parlamento turco, come anche da quello ungherese:

L’Occidente dice ‘Svezia, Svezia, Svezia’ ma per noi non è possibile dire ‘sì’ o ‘no’ fino a che il nostro parlamento non prenderà una decisione“.

Erdogan, già in tempi non sospetti, aveva posto il vincolo di una legge da parte della Svezia che togliesse il sostegno ai gruppi curdi (approfondimento al link) per dare l’ok al suo ingresso nella Nato (è richiesta l’unanimità).

L’Iran rifiuta l’ambasciatore svedese

Bruciato il Corano; Papa Francesco: disgustato dal gesto.
Teheran: “L’autore del rogo sia consegnato alla giustizia”.

L’Iran non accetterà un nuovo ambasciatore nominato dalla Svezia fino a quando Stoccolma non deciderà di intraprendere “seri provvedimenti contro la persona che ha profanato il Sacro Corano” lo scorso 20 luglio davanti alla grande moschea della capitale svedese.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian che, citato dalla televisione di Stato, ha spiegato che si tratta di una decisione presa dal presidente Raisi dopo che si è concluso il mandato del vecchio ambasciatore.

Allo stesso modo, come riporta Rai News, Teheran non invierà un proprio ambasciatore a Stoccolma.

L’atto considerato blasfemo dalla legge islamica ha indignato tutto il mondo arabo fino alla Turchia e non solo, creando forti proteste a Baghdad.

Sul tema è intervenuto anche Papa Francesco che ha preso le distanza ed intervistato dai media arabi si è detto disgustato dal gesto.

Ad incendiare il Corano e la polemica diplomatica un rifugiato iracheno residente in Svezia, Salwan Momik, protagonista di un video in cui durante una manifestazione autorizzata dalle autorità svedesi, letteralmente calpesta e prende a calci il testo sacro all’Islam.

L’uomo secondo la legge islamica è accusato di blasfemia, e potrebbe rischiare anche la pena di morte.

Dura la reazione della Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran Ali Khamenei che decide di interviene in prima persona, con il Grande Ayatollah che via Twitter dice:

Il governo svedese ha il dovere di consegnare il criminale che ha bruciato il Sacro Corano ai sistemi giudiziari dei paesi musulmani”.

La guida suprema iraniana avverte poi:

L’insulto al Sacro Corano in Svezia è un evento amaro, cospirativo, pericoloso ha scritto poi il Grande Ayatollah in un secondo tweet. Tutti gli studiosi islamici sono concordi nel ritenere che coloro che hanno insultato il Sacro Corano meritino la punizione più severa. Il governo svedese dovrebbe sapere che, sostenendo il criminale che ha bruciato il Sacro Corano si è schierato in una battaglia della guerra al mondo musulmano. Hanno creato sentimenti di odio e animosità nei loro confronti in tutte le nazioni musulmane e in molti dei loro governi’‘.

Svezia: il sesso diventa ufficialmente uno sport

A breve il primo torneo europeo.
Per molti, ora più che mai, vale il motto “l’importante è partecipare”.

Il sesso diventa ufficialmente uno sport.

Non solo. A breve si terrà anche il primo torneo europeo.

Ad organizzarlo è la Svezia, precisamente la Swedish Sex Association (ovvero la Federazione svedese del sesso), che oggi 8 giungo aprirà le porte qualsiasi cittadino continentale.

Le regole ed il funzionamento del torneo? In termini di tempistiche, si parla di diverse settimane in cui ogni partecipante dovrà competere per 6 ore al giorno.

Inoltre, ci saranno ben 16 discipline tra cui seduzione, sesso orale e penetrazione.

A riportare la notizia sono già diverse testate come il Daily Mirror, Il Primato Nazionale e molte altre; sul tema è intervenuto anche il presidente della Swedish Sex Association, Dragan Bratych, che ha dichiarato che l’obiettivo della definizione del sesso come sport è massimizzare il piacere, il quale sarebbe incasellato in un sistema di punti: più piacere si prova, più se ne ottengono durante le sfide.

Poi ci saranno le valutazioni finali in una divisione di 70% di voti del pubblico e 30% di voti della giuria.

Sarebbero già 20 i concorrenti che hanno presentato la domanda.

Inutile dire che, ironicamente o meno, sono già in molti ad appellarsi ora più che mai al motto “l’importante non è vincere, ma partecipare”.