Gaza: in 6 mesi di conflitto morto 1 bambino ogni 15 minuti

L’operato israeliano ha statistiche da brividi. Bombardati circa 30 dei 36 ospedali.
Ma Austin (Usa) ribatte: “Nessuna prova di genocidio a Gaza”.

Negli ultimi 6 mesi, a Gaza, ogni 15 minuti circa un bambino ha perso la vita.

Per ricordare tutti loro e come monito alla comunità internazionale affinché si adoperi per fermare queste morti, lo staff di Save the Children si è riunito in prossimità della sede di Roma dell’Organizzazione, esponendo uno striscione con il terribile dato.

Inoltre, lo staff, in silenzio, ha deposto sulla scalinata in prossimità del palazzo, una serie di oggetti che rappresentano l’infanzia rubata ai bambini che vivono in zone di conflitto, a Gaza e in tante altre crisi dimenticate.

Sei mesi di guerra che hanno portato la popolazione allo stremo e sull’orlo di una crisi umanitaria senza precedenti.

La distruzione di scuole e ospedali a Gaza è diventata la norma, e la maggior parte dei bambini è privo di cibo e non può ricevere nemmeno le cure più elementari.

Circa 30 dei 36 ospedali sono stati bombardati ed il sistema sanitario è ormai al collasso.

Ancora, come riporta Ansa, da ottobre l’escalation del conflitto ha danneggiato o distrutto quasi il 90% degli edifici scolastici e metà della popolazione sta affrontando un livello catastrofico di insicurezza alimentare, con zone come quelle del nord del Paese che sono a rischio di carestia.

Daniela Fatarella, Direttrice di Save the Children, ha dichiarato quanto di seguito:

Pensare che circa ogni 15 minuti un bambino perda la vita, ci fa capire quanto questa guerra sia tra le più letali e distruttive della storia recente. In sei mesi di conflitto, circa 26.000 bambini sono stati uccisi o feriti, mentre coloro che sono sopravvissuti hanno perso la casa, gli affetti, la scuola, la loro vita quotidiana e oggi stentano a sopravvivere per la fame. Tutto questo è inaccettabile: il mondo deve agire ora per garantire un cessate il fuoco immediato e definitivo e un accesso umanitario senza restrizioni. Ogni oggetto che abbiamo deposto oggi vicino alla nostra sede vuole ricordare queste piccole vite spazzate via, ma al tempo stesso tutto il bello che dovrebbe popolare la vita di un bambino, in cui non dovrebbe esserci spazio per violenza e morte“.

Israele, per quello che sta commettendo, è stato ritenuto responsabile per crimini di guerra e crimini contro l’umanità dall’Onu (approfondimento al link).

Ciò nonostante, secondo il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin, non vi è “Nessuna prova di genocidio a Gaza”.

Israele all’Iran: se ci attaccate, reagiremo

La risposta di Katz alla Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei.
Il ministro degli Esteri aggiunge: “L’Iran è la testa del serpente”.

Se l’Iran attacca dal suo territorio, Israele reagirà e attaccherà in Iran”.

Questa la riposta su X, in farsi e come riporta Ansa, del ministro degli Esteri Israel Katz alle parole della Guida Suprema dell’Iran Alì Khamenei.

In una intervista radiofonica, Katz ha poi ribadito che “l’Iran è la testa del serpente”.

Questa, di fatto, è la risposta alle recenti dichiarazioni iraniane di voler attaccare Israele in via indiretta (approfondimento al link), dopo l’attacco al consolato iraniano di Damasco, per il quale sono stati accusati gli Stati Uniti (approfondimento al link).

Più precisamente, le parole iraniane erano state le seguenti:

Il malvagio regime di Israele, che ha commesso un errore attaccando i locali del consolato iraniano a Damasco, sarà sicuramente punito perché le sedi diplomatiche di Paesi di tutto il mondo sono considerate territorio di quei Paesi e l’attacco israeliano è stato in realtà un attacco contro il territorio iraniano“.

L’Iran attaccherà Israele, ma non direttamente

Colpirà attraverso forze iraniane nelle regione già da questa settimana.
Questo per non dare la scusa agli Usa di attaccare direttamente l’Iran.

L‘Iran non attaccherà direttamente Israele ma colpirà attraverso forze iraniane nella regione: lo hanno detto alla Cnn due fonti vicine all’intelligence americana sulla questione, che sostengono Teheran ha esortato molti dei suoi gruppi di miliziani a lanciare simultaneamente un attacco su larga scala contro Israele, usando droni e missili, che potrebbero attaccare già questa settimana.

Come riporta Ansa, inoltre, Teheran teme una drammatica escalation dei combattimenti e non vuole dare agli Stati Uniti o ai suoi alleati una scusa per attaccare direttamente l’Iran.

Biden “Indignato e addolorato” accusa Israele

Il presidente Usa: “Israele non ha fatto abbastanza per proteggere operatori umanitari e civili; non è un incidente isolato”.

Sono indignato e addolorato per la morte di sette operatori umanitari della World Central Kitchen, tra cui un americano, avvenuta ieri a Gaza. Fornivano cibo ai civili affamati nel mezzo di una guerra. Erano coraggiosi e altruisti. La loro morte è una tragedia“.

Così il presidente americano Joe Biden in una nota, ammonendo che “Israele non ha fatto abbastanza per proteggere gli operatori umanitari che cercano di fornire ai civili l’aiuto di cui hanno disperatamente bisogno” e “non ha fatto abbastanza neppure per proteggere i civili“.

Come riporta Ansa, Biden ha poi aggiunto:

Israele si è impegnato a condurre un’indagine approfondita sul motivo per cui i veicoli degli operatori umanitari sono stati colpiti dagli attacchi aerei. Tale indagine deve essere rapida, deve garantire la responsabilità e i suoi risultati devono essere resi pubblici. Ancora più tragicamente, questo non è un incidente isolato. Questo conflitto è stato uno dei peggiori degli ultimi anni in termini di quanti operatori umanitari sono stati uccisi. Questo è uno dei motivi principali per cui la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza è stata così difficile: perché Israele non ha fatto abbastanza per proteggere gli operatori umanitari che cercano di fornire ai civili l’aiuto di cui hanno disperatamente bisogno. Incidenti come quello di ieri semplicemente non dovrebbero accadere. Israele non ha fatto abbastanza neppure per proteggere i civili. Gli Stati Uniti hanno ripetutamente esortato Israele a compensare le operazioni militari contro Hamas con operazioni umanitarie, al fine di evitare vittime civili. Gli Stati Uniti continueranno a fare tutto il possibile per fornire assistenza umanitaria ai civili palestinesi a Gaza, attraverso tutti i mezzi disponibili. Continuerò a fare pressioni su Israele affinché faccia di più per facilitare tali aiuti. E stiamo spingendo forte per un cessate il fuoco immediato come parte di un accordo sugli ostaggi“.

Biden ha anche chiamato il capo della World Central Kitchen Jose Andres per esprimere le sue condoglianze per la morte dei suoi collaboratori in un attacco israeliano e ha detto che renderà chiaro a Israele che gli operatori umanitari vanno protetti. Lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby.

Iran: responsabilità Usa su attacco al consolato

Convocato l’ambasciatore savizzero che cura gli interessi americani.
Akbari: “La risposta di Teheran sarà dura”.

Ieri l’Iran ha inviato un messaggio importante agli Stati Uniti dopo l’attacco israeliano al consolato iraniano a Damasco.

Lo ha affermato il ministro iraniano degli Esteri Hossein Amirabdollahian sul suo account X, ripreso dall’Ima, prima, e dall’Ansa, poi:

Un messaggio importante è stato inviato al governo americano, in quanto sostenitore del regime sionista. L’America deve essere ritenuta responsabile dell’attacco“.

Stando ad Amirabdollahian, l’Iran ha convocato questa mattina l’incaricato d’affari dell’ambasciata svizzera che rappresenta gli interessi americani in Iran e ha sottolineato la responsabilità dell’amministrazione Usa nell’attacco.

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha condannato l’attacco israeliano al complesso consolare del suo paese a Damasco, affermando sul sito web del suo ufficio quanto di seguito:

il crimine codardo non rimarrà senza risposta. Dopo ripetute sconfitte e fallimenti davanti alla fede e la volontà dei combattenti del Fronte della Resistenza, il regime sionista ha messi in agenda gli omicidi ciechi“.

Inoltre, l’ambasciatore iraniano a Damasco, Hossein Akbari, ha affermato che “la risposta di Teheran sarà dura” all’attacco a Damasco attribuito ad Israele dove sono rimaste uccise otto persone fra cui Mohammad Reza Zahed, alto comandante dei Pasdaran.

Lo riportano i media iraniani, citati da Ansa, con il diplomatico che ha poi aggiunto che “dopo aver rimosso le macerie del palazzo distrutto dal raid sarà reso noto il numero esatto delle vittime“.