Attacco israeliano in Libano

Biden: niente armi ad Isarele se entra a Rafah.
Poi ammette: bombe Usa fornite a Israele hanno ucciso civili.

Un attacco aereo israeliano contro un’auto nel sud del Libano ha ucciso quattro persone, secondo la difesa civile libanese, e fonti di sicurezza hanno riferito che le vittime erano membri del gruppo armato Hezbollah.

Il conflitto tra Hezbollah e Israele va avanti da ottobre, parallelamente alla guerra di Gaza, e questa settimana ha visto un’escalation, con entrambe le parti che hanno intensificato i bombardamenti, alimentando i timori per una guerra più ampia tra avversari pesantemente armati.

Al momento nessuna risposta dall’esercito israeliano a una richiesta di commento sugli attacchi come riporta Reuters.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nel frattempo si è impegnato pubblicamente per la prima volta a non fornire armi ad Israele se le forze del Paese dovessero effettuare un’invasione su larga scala di Rafah, città nel sud di Gaza, mentre oggi dovrebbero proseguire i negoziati al Cairo per un piano di cessate il fuoco per l’enclave.

Ho detto chiaramente che se entrano a Rafah, … non fornirò le armi”, ha detto ieri alla Cnn Biden, la cui amministrazione ha ripetutamente chiesto a Israele un piano per proteggere i civili a Rafah.

Biden ha ammesso che le bombe statunitensi fornite a Israele hanno provocato la morte di civili a Gaza nell’offensiva volta ad annientare Hamas, iniziata sette mesi fa.

Accordo Musk-Baidu: volano le azioni Tesla

Servirà ad implementare la guida autonoma.
Il 2 agosto sarà presentato il nuovo robotaxi.

Elon Musk ha firmato un accordo con la Baidu, per implementare la guida autonoma in Cina.

A seguito di questo importante accordo, le azioni di Tesla sono schizzate del 15%, ogni azione ora vale più di 194 dollari, un passo che ha fatto salire a più di 82 miliardi di dollari la capitalizzazione.

Una crescita simile non si era mai verificata in passato nemmeno a seguito di fusioni o capitalizzazioni, come riporta Adnkronos.

L’accordo firmato da Musk, mira a portare la guida autonoma in Cina, mercato che per l’azienda americana specializzata nell’elettrico, rappresenta il 22,5% di tutte le entrate del 2023.

Elon possiede il 13% del totale delle azioni di Tesla, ora il suo patrimonio è superiore a quello del fondatore di Amazon, Jeff Bezos, il cui patrimonio di 199 miliardi, lo rende l’uomo più ricco degli Stati Uniti.

Tesla è attiva anche nel campo dell’intelligenza artificiale, secondo il suo fondatore, si tratta di un settore in forte ascesa, che rappresenta una grande scommessa per il futuro della mobilità sostenibile e dunque per lo sviluppo delle future auto elettriche.

Il 2 agosto, sarà presentato il nuovo robotaxi, modello che anticiperà il lancio della Model 2 e che rappresenterà un ulteriore balzo in avanti per Tesla, nella guida completamente autonoma e nello sviluppo di un’intelligenza artificiale sempre più vicina ad essere utilizzata nella vita di tutti i giorni, non solo nei trasporti.

Dipendenti Google arrestati per proteste anti Israele

Licenziato anche un dipendente che ha protestato durante il discorso in Israele.
Alla manifestazione avrebbero partecipato anche dipendenti di Amazon.

Diversi dipendenti di Google sono stati arrestati negli uffici dell’azienda a New York City e Sunnyvale, in California, dopo aver organizzato sit-in per protestare contro la fornitura di tecnologie al governo israeliano.

Secondo il Washington Post, che riporta le dichiarazioni di Jane Chung, portavoce dei manifestanti, gli arresti in tutto sarebbero nove.

Bailey Tomson, portavoce di Google, ha dichiarato quanto di seguito:

Impedire fisicamente il lavoro di altri dipendenti e di accedere alle nostre strutture è una violazione delle nostre politiche. Questi dipendenti sono stati messi in congedo amministrativo e il loro accesso ai nostri sistemi è stato interrotto“.

Come riporta Ansa, le proteste avvenute nelle scorse ore si concentrano su un contratto da 1,2 miliardi di dollari chiamato ‘Project Nimbus’ e firmato nel 2021, che prevede sia da parte di Google sia di Amazon la fornitura di infrastruttura cloud alle forze armate israeliane.

Secondo gli organizzatori, anche i dipendenti di Amazon hanno partecipato alle manifestazioni di martedì.

Già a dicembre alcuni dipendenti Google avevano diffuso e-mail interne, protestato fuori dagli uffici aziendali e organizzato un “die-in” fuori da uno degli edifici del colosso tecnologico a San Francisco bloccando il traffico di una strada.

Agli inizi di marzo, inoltre, Google ha licenziato un dipendente che nel corso di una conferenza a New York ha protestato durante il discorso del massimo dirigente della società in Israele.

I dipendenti di Google in passato si sono opposti anche ad un contratto della società con il Pentagono che poi è stato sospeso.

Biden: Usa non parteciperà a ritorsione Israele contro Iran

Il gabinetto di Netanyahu spinge per la controffensiva.
Clima tesissimo nella regione.

Il presidente Joe Biden ha avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu che gli Stati Uniti non parteciperanno ad una controffensiva contro l’Iran, un’opzione verso cui propenderebbe il gabinetto di guerra di Netanyahu dopo il massiccio attacco di droni e missili sul territorio israeliano, secondo quanto riferito da funzionari e poi riportato da Reuters.

Proprio ieri l’Iran ha convocato gli ambasciatori di Germania, Francia e Gran Bretagna perchè reputa le dichiarazioni fatte dai loro leaders “irresponsabili” (approfondiemnto al link).

Auto: solo 15 Stati vantano un marchio proprio

Usa, Europa Occidentale ed Estremo Oriente le tre macro aree.
In Italia tutti i marchi sono stati venduti o in comproprietà.

Al centro dell’economia di un Paese l’industria automobilistica gioca un ruolo fondamentale, soprattutto se quest’ultima produce auto di lusso.

Il settore automobilistico rappresenta un pilastro imponente per l’economia di un Paese portando con un sé un indotto decisamente importante.

Secondo i dati di alcune statistiche evidenziate dall’OICA (Organizzazione Internazionali dei Costruttori di Automobili), come riporta Autospecial.it, i Paesi a livello globale che possono vantare di un proprio marchio automobilistico sono soltanto 15.

Tra i Paesi in cui i brand automotive sono maggiormente concentrati sono: Europa Occidentale, Estremo Oriente e Stati Uniti.

Gli USA tra tutti i paesi, ad oggi rappresentano una colonna portante nel campo delle auto: è proprio in America che si trovano i 10 marchi più conosciuti al mondo, tra cui la Cadillac, la Lincoln fino alle vetture tradizionali come ad esempio le Ford.

Spostandoci in Europa Occidentale le nazioni che ad oggi sono in possesso di più brand di automobili sono: Francia, Germania, Regno Unito ed Italia.

Più precisamente, questi si caratterizzano come di seguito:

Germania: sono presenti ben 7 case automobilistiche tra cui BMW, Mercedes-Benz, Volkswagen e Opel (poi passata sotto Stellantis tramite l’appartenenza a General Motors).

Francia: sono presenti 5 case automobilistiche appartenenti alle auto di lusso come la Bugatti (poi passata al Gruppo Volkswagen).

Italia: sono presenti 8 marchi tra cui alcuni di questi anche di lusso, come Ferrari e Maserati (ora entrambi parte del comprensori Stellantis) e la storica Lamborghini (poi acquistata da Audi, a sua volta facente parte del Gruppo Volkswagen).

Regno Unito: ospita ben 7 marchi e vanta per tradizione Bentley e Rolls Royce (poi acquistata dal Gruppo BMW).

Per quanto riguarda l’Estremo Oriente ci sono le grandi potenze come ad esempio il Giappone e la Corea che si differenziano dal resto del mondo in quanto seguono, anche per quanto riguarda la produzione di auto, una linea proiettata verso il futuro.

I marchi noti a tutti come la Infiniti e la Lexus, rappresentano il massimo lusso automobilistico giapponese, mentre sempre nel Paese vengono considerate “auto per l’uso quotidiano” la Toyota e la Honda.

In Corea del Sud il marchio che meglio si sta aprendo la strada nelle auto di lusso è la Genesis e la nazione sta provando a battere il concorrente giapponese con i suoi due modelli di berlina più gettonati ovvero la Kia e la Hyundai.

Ovviamente oltre ai Paesi sopracitati, ci sono anche quelli meno noti come ad esempio: la Repubblica Ceca con Skoda (poi acquistata dal Gruppo Volkswagen), la Malesia con Proton e la Svezia con la storica Volvo (poi venduta ai cinesi della Geely Automobile).