Salvini: in guerra in Ucraina ci vadano Macron e Monti

Monti si accoda a Macron e ipotizza l’invio di truppe in Ucraina.
Il premier leghista si dice “turbato” dalle loro dichiarazioni.

Mi turba che dopo Macron, anche Monti oggi parli dell’invio di soldati italiani a combattere in Ucraina. Questi vanno curati: chi la pensa così e lo dice come se fosse una cosa normale, vale per Macron e per Monti, sono pericolosi“.

Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini arrivando a Rho Fiera a Milano, a proposito di quanto affermato in mattinata dall’ex premier Mario Monti a Radio 24 a proposito del conflitto tra Russia e Ucraina.

Come riporta Ansa, Monti avrebbe ipotizzato l’invio di truppe in Ucraina; “Parlare di soldati italiani che potranno andare a combattere e morire in Ucraina lo ritengo una cosa gravissima“, ha continuato Salvini.

Autovelox: l’Italia ne ha più di tutti

Record europeo per numero di dispositivi. Le multe aumentano del 61,7% .
Ecco la differenza tra autovelox arancioni e blu.

L’Italia conta il maggior numero di autovelox installati lungo le strade, con le ultime stime (mai smentite) che registrano 11.130 apparecchi di rilevazione automatica della velocità lungo tutta la penisola, più di Gran Bretagna (circa 7.700), Germania (oltre 4.700) e Francia (3.780).

Lo afferma il Codacons, che interviene sui sempre più frequenti casi di autovelox smantellati a opera di ignoti, fenomeno che sta interessando diverse zone d’Italia, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna.

In base ai dati ufficiali del ministero dell’Interno, nel 2022 le principali 20 città italiane hanno incassato un totale di 75.891.968 euro grazie alle sanzioni elevate tramite autovelox, con una crescita del +61,7% rispetto ai 46.921.290 euro di proventi registrati dalle stesse amministrazioni comunali nel 2021.

Come riporta AGI, la città con i maggiori incassi da autovelox è Firenze, pari a 23,2 milioni di euro, seguita da Milano (quasi 13 milioni), Genova (10,7 milioni) e Roma (6,1 milioni).

Non mancano però le sorprese, secondo i dati riportati dall’associazione, con Napoli che si ferma ad appena 18.700 euro di incassi nel 2022.

Qui, una guida pratica utile a capire le differenze tra autovelox blu ed arancioni.

Lufthansa disposta a rinunciare a delle rotte per acquisir Ita Airways

L’operazione porterebbe il 41% in mano tedesca.
Ita Airways prevede di chiudere il 2023 con una cassa di circa 450 milioni.

Aperture da Deutsche Lufthansa alla Dg Concorrenza dell’Unione europea che sta esaminando il dossier relativo all’ingresso del gruppo tedesco nel 41% di Ita Airways attraverso un aumento di capitale da 325 milioni di euro.

Nell’offerta si parla di rinunce agli slot e alle rotte di Milano Linate dove, se andrà in porto l’operazione, Lufthansa con i suoi partner (il network che comprende Austrian, Brussels Airlines e Swiss), insieme a Ita avrebbe una posizione di tutto rilievo che potrebbe compromettere la libera concorrenza delle altre compagnie aeree, secondo un documento della Commissione europea pubblicato a dicembre, all’indomani della notifica a Bruxelles avvenuta lo scorso 30 novembre.

La notizia riportata da Bloomberg, circolava da qualche giorno secondo fonti che seguono il dossier in Italia, mentre da Lufthansa arriva il “no comment” – senza tuttavia alcuna smentita della notizia- né sono arrivati commenti dalla Commissione europea.

Non è un caso, considerando l’imminente scadenza del 15 gennaio, quando secondo la procedura ordinaria (la cosiddetta “fase uno”) sarebbero scaduti i 25 giorni lavorativi dalla notifica, per il pronunciamento da parte della dg Concorrenza della Commissione europea.

Come riporta Il Sole 24 Ore, però, già il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo scorso 22 dicembre conversando con dei giornalisti aveva preannunciato che la Commissione europea avrebbe chiesto un supplemento di istruttoria: «Ci hanno fatto capire che si va alla cosiddetta “fase due”. Quindi serviranno altri mesi di approfondimenti, dopo aver fatto esattamente tutto quello che era stato prescritto sempre dalla stessa Commissione europea. Il fatto che si perda altro tempo non è una cosa positiva».

Per la “fase due” è prevista una durata compresa tra ulteriori 90 giorni lavorativi fino a 110 giorni, su richiesta delle parti. Dunque si finirà nella primavera inoltrata.

Nel frattempo è continuato il pressing di Lufthansa sulla commissione europea, che ha offerto la massima collaborazione con l’obiettivo di ottenere una decisione «il prima possibile».

Rileggendo il documento della Dg Concorrenza della Ue emerge che le attività di Deutsche Lufthansa e Ita Airways «si sovrappongono principalmente per la fornitura di servizi di trasporto aereo di passeggeri», ma «a causa della presenza limitata di Ita al di fuori dell’Italia, l’operazione proposta dà luogo solo a un numero limitato di sovrapposizioni dirette/dirette a corto raggio sulle rotte da Roma e Milano verso città in Germania, Belgio e Svizzera».

Nel mirino slot e rotte servite dalle due compagnie e dal network nell’aeroporto di Linate.

Lo stesso documento cita anche «sovrapposizioni dirette/indirette sulle rotte a medio e lungo raggio dall’Italia e dalla Svizzera verso l’America, l’Africa e l’Asia».

Ita Airways che ha una flotta di 83 aeromobili punta ad arrivare a 96 alla fine del 2024: al momento è stato raggiunto un accordo per ottenere la garanzia Sace ed è in via di definizione un’ulteriore operazione di finanziamento con istituti finanziari per l’acquisto di nuovi aeromobili di proprietà.

Ita Airways prevede di chiudere dicembre 2023 con una cassa di circa 450 milioni.

In direzione di una decisione in tempi rapidi concorrono due fattori: anzitutto l’erogazione dei 325 milioni di euro per l’aumento di capitale è in standby fino all’autorizzazione della Commissione europea.

Poi occorre considerare che le sinergie commerciali e operative tra Ita Airways e il network di Lufthansa restano congelate fino al pronunciamento di Bruxelles.