Medinsky: l’Ucraina perderà più territori se non scende a compromessi

Il capo negoziatore russo nei colloqui con l’Ucraina: è impossibile condurre una lunga guerra con la Russia.
Poi aggiunge: l’Ucraina si sta facendo guidare dagli interessi di altre nazioni.

In un’intervista al Wall Street Journal, Vladimir Medinsky, capo negoziatore russo nei colloqui di pace con l’Ucraina a Istanbul, ha minimizzato l’impatto di un recente attacco di droni ucraini, che ha distrutto almeno 12 bombardieri russi, e ha avvertito che l’Ucraina potrebbe perdere più territori se non accetterà le condizioni di Mosca.

È impossibile condurre una lunga guerra con la Russia. Ma noi vogliamo la pace. Ma, se l’Ucraina continuerà a lasciarsi guidare dagli interessi nazionali di altri paesi, allora saremo semplicemente costretti a rispondere. Quello che sta accadendo in Ucraina è come un conflitto tra due fratelli – uno più grande e uno più giovane – su chi sia più intelligente e più importante. Questo conflitto, purtroppo, approfondisce le nostre differenze, ed è per questo che vogliamo che finisca il prima possibile“.

Polonia, Nawrocki: vicini all’Ungheria, no all’Ucraina nella UE

Il nuovo presidente polacco detta la linea di politica estera.
E aggiunge: l’Ucraina dovrebbe curare meglio le relazioni con chi l’aiuta invece di pretendere e basta.

Karol Nawrocki, nel suo primo colloquio dopo la vittoria presidenziale con il settimanale ungherese Mandiner, ha sottolineato l’importanza dell’Ungheria come alleato fondamentale della Polonia e la necessità di rafforzare il Gruppo di Visegrád (V4) e il fianco orientale della NATO.

Ha affermato che una cooperazione più stretta nell’ambito del V4, così come dei Nove di Bucarest, è strategicamente cruciale per la sicurezza della regione.

Facendo riferimento alla comune lotta contro il regime comunista, ha evidenziato come queste esperienze storiche abbiano avvicinato polacchi e ungheresi, aggiungendo di avere molti amici in Ungheria.

Ha ribadito, come riporta Polonia Oggi, che “l’Ungheria è per la Polonia un alleato molto importante” ed ha poi confermato che la Polonia continuerà a sostenere l’Ucraina, sia sul piano strategico che su quello militare, pur opponendosi a un’immediata adesione di Kiev all’Unione Europea.

Ancora, ha osservato che l’Ucraina dovrebbe anzitutto concentrare i propri sforzi sul miglioramento delle relazioni con i Paesi vicini, in particolare sotto il profilo economico e storico, citando il genocidio di Volinia.

Ha indicato la Russia e la sua politica aggressiva come la più grande minaccia orientale. Riguardo alla campagna elettorale, ha ammesso di essere stato oggetto di attacchi da parte dell’opposizione e di partiti europei come il Partito Popolare Europeo, ma ha attribuito la sua vittoria ai voti “dei cittadini comuni”.

Infine, ha sottolineato che il governo di Viktor Orbán ha riconosciuto in lui un contrappeso al corso “pro-bellico” della Polonia.

Questa intervista rappresenta una dichiarazione chiave delle sue intenzioni in materia di politica estera e sicurezza, nonché un segnale deciso per i partner della regione.

Bank of America: rublo miglior valuta del 2025

Le strategie europee per mettere in ginocchio la Russia sono autolesioniste.
E i proclami crollano di fronte ai dati.

La Bank of America ha nominato il rublo la migliore valuta del 2025.

Come riporta la Cbnc, infatti, la valuta russa si è rafforzata di oltre il 40%, nonostante un lungo conflitto, una crisi economica, sanzioni e il calo dei prezzi del petrolio.

Parrebbe che le strategie europee di mettere in ginocchio la Russia non stiano funzionando molto bene. Del resto, una cosa analoga è accaduta con le importazioni di gas e petrolio provenienti dalla Russia, dove l’Ue dichiara di aver praticamente chiuso gli acquisti mentre altro non fa che far fare alle risorse un giro più ampio per dimostrare che non arrivano dalla Russia, con l’unica conseguenza che ai cittadini europei queste risorse costano di più (approfondimento ai link1 e link2).

Russia: 883 miliardi da export combustibili fossili, di cui 209 da Paesi Ue

Le importazioni di gas russo nel 2024 sono aumentate del 18%.
Ember: alleati occidentali hanno pagato per idrocarburi russi più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti.

Mosca ha incassato 883 miliardi di euro dall’export di combustibili fossili; di questi 883 miliardi di euro, 209 (ovvero circa il 24%) arrivano da Stati dell’Ue.

La Bbc riporta quanto di seguito:

I dati analizzati dal Centro ricerca energia e aria pulita mostrano che gli alleati occidentali dell’Ucraina hanno pagato per gli idrocarburi alla Russia più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti”.

Secondo un’analisi del think tank energetico Ember, come riporta Il Fatto Quotidiano, le importazioni di gas russo in Ue sono aumentate del 18% nel 2024: “L’aumento è stato trainato dall’aumento delle importazioni in Italia, Repubblica Ceca e Francia”.

Bannon: Graham dovrebbe essere messo in prigione

L’ex stratega di Trump: Graham ha fomentato la guerra in Ucraina.
E propone di annullargli il passaporto, non farlo rientrare negli Usa o metterlo in prigione.

Intervistato da Chris Cuomo, l’ex stratega di Trump, Steve Bannon, ha detto che il senatore Lindsey Graham dovrebbe essere messo in prigione o fermato alla frontiera per aver fomentato la guerra in Ucraina.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Quello che sta facendo lì in questo momento è fomentare la situazione. Sta dando false speranze agli ucraini. Sta dando agli ucraini la falsa speranza che siamo lì per supportarli nell’impegno in un conflitto cinetico contro la Russia, ma non è così. Due cose dovrebbero succedere. O gli annullano il passaporto e non lo lasciano più rientrare nel Paese, o lo mettono in prigione se torna!

Il senatore Graham aveva recentemente dichiarato che la guerra in Ucraina non finirà fino a quando la Cina avrà pagato l’aiuto dato alla Russia e proponeva sanzioni al 500% verso i beni russi (approfondimento al link).