Polonia, Tusk vuole togliere l’ufficio anticorruzione

Per il governo uscente è “Il mezzo contro funzionari e politici corrotti”.
Tusk nomina Kujawa a capo del gruppo per l’eliminazione.

Monitor Polski ha pubblicato una disposizione della coalizione di governo riguardante la creazione di un gruppo interministeriale per elaborare il processo di eliminazione del CBA (Centralne Biuro Antykorupcyjne – Ufficio Centrale Anticorruzione).

Secondo il partito PiS (governo uscente), il CBA è il mezzo contro funzionari e politici corrotti, ma per l’attuale coalizione di governo è invece un servizio compromesso ed una polizia politica che deve essere eliminata.

Come riporta Polonia Oggi, il gruppo nominato sarà un “organo ausiliario del Presidente del Consiglio dei Ministri“.

Tra i suoi compiti ci sarà preparare il processo di eliminazione del CBA, nonché condurre analisi e determinare il progetto di programma di eliminazione, ripartire i compiti del CBA tra altri organi dell’amministrazione governativa e elaborare soluzioni riguardanti questioni organizzative e legali relative all’eliminazione del CBA.

A capo del gruppo è stato designato Radosław Kujawa, Sottosegretario di Stato nella Cancelleria del Presidente del Consiglio dei Ministri, mentre nel gruppo di liquidazione ci saranno, tra gli altri, il direttore dell’unità organizzativa della Cancelleria del Presidente del Consiglio dei Ministri e due rappresentanti designati dai ministri competenti.

In sintesi, Tusk ha avviato una guerra alla corruzione eliminando l’ufficio preposto esattamente ai controlli anticorruzione.

Personale Nato è già presente in Ucraina

Lo dichiara il ministro degli Esteri polacco.
Poi si cerca di precisare che è solo per addestramento.

“Personale militare della Nato è già presente in Ucraina“.

Lo ha dichiarato durante una conferenza il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, senza precisare la nazionalità dei militari presenti nel paese in guerra contro la Russia da oltre 2 anni.

Sikorsi, come riporta Adnkronos, ha dichiarato quanto di seguito:

“Vorrei ringraziare gli ambasciatori di quei Paesi che hanno preso questo rischio. Questi Paesi sanno chi sono, ma non posso rivelarli. Contrariamente ad altri politici, non li elencherò“.

Nei giorni scorsi, attraverso un audio intercettato dalla Russia e diffuso da media di Mosca, ufficiali tedeschi avevano suggerito la presenza di militari britannici in Ucraina.

Precedentemente il Regno Unito aveva confermato l’invio di piccole unità nel Paese per l’addestramento medico.

Il tema relativo all’invio di soldati Nato in Ucraina è stato prospettato come ipotesi dal presidente francese Emmanuel Macron.

Nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, numerosi paesi hanno preso le distanze dalla posizione di Parigi e evidenziato l’intenzione di non inviare truppe sul teatro di guerra.

Parzialmente diversa la linea illustrata recentemente dal Canada attraverso le parole del ministro della Difesa, Bill Blair, come ha scritto il Toronto Star.

Il Canada sarebbe pronto a inviare i suoi militari in Ucraina, ma solo per addestrare le forze armate di Kiev e non per combattere contro la Russia:

“Non verranno schierate truppe vicino alla prima linea. Formiamo i soldati sul posto, perché non è semplice riuscire a farli uscire. Dobbiamo stare bene attenti a non far sembrare che le nostre truppe o i nostri soldati svolgano un ruolo militare in uno contesto di guerra“.

Le parole di Macron sono state seguite da un coro di ‘no‘ dei paesi della Nato, tra Europa e Stati Uniti.

L’invio di militari non è un’ipotesi presa in considerazione.

L’ipotesi prospettata dal presidente francese, ovviamente, non è passata inosservata a Mosca.

”Le truppe occidentali sono già presenti in Ucraina da tempo” e le parole del presidente francese di fatto ‘‘hanno ufficializzato” tutto questo, hanno detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ed il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Dmitry Medvedev.

Appello comunità polacca negli Usa: minor coinvolgimento nella guerra

La comunità: la guerra non può essere vinta e porterà alla distruzione della Polonia.
Ma l’ambasciatore insiste: sconfitta strategica della Russia unica soluzione.

Marek Magierowski, ambasciatore della Polonia a Washington, ha commentato la situazione espressa nella lettera critica inviata dai rappresentanti della comunità polacca negli USA al primo ministro e al presidente della Repubblica, in cui esprimono contrarietà verso un ulteriore coinvolgimento della Polonia nella guerra.

Nella sua dichiarazione, come riporta Polonia Oggi, Magierowski ha risposto sottolineando che l’unico modo per garantire un futuro pacifico per l’Europa sia una sconfitta strategica della Russia nella guerra che ha iniziato.

L’ambasciatore ha chiamato la comunità polacca negli Stati Uniti a difendere gli interessi polacchi e a continuare ad aiutare l’Ucraina.

Nella lettera alle autorità polacche, i polacchi negli Stati Uniti hanno chiesto di evitare espressioni offensive e retoriche e si sono opposti a un coinvolgimento più profondo della Polonia in una guerra che, secondo loro, non può essere vinta e potrebbe portare alla distruzione della Polonia.

La visita delle autorità polacche negli Stati Uniti è considerata “criticamente importante” in occasione del 25º anniversario dell’adesione della Polonia alla NATO.

Miele sposta la produzione dalla Germania alla Polonia

Media tedeschi infuriati: è la soluzione più facile ma sbagliata; ne risentirà la qualità dei prodotti premium.

Miele, azienda tedesca che produce elettrodomestici ed impiega circa 23.000 persone (la metà delle quali in Germania), ha deciso di trasferire parte della sua produzione a Ksawerów (voivodato di Łódź).

L’azienda, che ha annunciato il trasferimento del montaggio delle lavatrici in Polonia in febbraio, come riporta Polonia Oggi, spiega che la decisone poggia sul peggioramento dei risultati, l’aumento dei costi e la diminuzione degli ordini.

Secondo PAP (agenzia di stampa nazionale polacca) 2.000 posti di lavoro andranno persi come conseguenza e 700 andranno trasferiti altrove.

I media tedeschi disapprovano la decisione di Miele, facendo notare l’influsso della crisi economica tedesca ma anche sottolineano che il trasferimento della produzione può influenzare la qualità dei prodotti premium tedeschi.

Secondo “Tagesspiel” la soluzione di Miele è la più facile ma è sbagliata.

Stellantis: fine produzione Fiat 500 e Lancia Y a combustione

L’azienda verso lo stop produttivo dei modelli in Polonia.
La nuova Lancia Y completamente elettrica sarà prodotta in Spagna.

Si avvicina la fine della possibilità di omologazione, e quindi di produzione, delle piccole auto Fiat nello stabilimento di Tychy, in Polonia.

Di conseguenza, l’azienda dovrebbe ottenere nuovamente l’omologazione, il che, alla luce dei mutevoli requisiti di sicurezza dell’UE e dei piani di Stellantis per la produzione esclusivamente di auto elettriche, sembra poco conveniente.

Anche se l’auto sarebbe soggetta a un aggiornamento, la presentazione della nuova Lancia Ypsilon, completamente elettrica e prodotta in Spagna, fa immaginare la chiusura della produzione in Polonia.

Ciò significa che le Fiat 500 e le Lancia Ypsilon a combustione prodotte a Tychy passeranno alla storia, almeno in Europa.

Come riporta Polonia Oggi, possono ancora essere prodotte per altri mercati, ad esempio per l’Africa, dove vengono già inviate in forma di kit di montaggio SKD.

La produzione di vari modelli Fiat avviene ora nello stabilimento in Algeria, dove Stellantis ha investito 200 milioni di euro (approfondimento al link).

Cosa succederà ai terreni lasciati liberi dalle Fiat 500 e dalle Lancia Ypsilon a combustione? Al momento non ci sono informazioni chiare.

Una delle opzioni è il trasferimento di parte della produzione in Italia o un aumento della collaborazione con la società cinese produttrice di auto elettriche, Leapmotor.

La produzione di auto elettriche cinesi in Polonia potrebbe essere il primo passo verso una produzione completa di tali veicoli a Tychy.

Tuttavia, al momento sono solo speculazioni, anche se l’importanza crescente delle auto elettriche sul mercato europeo rende questa opzione sempre più probabile.

Nel frattempo, pare invece sempre più probabile lo spostamento della produzione Marelli in Polonia (approfondimento al link).