Il Ministro: il richiamo alla preghiera non deve risuonare sopra i tetti danesi; il Paese sembra un sobborgo di Islamabad.
Il governo di centro-sinistra al terzo progetto per creare un quadro giuridico solido che vieti l’Adhan.
La Danimarca si prepara a una nuova e severa stretta in materia di immigrazione e integrazione.
Il Ministro dell’Immigrazione Morten Bødskov, esponente del partito dei Socialdemocratici (centro-sinistra), ha annunciato l’intenzione del governo di mettere al bando l’Adhan, il tradizionale richiamo islamico alla preghiera diffuso dai minareti.
La dichiarazione, come riporta Il Messaggero, ha sollevato immediate discussioni sia sul piano interno che internazionale, in particolare per i toni netti utilizzati dal ministro, il quale ha affermato che alcune aree del Paese hanno ormai finito per assomigliare a «un sobborgo di Islamabad».
«Il richiamo alla preghiera non deve risuonare sopra i tetti danesi», ha dichiarato il Ministro all’organo di stampa Ritzau, aggiungendo che «l’Islamizzazione strisciante starebbe occupando troppo spazio pubblico» e che i cittadini «non dovrebbero mai avere il dubbio di trovarsi in Pakistan mentre passeggiano per le città della Danimarca».
Il tentativo di costruire un quadro giuridico solido per vietare l’Adhan non è una novità assoluta per la politica danese: si tratta infatti del terzo progetto in questa direzione promosso dai Socialdemocratici, dopo i precedenti tentativi avviati nel 2020 e nel 2025.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove, dopo aver agio come Lead Finance Controlling, ricopre il ruolo di Project Manager per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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